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Teatro, Romanetti guarda
alla ripartenza (in primavera):
le sue parole anche a Radio3 Suite

“Noi avevamo già calendarizzato una vera e propria mezza stagione teatrale, da gennaio a maggio - spiega Romanetti - e a questo punto vedremo di ricalibrare tutto, anche perché incastrare gli impegni delle compagnie, con un calendario così compresso, è sempre più difficile. Ma non demordiamo”. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

CASALMAGGIORE – La voce è quella di Giuseppe Romanetti, direttore artistico del Teatro Comunale di Casalmaggiore, che col suo intervento, unito a quello di tanti altri addetti ai lavori del mondo dello spettacolo, lancia prima di tutto un grido di incoraggiamento: “Ci siamo ancora”. Il teatro non è morto, è solo stato messo in standby, purtroppo ormai da otto mesi, dal Coronavirus, ma sta comunque progettando una ripartenza.

Le parole di Romanetti sono state trasmesse nei giorni scorsi all’interno del progetto “La nostra cura”, ideato da Radio Frammenti, emittente romana dove a curare il percorso e la raccolta dei podcast e degli interventi è Maria Genovese. Un progetto che è piaciuto molto anche alla Rai, con con Radio3 Suite ha parlato mercoledì sera nella trasmissione “Chiusi ma aperti” con la conduzione di Andrea Penna del progetto, inserendo tra le varie voci anche quella di Romanetti. Qui Maria Genovese ha voluto spiegare il senso della rubrica nata sui social e diventata presto un successo radiofonico.

A proposito del teatro di Casalmaggiore, l’impressione è che quella sorta di anticipazione fissata nel periodo natalizio non si potrà tenere e anche che la stagione, che doveva iniziare a gennaio, potrebbe slittare a febbraio-marzo. Interpellato da noi, Romanetti ha infatti spiegato che molte compagnie stanno ormai rinviando gli impegni tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera. “Noi avevamo già calendarizzato una vera e propria mezza stagione teatrale, da gennaio a maggio – spiega Romanetti – e a questo punto vedremo di ricalibrare tutto, anche perché incastrare gli impegni delle compagnie, con un calendario così compresso, è sempre più difficile. Ma non demordiamo”.

G.G.

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