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Cia Agricoltori: "Con lo stop
alle ore 18 in arrivo fallimenti
in serie per gli agriturismi"

Da qui l’appello lanciato da Turismo Verde, l’associazione per la promozione agrituristica di Cia Agricoltori Italiani, che chiede al governo indennizzi rapidi e dedicati alle categorie della filiera agroalimentare colpite dalle nuove misure anti-Covid, dalla sospensione di Iva e mutui all’esonero dei contributi. Il tutto senza le lunghe attese della fase di lockdown.

Lo stop alle 18 previsto dal nuovo Dpcm per le strutture agrituristiche nazionali equivale di fatto alla chiusura delle attività. Per questo servono misure di ristoro economico adeguate e tempestive. L’appello di Cia Agricoltori Italiani alle istituzioni arriva dopo l’annuncio di misure che rischiano di mettere in ginocchio un intero settore. Gli agriturismi, infatti, non possono sostenere i costi di apertura con i soli proventi del pranzo, i cui introiti nei giorni feriali hanno incidenza molto ridotta rispetto a quelli determinati dalla fascia oraria 18-21.

“La misura del Governo non tiene, inoltre, in nessun conto – si legge – delle garanzie di distanziamento sociale offerte dagli spazi in piena campagna. Inoltre metterà definitivamente in crisi un settore che era faticosamente in ripresa dopo mesi di lockdown, con un danno fin qui stimato da Cia Agricoltori Italiani in 600 milioni. Se a queste ingenti perdite di quote di mercato si aggiungeranno i prevedibili effetti delle nuove misure restrittive, assisteremo, dunque, a un’ecatombe di fallimenti con ricadute disastrose per i 100mila addetti del settore. Il nuovo Dpcm avrà anche un impatto fortemente negativo per tutte le aziende agricole che hanno come unico sbocco commerciale il canale dell’Horeca (ristoranti, bar, mense, hotel) e che pagheranno un conto salato per la contrazione delle forniture di cibo fresco a tutto il comparto dell’agroalimentare “fuori casa”, in un Paese in cui circa un terzo dei consumi viene realizzato lontano dalle mura domestiche”.

Da qui l’appello lanciato da Turismo Verde, l’associazione per la promozione agrituristica di Cia Agricoltori Italiani, che chiede al governo indennizzi rapidi e dedicati alle categorie della filiera agroalimentare colpite dalle nuove misure anti-Covid, dalla sospensione di Iva e mutui all’esonero dei contributi. Il tutto senza le lunghe attese della fase di lockdown. “La protezione della salute è prioritaria, ma prioritario è anche proteggere l’economia. I nuovi provvedimenti rischiano di bloccare gli operatori agrituristici che hanno investito e scommesso sul futuro, mettendo le proprie strutture in sicurezza prima dell’apertura a fine maggio. Non va dimenticato, inoltre, che mancheranno in questi mesi anche i classici ricevimenti legati alle cerimonie come matrimoni e comunioni. In più, l’aumento dei contagi e le raccomandazioni di restare a casa stanno già portando a numerose disdette. Il settore, visti sacrifici che dovrà mantenere, avrà bisogno di un importante sostegno economico, così come tutte le aziende agricole di filiera corta che hanno come unico sbocco commerciale il canale dell’Horeca. Per questo, la sollecitazione al governo è quella di prevedere indennizzi immediati per gli agriturismi, specificando i codici Ateco, con alcune misure come contributi a fondo perduto, esonero dei versamenti di contributi previdenziali e assistenziali a carico dei datori di lavoro, cassa integrazione per i dipendenti, sospensione versamenti Iva previsti per il 16 novembre prossimo e blocco dei mutui”.

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