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Casa Giardino, suor Maria
ricoverata in ospedale. La
CRI si attiva per dare aiuto

Suor Maria è stata ricoverata, per l'aggravarsi delle condizioni, in ospedale, positiva al covid e positive sono pure le altre due suore, che restano però seguite in comunità

CASALMAGGIORE – Da dieci giorni lottavano contro il virus che aveva colpito alcuni dei ragazzi – con handicap medio/gravi – che trovano ospitalità presso la Casa Giardino. Lo avevano fatto col coraggio e col sorriso di sempre. Era stata la stessa suor Maria Buongiorno, 84 anni e la forza di una ragazzina, responsabile della struttura, ad informarci pregandoci di non scriverne nulla. “I ragazzi sono tranquilli – ci aveva detto – ma ci serve un aiuto”.

Ad offrire quell’aiuto si era prestata, e da subito, Croce Rossa. Il presidente Rino Berardi aveva attivato in un’ora la macchina dei soccorsi e portato in comunità tutto il materiale di cui avevano necessità: tute, mascherine, guanti, piatti di plastica. Ci aveva ringraziato, spiegandoci che i positivi erano stati isolati in un piano della struttura, che il personale aveva deciso di seguirli nonostante il rischio, rinunciando a spostarsi.

Ma la più grande certezza erano loro, le tre suore che da sempre seguono i ragazzi come fossero loro figli. “Stai attenta suor Maria, e state attenti tutti” avevamo detto loro. Avevamo scritto di Croce Rossa (l’articolo lo trovate linkato sotto), pur tenendo fede a quella promessa di non dire nulla. Perché non sempre si deve scrivere, a volte basta unire i fili e sperare che tutto possa andare per il verso giusto.

Questa mattina la notizia è diventata di dominio pubblico. Suor Maria è stata ricoverata, per l’aggravarsi delle condizioni, in ospedale, positiva al covid e positive sono pure le altre due suore, che restano però seguite in comunità. Una situazione complessa quella della struttura.

Hanno contratto il virus le tre religiose. Hanno seguito con estremo coraggio e sino a che ne hanno avuto forza, tutti quei ragazzi che dipendono da loro, che le vedono come le ‘mamme’ che li seguono 365 giorni l’anno, 24 ore su 24. Lo hanno fatto per fede, per senso di comunità e per missione: sapevamo che le raccomandazioni sarebbero state inutili. Non sono, le religiose e il personale, persone che si risparmiano. Non l’hanno mai fatto nella loro vita e non l’hanno fatto neppure questa volta.

Suor Maria è stata ricoverata sabato. Le sue condizioni si sono aggravate tanto che non era più possibile seguirla direttamente dalla comunità. Nella prima ondata del virus tutto era andato bene. La comunità si era immediatamente chiusa e tutti avevano passato indenni il primo diffondersi del virus. In questo secondo caso non è stato purtroppo così, nonostante le mille precauzioni prese.

Il diffondersi della notizia ha naturalmente preoccupato e non poco tutte le persone che conoscono la religiosa, conoscono il suo profondo senso di umanità. Questa mattina la stessa Croce Rossa si è attivata. “Siamo pronti a fare tutto quello che ci si chiederà di fare” è stata la risposta del presidente del comitato locale di Casalmaggiore.

Il virus è riuscito ad entrare, ha colpito il fisico. Ma non ha scalfito quello spirito e quel coraggio del quotidiano che continua a restare. E’ lo spirito di una combattente, anzi di un manipolo di combattenti che non hanno armi se non quelle che scaturiscono dal cuore.

Suor Maria, le sue sorelle e tutto il personale hanno dato tantissimo in questi anni. E quel che dai non è mai perduto per sempre. C’è chi si è attivato nella preghiera, chi li segue anche a distanza e chi si preoccupa per loro. E ci sono volontari, come quelli di Croce Rossa, pronti a dare aiuto. Gli altri ragazzi positivi, che non presentano comunque condizioni preoccupanti anche se vengono costantemente monitorati, e le due suore al momento sono seguite in comunità. Non hanno perso il sorriso, anche in questo momento difficile.

Nazzareno Condina

 

 

 

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