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Tino Rosa e una nuova scoperta:
"Quell'aliante unico al mondo
ideato nel 1931 a Casalmaggiore"

“La stampa nazionale del settore - rimarca Rosa - ebbe a definirlo uno dei più perfetti apparecchi che sia uscito sino a quel momento dalle officine nazionali. Ci fu chi lo ritenne persino superiore al tedesco “K25”, considerato il non plus ultra in quei tempi di apparecchi senza motore". GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

CASALMAGGIORE – Una nuova scoperta, anzi un nuovo appunto, come lui ama chiamarli, da parte di Costantino Rosa, storico del territorio casalasco di stanza a Quattrocase, frazione di Casalmaggiore. “Il nome di Casalmaggiore anche nei cieli” è in effetti il titolo della sua ricerca. E d’accordo che, come vuole il detto “Quelli di Casalmaggiore si vantano per conto loro”, ma questa volta sembra tutto vero. Ossia, il titolo non è esagerato. “A pagina 495 del volume “Biblioteca Aeronautica Italiana illustrata” pubblicata da Olshki di Milano nel 1937 – spiega Rosa – mi ha incuriosito la nota “Sala fratelli costruttori su progetto dell’ing. Negri dell’aliante “Sala n. 1” del 1931 (vedasi Annuario dello Jotti pag. 118, ndr)”. Io avevo letto in un articolo apparso il primo giugno del 1933 sul quotidiano “il Regime fascista” edito in provincia di Cremona una corrispondenza da Casalmaggiore con cui veniva annunciato un “nuovo tipo di aeroplano a vela progettato dal concittadino Ing. Negri”.

Ovviamente si sta parlando della stessa persona, ovvero l’ingegnere Giuliano Negri, figlio del dentista Mario Negri di Casalmaggiore (che poi aprì un ambulatorio dentistico a Piacenza). “E così – spiega Rosa – impariamo che non solo da Casalmaggiore sono partiti progetti di grande rilevanza internazionale grazie alla passione per il volo di Roberto Papetti con la società RME Avion Division, ma un altro figlio della nostra terra ha avuto novant’anni or sono una rinomanza nazionale con la progettazione di un aliante di nuova concezione, appunto il “Sala n. 1”, superato poi nel 1933 dal nuovo modello “S.N.”.

Si legge nell’articolo citato da Rosa: “Si tratta di un monoplano destinato a grandi voli e non a semplice scuola avendolo, la Ditta Sala, regalato al Gruppo Universitario Fascista (GUF) di Milano e da esso chiamato “Matricola”, quindi un velivolo che a detta del suo pilota collaudatore, il Dott. Ettore Cattaneo, durante le prove all’aeroporto di Taliedo (Milano) in occasione della locale fiera “…ha dato risultati non mai raggiunti da nessun apparecchio del genere fino ad oggi costruito”.

“La stampa nazionale del settore – rimarca Rosa – ebbe a definirlo uno dei più perfetti apparecchi che sia uscito sino a quel momento dalle officine nazionali. Ci fu chi lo ritenne persino superiore al tedesco “K25”, considerato il non plus ultra in quei tempi di apparecchi senza motore. Coi suoi 18 metri di apertura alare e 6,22 metri di lunghezza, per lungo tempo restò un modello di riferimento per la costruzione di nuovi alianti ed anche lui portò il nome di Casalmaggiore nei cieli”.

Giovanni Gardani

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