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Federazione amanti del
Chiese, sì alla tutela del fiume,
avanti con le vie legali

La Federazione del Tavolo delle Associazioni che amano il fiume Chiese hanno elaborato un documento che va in questa direzione. Scrivono ai sindaci e ai giornali, per mettere in chiaro, e ancora una volta, la propria posizione

ACQUANEGRA SUL CHIESE/CANNETO SULL’OGLIO/ASOLA – Salvare il fiume. Dal progetto di farlo divenire lo scarico della depurazione dei reflui del lago di Garda. La Federazione del Tavolo delle Associazioni che amano il fiume Chiese hanno elaborato un documento che va in questa direzione. Scrivono ai sindaci e ai giornali, per mettere in chiaro, e ancora una volta, la propria posizione.




OGGETTO: il progetto di trasferire nel fiume Chiese la depurazione dei reflui dei Comuni del lago di Garda; nostra opposizione intransigente a questa ipotesi.

La scrivente organizzazione unitaria agisce per rendere l’intero bacino idrografico del Chiese, che è molto ampio ed ha un territorio complessivamente molto diverso da un estremo all’altro, un’area dove la sua gente sia unita nel senso della salvaguardia ambientale, e dove quindi chi la abita e chi vi lavora ne possa conoscere abbastanza bene tutte le ricchezze ambientali, e divengano essi i più attenti custo di di questo patrimonio vitale e insostituibile, nella normalità quotidiana del futuro. È, questa nostra attività pubblica no-profit, essenzialmente un felice processo culturale, basato su una filosofia paritetica che vuole che “nessun territorio soffra più di un altro”, e su tutto vuole che nessuno più depauperi e inquini la risorsa primaria più eminente, l’acqua, che qui è abbondante; ogni anno dall’asta fluviale del Chiese scendono verso l’Oglio circa 1.290.000.000 di metri cubi d’acqua; si evince pertanto che il Chiese non abbisogna di essere approvvigionato, ma ha bisogno di essere RISPETTATO in tutti i sensi.

In questa premessa vi è la base della convinzione del nostro sodalizio, che è iniziato di fatto nella primavera del 2017 e oggi annovera 19 formazioni sociali, e altre 4 sono in procinto di entrare a farne parte. Il pericolo più grave che attualmente minaccia la salute del Chiese è il tanto discusso progetto che vorrebbe trasferire in questo grande corso d’acqua lo scarico della depurazione dei reflui dei Comuni in sponda bresciana del lago di Garda.

In merito, il 30 novembre p.v. il Consiglio provinciale di Brescia tratterà una nuova Mozione, questa volta presentata dal Consigliere signor Sarnico. Al di là di questa Mozione, se la politica ai vari livelli, cui competono le scelte e quindi le responsabilità di essere capaci di progettare anche gli impianti di depurazione realmente utili all’ambiente, non riesce a proporre soluzioni soprattutto basate sulla logica della circoscrizione territoriale, la politica anziché risolvere i problemi li complica. Così facendo, come sta accadendo in questo caso, le decisioni che potrebbero essere prese diventerebbero la causa del rischio di gravi danni ambientali sia per il lago di Garda che per il fiume Chiese: nel Garda i danni potrebbero venire dalla attuale volontà di smantellare l’opera ingegneristica del collettore che trasporta i reflui dalla sponda bresciana alla sponda veronese per poi farli confluire al depuratore di Peschiera, quindi perdendo tempo, se è vero che lo stesso collettore è un rischio ecologico, anziché rinnovarlo e potenziarlo; nel Chiese, i danni verrebbero dall’innegabile probabilità che, se vi venissero immessi anche gli scarichi di depurazione dei reflui dei Comuni bresciani del lago di Garda che durante la stagione turistica ospitano annualmente circa 8 milioni di persone in più ai residenti, oltre al carico che gli viene ovviamente portato dai 30 Comuni dislocati lungo l’intera asta fluviale, il fiume andrebbe verso la morte biologica.

Per le ragioni, evidenti, su esposte, la nostra organizzazione unitaria il 25 settembre scorso ha conferito incarico ad uno studio legale tra i maggiormente qualificati in materia Amministrativa e Ambientale in Italia, al fine di arrestare ogni ipotesi progettuale che voglia trasferire nel bacino del Chiese la depurazione dei Comuni gardesani, intesa come realizzazione degli impianti e degli scarichi delle acque depurate. Per poter mettere in pratica la nostra attività di salvaguardia dell’intero bacino idrografico del Chiese, rigenerarvi il deflusso ecologico e proteggerlo da ogni forma di inquinamento, in questi giorni abbiamo avviato una “CAMPAGNA DI RACCOLTA FONDI” in tutti i 30 Comuni bagnati dal Chiese, che durerà 13 mesi; tale ampio arco temporale ci consentirà di costituire un importante fondo che ci darà la forza di muovere ogni possibile azione legale, nel breve, nel medio e nel lungo termine.

Abbiamo assoluto rispetto delle popolazioni gardesane, come lo abbiamo per tutte le genti di ogni angolo della terra, o meglio, abbiamo assoluto rispettodi ogni comunità e del suo territorio, proprio perché svolgiamo un’attività di valore antropologico senza precedenti, nutrendoper la gente stessa di ogni tratto del Chiese e del suo lago D’Idro la Culturadella cura amorevole alla terra dove si vive e si lavora.




La FEDERAZIONE DEL TAVOLO DELLE ASSOCIAZIONI CHE AMANO IL FIUME CHIESE ED IL SUO LAGO D’IDRO è una organizzazione unitaria di 19 formazioni sociali no-profit esistenti dalla sorgente alla foce del fiume Chiese, che fanno attività di difesa dell’ambiente sull’asta dei 160 chilometri del bacino imbrifero stesso, che attraversa 2 Regioni e 3 Province e bagna 30 Comuni, le quali unitesi sotto la forma federativa agiscono per rigenerare il DEFLUSSO ECOLOGICO in ogni tratto del fiume e per consolidarlo nel suo lago D’Idro, che del fiume ne è un rilassamento morfologico, e per proteggere l’intero bacino imbrifero da ogni inquinamento.

redazione@oglioponews.it

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