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Pomponesco, interrano
rifiuti nell'azienda avicola:
in tre finiscono nei guai

I militari hanno trovato in azione un grosso escavatore della portata di 100 quintali e un mezzo agricolo, che fungeva da muletto, guidati rispettivamente dal 52enne, estraneo all’azienda, e dall’operaio marocchino, dipendente dell’azienda avicola.

POMPONESCO – I carabinieri forestali della stazione di Guastalla e del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale di Reggio Emilia hanno colto in flagranza di reato nei capannoni dell’Avicola Due B (azienda avicola con sede a Pomponesco e vari stabilimenti decentrati nella zona reggiana) due uomini che mediante l’ausilio di due macchine operatrici stavano interrando rifiuti. Si tratta di un marocchino 60enne residente a Castelnovo Sotto, un 52enne di origini calabresi residente a Viadana, senza dimenticare il titolare dell’azienda avicola e proprietario del terreno, il 58enne di Pomponesco L.B.

I militari hanno trovato in azione un grosso escavatore della portata di 100 quintali e un mezzo agricolo, che fungeva da muletto, guidati rispettivamente dal 52enne, estraneo all’azienda, e dall’operaio marocchino, dipendente dell’azienda avicola. I due secondo le indagini stavano realizzando lo smaltimento di un’ingente quantità di rifiuti – che ancora resta di difficile caratterizzazione, tanto che al momento gli investigatori non possono escluderne la pericolosità e che dovranno essere sottoposti ad analisi – tramite la pratica illecita del sotterramento. I carabinieri forestali durante gli accertamenti hanno scoperto oltre alla buca, nella quale erano depositati circa 10 metri cubi di rifiuti in attesa di essere sotterrati, che era ben visibile una striscia terra di circa 70 metri di lunghezza e 5 metri di larghezza recentemente movimentata. L’area ispezionata con scavi eseguiti a campione hanno fatto emergere la stessa tipologia di rifiuti potenzialmente pericolosi, già sotterrati sotto una coltre terrosa.

Un accurato controllo sull’intera area del complesso avicolo, ha portato inoltre alla luce un’altra area dove erano stati seppelliti e accumulati rifiuti derivanti da demolizioni edili per i quali però non è stato possibile agli investigatori escludere la loro pericolosità per assenza di informazioni circa la loro origine. Nelle immediate vicinanze, è stata accertato anche un deposto incontrollato di rifiuti anch’essi potenzialmente pericolosi, anche in questo caso per assenza di informazione sull’origine della produzione. I reati contestati vanno dallo smaltimento illecito di rifiuti, per l’azione colta in flagranza, al deposito incontrollato di rifiuti, per aver superato i limiti quantitativi e qualitativi di rifiuti che anche un’attività come quella in questione è autorizzata a produrre, per quelli che sono stati trovati e sequestrati sul posto.

redazione@oglioponews.it

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