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Bozzolo senza treni tre
anni? Sacrificio fattibile, a
patto di un progetto sensato...

Partiamo da qui, da questi scatti nella nebbia, per affrontare un problema che va molto più in là, nello spazio e pure nel tempo. Perché coinvolge una geografia più ampia, quella del raddoppio della linea ferroviaria Mantova-Cremona-Milano, e un calendario dilatato, che arriva fino a maggio 2025.

BOZZOLO – A volte le foto rendono meglio di tante parole: e le fotografie scattate al passaggio a livello di Tezzoglio, località Bozzolo, nei giorni scorsi, nelle serate contraddistinte da una fortissima nebbia, ripropongono il problema delle lunghe code, con la pericolosità accentuata appunto dal fenomeno atmosferico tipico della Bassa Padana. Partiamo da qui, da questi scatti, per affrontare un problema che va molto più in là, nello spazio e pure nel tempo. Perché coinvolge una geografia più ampia, quella del raddoppio della linea ferroviaria Mantova-Cremona-Milano, e un calendario dilatato, che arriva fino a maggio 2025.

I lavori del raddoppio ferroviario sono divisi in due tronconi. Si parte da luglio 2021 per sistemare il tratto Piadena-Bozzolo, poi manca il tratto Bozzolo-Mantova e qui potrebbero essere dolori: per tre anni, infatti, presumibilmente da fine 2022 e fino a maggio 2025, i treni non passeranno più da Mantova a Bozzolo, sostituiti da pullman. Un problema teorico non da poco, che però si potrebbe anche accettare, se è vero che il raddoppio porterebbe migliorie notevoli, pure per quel che concerne i locali delle varie stazioni coinvolte, tra cui Bozzolo ed eventualmente Piadena Drizzona.

Il vero problema è che il progetto proposto da RFI, che a fine ottobre è stato inviato al Ministero dell’Ambiente per la valutazione di impatto ambientale e che per due mesi potrà essere soggetto a osservazioni da parte delle due Province e dei comuni interessanti, prevede l’eliminazione di passaggi a livello, creando però sovrappassi lunghi, che spaccano il paese e quasi rischiano di fare rimpiangere le vecchie sbarre nella nebbia. Come a dire, la pezza rischia di essere peggiore del buco. Altro problema è il fatto di non avere tenuto conto nell’opera stilata da RFI del progetto del nuovo tracciato dell’autostrada Cremona-Mantova, perfezionato da Stradivaria.

Da qui la richiesta di coinvolgere di più i territori, come spiega il sindaco di Bozzolo Giuseppe Torchio. “Abbiamo chiesto il sotto o sovrappasso ciclopedonale – spiega il primo cittadino – di viale Valzania o stazione ferroviaria perché i due sovrappassi previsti nel progetto RFI, molto importanti e sentiti dalla popolazione, non risolvono il problema dell’accesso ai centri commerciali ed all’area produttiva di Bozzolo da parte della popolazione anziana o non dotata di automezzi. Abbiamo chiesto, con gli altri Comuni e le due Province, che la Regione convochi ad un solo tavolo Ferrovie, Società Stradivaria e Comuni per una comune linea operativa che eviti il caos attuale, nel quale qualcuno procede senza il necessario confronto”. Con un progetto che coinvolga maggiormente i territori, tenendo conto delle istanze che arrivano dal basso, anche i tre anni senza treni e con i pullman, si potrebbero sopportare meglio.

G.G.

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