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San Leonardo, festa del patrono
con il ritorno di don Mario Bardelli,
vicario dal 1995 al 1998

"Erano tempi diversi: oggi parliamo di due parrocchie unite, all’epoca il “Borgo” era considerata una parrocchia figlia di un Dio minore, rispetto al Duomo di Santo Stefano. Ma Dio ci vuole tutti, e non esiste un Dio minore. Ricordo con affetto anche l’amore che avete donato ai miei genitori, che mi hanno accompagnato in quei tre anni".

CASALMAGGIORE – Una festa, e una ricorrenza, per due: per la parrocchia di San Leonardo, che ha celebrato il Santo alla quale è intitolata la chiesa del “Borgo”; e per don Mario Bardelli, oggi parroco di Bonemerse, che però a Casalmaggiore, nel 1995, iniziava il suo percorso da sacerdote, che in questo 2020 compie dunque 25 anni. Vicario al fianco del parroco don Luigi Furlotti, don Mario rimase soltanto tre anni a Casalmaggiore, salutando tutti nel 1998, ma il suo ricordo è rimasto vivo, come ha potuto dimostrare nella messa celebrata al fianco di don Claudio Rubagotti, don Cesare Castelli, don Arrigo Duranti e don Angelo Bravi, i sacerdoti di Casalmaggiore che hanno avuto il merito di invitarlo alla celebrazione.

“Qui ho trovato tante amicizie, tante persone che mi hanno aiutato: ero stato ordinato sacerdote da poco tempo – ha ricordato don Mario – ma qui mi avete fatto sentire a casa. Erano tempi diversi: oggi parliamo di due parrocchie unite, all’epoca il “Borgo” era considerata una parrocchia figlia di un Dio minore, rispetto al Duomo di Santo Stefano. Ma Dio ci vuole tutti, e non esiste un Dio minore. Ricordo con affetto anche l’amore che avete donato ai miei genitori, che mi hanno accompagnato in quei tre anni: oggi non ci sono più, come tanti miei collaboratori di allora. Mentre vedo ragazzi che sono cresciuti, che sono uomini e donne, che si sono sposati. E’ il grande mistero del tempo, del quale il Vangelo ci parla chiaramente”.

A proposito del patrono San Leonardo di Noblac (alla Collegiata a lui dedicata nell’omonimo paese francese i pellegrini della parrocchia casalese hanno fatto tappa durante un viaggio estivo), don Mario – prima di distribuire la sua immaginetta ai presenti – ha ricordato come “egli fu un Santo all’interno del suo tempo. Parliamo di 1.500 anni fa ma è giusto ricordare come le regole Cristiane fossero le stesse di adesso. Noi dobbiamo essere Santi all’interno del nostro tempo, ricordandoci di quelle regole”. Prima dei saluti don Mario ha chiesto una preghiera ai parrocchiani, sottolineando ancora una volta l’importanza di quegli anni giovanili, quando il suo percorso era appena iniziato. “Ora sono già 25 anni da sacerdote: il tempo passa inesorabile. Pregate per me, per don Luigi e gli anni di Purgatorio che ha passato a causa mia e per quelli che io passerò per causa sua” ha ricordato don Mario, suscitando un sorriso di nostalgia nei presenti.

Giovanni Gardani

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