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Adamo Manfredi e Annamaria
Piccinelli: "Ambiente,
serve un cambio di rotta"

Siamo qui - ha spiegato Piccinelli - per lanciare un appello alle forze politiche affinché si pongano nell’ottica di uno sviluppo sostenibile

CASALMAGGIORE – “Siamo un’area posta in una regione dai tanti record negativi e se qualcosa il Covid ci ha insegnato è che dobbiamo necessariamente puntare ad un ambiente più salubre, meno inquinato e più vivibile. Il Covid ha messo in evidenza tutti i nostri punti critici. Siamo nell’area più inquinata d’Italia, abbiamo il record di pm10 e pm 2.5 con superamento costante dei limiti, il record dell’inquinamento idrico, il record di inceneritori avendone 15 in Lombardia sui 45 nazionali, mentre dovremmo puntare ad una raccolta differenziata più spinta, il record di emissioni in atmosfera, siamo la Regione dove la cementificazione avanza sempre forte, dove il consumo di suolo per abitante è altissimo, dove si pensa che un’autostrada possa risolvere tutti i problemi e non si è mai pensato neppure per un attimo a chiedersi se riqualificare quello che già c’è potrebbe essere più sostenibile”.

“Ci sono studi che dimostrano l’incidenza che l’incidenza del Covid è maggiore dove maggiore è l’inquinamento. Abbiamo quasi la metà dei decessi per Covid di tutta Italia. Qualche domanda dovremmo cominciare a farcela anche e soprattutto dal punto di vista ambientale”.

A parlare è Adamo Manfredi (M5S) che ieri mattina, insieme alla consigliera Annamaria Piccinelli (Vivace e Sostenibile) hanno tenuto una conferenza stampa informale nell’androne di uno dei palazzi storici di Casalmaggiore. E’ un appello il loro, affinché quella parte della politica che ancora lo vuole fare si interroghi se non sia giunto il momento di parlare di sostenibilità, economia circolare, riduzione dell’inquinamento.

I due politici vicini al mondo dell’ambientalismo lanciano un invito ‘trasversale’ al mondo della politica perché la salvaguardia ambientale non ha bandiera.

“Siamo qui – ha spiegato Piccinelli – per lanciare un appello alle forze politiche affinché si pongano nell’ottica di uno sviluppo sostenibile. Sta crescendo in Italia un importante movimento guidato da economisti di fama internazionale che sì chiama Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (ASviS) i cui criteri per una buona pratica politica sono stati sottoscritti da tutte le forze politiche tranne Lega e Fdl. La sfida è cambiare il modello con cui abbiamo sempre letto la realtà e che ha guidato i decisori e invece adottarne uno diverso”.

Serve, per i due ambientalisti, un radicale cambio di rotta: “Il modello adottato finora è semplice e lineare ossia partendo dal presupposto che l’uomo abbia dei bisogni che può soddisfare con oggetti e servizi, la crescente produzione di beni e servizi è l’unico indicatore di crescita (il Pil), ossia crescita economica. Il modello sostenibile, invece, inserisce degli altri indicatori: si ha vera crescita se la produzione alimenta quattro tipi di capitale: umano, ambientale, sociale e economico, e realizza la felicità individuale e collettiva, diversamente il sistema è destinato a entrare in crisi. Ed è ciò che sta accadendo”.

“Oggi – proseguono Manfredi e Piccinelli – stiamo contemporaneamente vivendo una crisi economica ultradecennale, una crisi climatica, un dissesto idrogeologico, una pandemia, una crisi sociale inedita (si pensi ai neet, ragazzi che non fanno nulla non studiano, non cercano lavoro). Ecco, tutto questo ci dice che è l’intero sistema a mostrare cedimenti perché stiamo seguendo un tipo di crescita economica che dilapida gli altri capitali. Anche nella nostra piccola realtà locale possiamo accorgerci che nel corso degli anni è stato perseguito prevalentemente il modello lineare.

Se mettiamo a confronto i due lati dell’abitato, quello a sud, paesaggistico-rivierasco, e quello a nord commerciale-produttivo è evidente che il secondo è stato oggetto di molte più attenzioni e investimenti: 12 supermercati, rotonde, concessione di spazi come al Conad o accettazione dell’inaccettabile come i camion che bloccano pericolosamente la rotonda e in retromarcia entrano all’Acqua&Sapone; una variante al Pgt per far sorgere il 13° supermercato e valorizzare via Galluzzi.

Diversamente, il capitale paesaggistico-ambientale ha dovuto contare sulle proprie forze. Ne ha tante, anzi credo che sia il nostro maggior capitale, in grado di attrarre ogni giorno decine se non centinaia di persone che, dopo l’intelligente chiusura al traffico fatta ormai 10 anni fa, sono attirate dal fiume, dal verde e dalla quiete. Ma appunto non siamo altrettanto interessati ad investirci.

Anzi si è permesso di costruire brutture e due amministrazioni hanno ritenuto di sottrarre verde costruendoci un palazzetto dello sport con relative strade e parcheggi. La proposta, di cui sono anch’io firmataria, di valorizzare anche il tratto verso Vicobellignano con luci e rifacimento dell’asfalto, è stata respinta. Nessuno si è mai strappato i capelli nel vedere il vecchio ospedale in stato di totale abbandono. E anche nel sostituire l’illuminazione, invece di ispirarsi alla bella idea del “chilometro romantico nella città dei tramonti e dei proverbi” si è preferita la strada del risparmio di denaro e dello stile piuttosto anonimo e insignificante.

Questo”esperimento” locale ci mostra quanto ci hanno addestrati a credere e a investire nel Pil e invece quanto poco siamo disposti a vedere in paesaggio, ambiente, bellezza e benessere psicologico, potenti traini dell’economia”.

Nazzareno Condina

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