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Antinfluenzale, funziona il percorso
ad hoc predisposto all'Avis. Poche
dosi però presso i medici di base

L’Avis ha infatti predisposto un percorso ad hoc che prevede naturalmente, come per tutte le strutture al chiuso, la misurazione della temperatura all’ingresso, oltre all’obbligo di mascherina per chi entra e di igienizzazione delle mani.

CASALMAGGIORE – L’attesa è ordinata e disciplinata, senza fila: negli spazi messi a disposizione da Avis Casalmaggiore il primo giorno di somministrazione del vaccino antinfluenzale sta filando liscio. E in tal senso ha funzionato, senza dubbio, lo schema di prenotazione del servizio messo a disposizione dei cittadini: ben 70 i vaccini prenotati in questo primo giorno. Una prassi, quella dell’antifluenzale, che si ripete ogni anno e che solitamente non fa notizia, se non fosse che questa è la prima volta in cui la normale influenza rischia di mescolarsi col Covid-19 e dunque il vaccino sembra essere molto più richiesto, specie tra gli anziani e le cosiddette fasce deboli. A Casalmaggiore, così come a Cremona, Asst di Cremona privilegia in questa prima settimana i pazienti cronici fragili under 65. Poi dalla prossima settimana si passerà agli over 65, ai bambini sani dai 6 ai 24 mesi, ai bambini sani dai 2 ai 6 anni, ai lavoratori a rischio e alle persone sane dai 60 ai 64 anni. Una scala a scendere, in base a papabili gravità e rischio di ciascuna situazione.

Rischi zero, invece, nella procedura, perché il corridoio di accesso è ben distinto dal resto della struttura e i contatti sono davvero limitati al minimo possibile. L’Avis ha infatti predisposto un percorso ad hoc che prevede naturalmente, come per tutte le strutture al chiuso, la misurazione della temperatura all’ingresso, oltre all’obbligo di mascherina per chi entra e di igienizzazione delle mani. Alle ore 9 di lunedì già venti persone avevano fatto il vaccino, nella giornata intera si arriverà a quota 70. Da questo punto di vista, dunque, tutto liscio. Qualche problema in più, invece, si verifica presso gli ambulatori dei medici di base, dove le dosi di vaccino a disposizione sarebbero troppo poche rispetto alla richiesta, come ha lamentato qualche cittadino di Casalmaggiore.

G.G.-N.C.

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