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Casalmaggiore, il 'Cristo Morto' del XVII secolo torna a essere esposto in Duomo

Particolarmente suggestiva risulta l’immagine del Cristo Morto, che porta alla memoria il più famoso Cristo Morto del Mantegna, ma soprattutto l’omonimo dipinto di Philippe de Champaigne del 1650

CASALMAGGIORE – E’ stato finalmente esposto ai pubblico, all’interno del Duomo di Santo Stefano di Casalmaggiore, il prezioso paliotto, olio su tela, dipinto su entrambi i lati, raffigurante “Il Cristo Morto” e “Angeli Adoranti l’Eucarestia”.

Un iniziativa del Parroco, Don Claudio Rubagotti, e con l’appoggio economico di una famiglia di Casalmaggiore, il restauratore Dario Sanguanini di Rivarolo Mantovano ha riportato all’originaria bellezza questo pregevole dipinto di grandi dimensioni (cm.217 x cm.18) risalente alla seconda metà del XVII secolo, di autore non conosciuto.

Particolarmente suggestiva risulta l’immagine del Cristo Morto, che porta alla memoria il più famoso Cristo Morto del Mantegna, ma soprattutto l’omonimo dipinto di Philippe de Champaigne del 1650, esposto al Louvre, o quello di Hans Holbein del 1521, conservato nella chiesa parrocchiale di Azzate.

Per ricordare ai fedeli che non di solo pane vive l’uomo, ma anche di emozioni, bellezza e arte, Don Claudio ha riesumato la tela, che da molti anni giaceva in sacrestia, nascosta ai più e in pessimo stato di conservazione.

Grazie a lui, da oggi fedeli e amanti dell’arte pittorica potranno ammirare l’originale opera nelle navate del Duomo.

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