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Cronache dal Covid: il casalese Ventura nel volume Booksprint per aiutare la Protezione Civile

La vicenda narra la storia di due vecchi amici, molto intima e quotidiana: uno di loro sfoglia vecchie fotografie a ciascuna associa un ricordo; l’altro invece è uno dei medici in prima linea nel fronteggiare il virus, che narra al telefono saltuariamente l’evolversi, sempre in peggio, dell’emergenza sanitaria. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

CASALMAGGIORE/VIADANA – Si intitola “Polvere”, è una storia sulla clausura forzata legata al momento che tutti stiamo vivendo, e in particolare al primo lockdown della scorsa primavera. A firmare il racconto è Stefano Ventura, di Casalmaggiore, per tanti anni professore sia al Sanfelice di Viadana che al Polo Romani di Casalmaggiore. Ventura ha ormai all’attivo cinque romanzi, quasi tutti di ambientazione storica, per diversi editori, l’ultimo dei quali, “L’enigma della Croce Inca”, è uscito con Curcio. Questa volta si è dato al racconto breve per una buonissima causa. Booksprint edizioni, infatti, casa editrice per la quale Ventura ha pubblicato “La spada damasco” qualche anno fa, ha deciso di pubblicare una raccolta di storie legate in qualche modo al Coronavirus, stimolando gli autori che già erano passati sotto l’egida della casa editrice e altri ancora a digiuno di pubblicazioni.

Quello di Stefano Ventura, intitolato come detto “Polvere”, è stato scelto e inserito nel libro dal titolo “Racconti al tempo del Coronavirus”. Parte delle entrate della vendita di quest’opera, già in commercio, sarà devoluta in beneficenza a favore della Protezione Civile, impegnata in prima linea in questa e in tante altre emergenze. Il direttore della casa editrice Vito Pacelli ha lanciato il contest, ricevendo oltre 300 racconti da tutta Italia: quello di Ventura è stato selezionato per la classe della scrittura e naturalmente i contenuti. La vicenda narra la storia di due vecchi amici, molto intima e quotidiana: uno di loro sfoglia vecchie fotografie a ciascuna associa un ricordo; l’altro invece è uno dei medici in prima linea nel fronteggiare il virus, che narra al telefono saltuariamente l’evolversi, sempre in peggio, dell’emergenza sanitaria. Fino ad un finale di riflessione, che lascia il segno.

Giovanni Gardani

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