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L'ultimo volo di Amilcare Acerbi:
ci lascia un grande pedagogista
e un amico dell'Interflumina

Carlo Stassano lo ricorda commosso, rifacendosi proprio all’ultima estate e al Campus Sport e Natura, quando la malattia che lo ha colpito ha iniziato a non dargli più tregua. "Ci ha lasciato un vero uomo, una Persona meravigliosa, ricca interiormente, generosa, sempre attenta agli altri, un passo avanti su tutto".

CASALMAGGIORE/PIACENZA – Un grave lutto scuote il mondo della pedagogia e pure la nostra provincia. Amilcare Acerbi, classe 1945, spirato sabato pomeriggio, era infatti di Piacenza ma dal 1974 aveva collaborato, oltre che con l’Università di Pavia, anche con Torino e, appunto, Cremona, E da qualche tempo era al fianco di Carlo Stassano e dell’Atletica Interflumina, promuovendo progetti di crescita dei ragazzi non solo dal punto di vista sportivo. Appassionato sostenitore, ad esempio, dell’iniziativa legata al recupero di Cascina Sereni per realizzare una sorta di centro giovanile, aveva dato vita a diversi seminari, insegnando a bambini e adolescenti l’importanza del contatto con la natura e l’ambiente circostante.

Fondatore e responsabile della prima City Farm italiana a Pavia; co-ideatore del Centro per la cultura ludica e progettista dei sette centri di cultura per l’infanzia e l’adolescenza del Comune di Torino, sempre nel capoluogo piemontese è stato consulente del Comitato Italia 150, sezione scuola e didattica. Ma Acerbi era anche presidente del Comitato italiano per il gioco infantile e co-fondatore della srl Zeroseiup, casa editrice e gruppo di formazione e consulenza pedagogica e vanta diverse pubblicazioni in ambito pedagogico e per l’infanzia.

Carlo Stassano lo ricorda commosso, rifacendosi proprio all’ultima estate e al Campus Sport e Natura, quando la malattia che lo ha colpito ha iniziato a non dargli più tregua. “Ci ha lasciato un vero uomo, una Persona meravigliosa, ricca interiormente, generosa, sempre attenta agli altri, un passo avanti su tutto. Ho la fortuna d’avere due Fratelli con i quali ci vogliamo un bene dell’anima, una splendida sorella morta in un incidente stradale. E Amilcare rappresenta, indubbiamente il mio quarto fratello. La persona al centro dei suoi interessi, in un mondo in continuo mutamento, bisognoso di essere retto da pensieri di verità, da sentimenti di giustizia, di onestà, di condivisione, di inclusione. Lo sport ci ha unito da ragazzi, l’atletica leggera, lui la corsa ad ostacoli io la corsa di resistenza: un unico “mentore”, Paolo Corna, Persona che resterà per sempre nei nostri Cuori. Amilcare era uomo di equilibrio, di riflessioni, di relazioni, sempre aperto al dialogo ed al confronto, vocato al bene della Gioventù, pronto ad assumere posizioni scomode con le Istituzioni là dove era evidente l’incapacità di comprendere, di anteporre il bene delle Famiglie ai meri interessi di parte, alla supremazia del denaro rispetto ai bisogni. Uomo e Ambiente, bimbo ed Educatore, paradigmi di un unico sentire, bisogni profondi dell’Animo. Nulla potrà essere come prima, certe persone sono uniche, non si possono sostituire”.

Giovanni Gardani 

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