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Martignana di Po,
transumanza a San Serafino:
asini, pecore e nebbia

E' la transumanza. Antica trama d'una storia passata che solo qualche pastore - nella bassa padana - continua a mantenere viva

MARTIGNANA DI PO – Nebbia, e vasti spazi golenali in cu muoversi. Da solo, come gli antichi pastori, erede di un mestiere che si va via via perdendo. Stamattina gli abitanti di Martignana di Po si sono trovati davanti ad una scena bucolica. Pecore, montoni, asini e ma anche una mucca. “Non so neppure più quante sono, almeno un migliaio” racconta l’uomo, accento slavo e grande sorriso.

Non perde mai di vista i capi che si assembrano nel campo di fronte alla chiesa di San Serafino. Un gruppo si distacca dal resto. Fa un fischio al cane che parte e le raggruppa prima di tornare indietro. Non ha paura di perderne per strada: “Ho i cani che controllano, senza di loro sarebbe impossibile fare quello che faccio”.

Il suo viaggio è partito da Motta Baluffi, e lì tornerà la transumanza dopo essere giunta a Casalmaggiore. In golena ci dorme, una vecchia roulotte gli fa da casa. “Qui da noi non ci sono grossi pericoli per il bestiame. Si, vedo qualche volpe e tanti cinghiali ma i cinghiali non si avvicinano alle pecore, ne hanno paura” ci spiega ridendo.

Continua ad andare avanti e indietro, tra il ponticello del canale d’irrigazione e l’argine maestro. La gente si ferma a guardare quella scena. Non è la prima volta che i greggi passano da Martignana, ma questo è uno dei gruppi più numerosi che si siano visti da queste parti. Qui, aggrappati all’argine maestro, nel silenzio di leggere coltri di nebbia il tempo pare essersi fermato.

E’ la transumanza. Antica trama d’una storia passata che solo qualche pastore – nella bassa padana – continua a mantenere viva.

N.C.

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