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Giulia, cardiopatica dalla nascita,
e il vaccino che manca: ma
un volontario le cede il suo...

Così venerdì alle ore 10 a Giulia è stato somministrato il suo vaccino, atteso da tempo: un dono inatteso che, senza buttare sotto il tappeto la polvere del malfunzionamento di un sistema da rivedere, riempie di umanità un momento difficile per molti.

VICOBELLIGNANO (CASALMAGGIORE) – Il vaccino non c’è ma un donatore, che preferisce rimanere anonimo, precisando soltanto di essere “un avisino”, rinuncia al proprio, si rimette in coda e così sistema le cose. Certo, il sistema sanitario regionale non ci fa una grande figura, specie a livello organizzativo, perché stiamo parlando di uno dei cosiddetti soggetti deboli, o fragili o a rischio, che dir si voglia, e dunque mai come in questo caso il vaccino sarebbe dovuto. Tuttavia una volta tanto guardiamo al lato migliore della notizia.

La storia è quella di Giulia Vezzosi, classe 1995 di Vicobellignano, frazione di Casalmaggiore. E’ cardiopatica dalla nascita e fa un lavoro, quello della receptionist, che la espone al rischio di contatti quotidiani, così come la fisioterapia che segue per curare la propria disabilità. Così Giulia prenota presso il proprio medico di base una dose di vaccino, per tempo, addirittura un mese e mezzo fa. Giunta al dunque, tuttavia, mercoledì, viene informata che i vaccini sono finiti e dunque Giulia dovrà attendere, rimettersi in coda e aspettare un nuovo rifornimento. Che però potrebbe anche arrivare tra parecchie settimane. Così Giulia si attrezza, sapendo che a rischio c’è la sua salute, contattata alcuni infermieri e altri medici, arrivando addirittura a chiedere se vi siano dosi di vaccino oltre confine, tra Austria e Svizzera.

Niente da fare. “Allora ho lanciato, in prima persona e tramite mia zia, un appello su Facebook – racconta Giulia – e per fortuna qualcuno ha risposto. Un ragazzo avisino, che vuole restare anonimo, mi scrive su Messenger dicendomi di avere il proprio vaccino fissato per venerdì nei locali Avis. “Ti cedo volentieri il posto, tanto io non ho urgenza e non sono a rischio” mi scrive. Mi sembra impossibile e invece è tutto vero: peraltro una donazione avvenuta a due passi da casa, proprio a Casalmaggiore”. Così venerdì alle ore 10 a Giulia è stato somministrato il suo vaccino, atteso da tempo: un dono inatteso che, senza buttare sotto il tappeto la polvere del malfunzionamento di un sistema da rivedere, riempie di umanità un momento difficile per molti.

Giovanni Gardani

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