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Voltido, Grande Guerra e
un grazie dall'Ungheria: il 1°
novembre inaugurazione speciale

Oltre a ricostruire le storie di 17 Caduti della Prima Guerra Mondiali di Voltido, “dimenticati” nei due monumenti ufficiali la ricerca ricostruisce anche la vicenda di Miklos Tavassy, soldato ungherese nato il 12 agosto 1896 e morto in Italia, a Voltido, con gli eredi che hanno ricevuto il 24 novembre 1917 la Medaglia di Bronzo postuma al Valore Militare.

VOLTIDO – La ricerca di Giorgio Borghetti, divenuta un volume che sonda la storia della Grande Guerra nella piccola Voltido, ha fatto letteralmente il giro d’Europa, giungendo fino in Ungheria. E’ giunta infatti nella stanza del sindaco del più piccolo comune casalasco (assieme a Tornata) una missiva partita dall’Ambasciata ungherese a Roma, che raccoglie i complimenti dell’Addetto per la Difesa, Militare e Aeronautica d’Ungheria e assieme del Comandante dell’istituto e Museo di Storia militare ungherese, colonnello Vilmos Kovacs, per il lavoro svolto.

Come noto, infatti, oltre a ricostruire le storie di 17 Caduti della Prima Guerra Mondiali di Voltido, “dimenticati” nei due monumenti ufficiali – uno di fianco al palazzo municipale e uno al cimitero comunale – la ricerca ricostruisce pure la vicenda di Miklos Tavassy, soldato ungherese nato il 12 agosto 1896 e morto in Italia, a Voltido, con gli eredi che hanno ricevuto il 24 novembre 1917 la Medaglia di Bronzo postuma al Valore Militare. Un estratto relativo alla vicenda di Tavassy, presente nel registro delle morti civili, è stato ritrovato negli archivi di Vienna, viene precisato nella stessa lettera. Proprio dall’Ambasciata ungherese della Capitale arriverà un rappresentante dello stato magiaro a Voltido per la cerimonia del 1° novembre prossimo, quando in paese saranno scoperti i due monumenti ai Caduti restaurati.

Alle ore 14 si terrà l’inaugurazione vera e propria, a seguire la presentazione del volume di Borghetti dal titolo “La Prima Guerra Mondiale a Voltido”, che avverrà presso la tensostruttura del Centro Ricreativo Voltidese, rispettando naturalmente tutte le normative antiCovid. A complimentarsi con il sindaco Borghetti è stato anche il Ministero della Difesa con la direzione generale per il Personale Militare, che ha inviato col Tenente Colonnello Carlo Venditti l’elenco dei Cavalieri dell’Ordine di Vittorio Veneto, istituito per gli ex combattenti della Grande Guerra, originari di Voltido, tutti insigniti di medaglia d’oro.

Ricordiamo che i 17 Caduti che non erano ancora comparsi nel monumento di Voltido non erano presenti per una falla nel sistema di organizzazione della memoria dei morti in guerra: il monumento comunale, infatti, è del 1921, e solo nel 1925 Benito Mussolini stilò regole chiare che prevedessero l’inserimento dei Caduti nell’elenco del comune di nascita e non di residenza. I 17 Caduti, dunque, sono ricordati in altri monumenti, di paesi limitrofi, ma non in quello di Voltido, dove dovrebbero comparire. Dopo la ricerca di Borghetti questa mancanza sarà sistemata, aggiungendo il 1° novembre una lapide al cimitero di Voltido con i nomi dei 17 Caduti voltidesi e del soldato ungherese.

Giovanni Gardani

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