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Bozzolo, 1000 euro del
Rotary COP a don Luigi. Del
senno (e di quando non si vede)

Don Luigi Pisani è della scuola (e della tempra), dei don Primo Mazzolari e dei don Paolo Antonini. Religiosi che hanno fatto della carità cristiana loro vessillo

BOZZOLO – Martedì, alla messa dell’Immacolata, le parole di don Luigi Pisani, quasi una confessione fatta umilmente davanti ai propri fedeli che domandavano del perché di quel freddo in Chiesa. Pochi soldi per poter riscaldare la struttura. Ieri il messaggio di solidarietà del Rotary Casalmaggiore Oglio Po che ha destinato 1000 euro a sostegno della comunità religiosa. Una cifra che darà un po’ di respiro alla parrocchia, in un tempo in cui la povertà fa sentire la sua morsa.

Povertà. Chi conosce don Luigi Pisani sa quanto, in questi anni, si sia speso per gli altri, per le persone più fragili, per le povertà della sua comunità. Quante persone abbia aiutato in silenzio, senza mai proferir parola. Il prelato è stato apostrofato in maniera sarcastica sui social dai soliti leoni da tastiera con le solite argomentazioni che pure nei bar più malfamati bollerebbero come stantie. Don Luigi Pisani è della scuola (e della tempra), dei don Primo Mazzolari e dei don Paolo Antonini. Religiosi che hanno fatto della carità cristiana loro vessillo tanto da scegliere ogni volta gli ultimi. Chiunque essi fossero, qualunque colore avessero, qualunque dolore si portassero addosso.

Si è tirato in ballo il Vaticano, i terreni della curia, i soldi dei cardinali e quant’altro. La solita solfa. Chi conosce don Luigi Pisani – come il Rotary – sa quanto sia importante sostenere le parrocchie. Quanta vita passi lì dentro e quante vite da lì dentro ritrovino luce fuori. Don Luigi è un prete di paese e di frontiera. Un prete che ha la ‘sfortuna’ di avere un giornalista come Rosario Pisani che segue le sue messe e che riporta quello che crede sia giusto riportare. Non lo avrebbe mai fatto di sua spontanea volontà.

Lontano dagli sfarzi e dai possedimenti. Vicino, estremamente vicino agli uomini e alle donne che bussano alla sua porta, e a tutte le povertà. E se, alle povertà materiali si può cercare di far fronte – ed è quello che tanti prelati di frontiera spesso fanno – a quelle intellettive purtroppo no. Cavar sangue dalle rape è più semplice del pretendere senno, dove il senno non si vede.

N.C.

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