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Nasce BarattAmici: competenze
del singolo condivise in
gruppi virtuali (e poi reali)

Si parla di hobbistica, di piccolo artigianato, ma anche di fitness, cucina e dintorni. Unico paletto è l’esclusione di argomenti a sfondo politico, finanziario, sessuale e legati al gioco d’azzardo.

CASALMAGGIORE – La chiusura totale (o semi totale) è cessata domenica, ma di certo le uscite resteranno comunque un po’ diradate nei prossimi mesi, per riuscire a gestire al meglio la famosa “convivenza” con il Coronavirus. E, ad ogni modo, l’utilizzo della tecnologia e dei gruppi di interazione on line, resterà valido anche in tempi futuri. Da qui nasce l’idea di un casalese, Ferdinando Tagliavini, che ha fondato da qualche giorno su Facebook il gruppo “BarattAmici”. Il nome dell’iniziativa (e del gruppo, appunto) dice già tutto: si tratta di formare un insieme di amici virtuali (e magari col tempo reali) che possano condividere passioni comuni o, meglio ancora, scambiarsi nozioni, esperienze, competenze. Si parla di hobbistica, di piccolo artigianato, ma anche di fitness, cucina e dintorni. Unico paletto è l’esclusione di argomenti a sfondo politico, finanziario, sessuale e legati al gioco d’azzardo.

“Occorre andare oltre la cerchia di amicizie e oltre i confini comunali – spiega Tagliavini – e l’idea di base è creare un gruppo di 6-8 persone con interessi comuni, non troppo ampio per favorire una buona interazione on line, che possano impegnarsi, perché ci saranno anche compiti da fare”. Il punto di partenza è, appunto, il baratto, motivo per cui la partecipazione e la condivisione sono gratuite, almeno nel senso in cui si intende una forma di pagamento in denaro. Che, appunto, non è prevista. “La parola d’ordine è socializzare. In tempo di Covid – spiega Tagliavini – si interagisce tramite PC ma poi, quando si potrà, sarà bello trovarci per fare quattro chiacchiere in compagnia. In pratica, e per fare un esempio molto pratico, a titolo gratuito sono disposto a fornire il materiale e a insegnare la lavorazione del cartoccio del mais in cambio di altri corsi on line o interscambi culturali che siano di mio interesse. Una sera, per un’oretta circa, ci troveremo davanti al PC in un gruppo ristretto, in modo che ci sia la possibilità di interagire. Quella sera io insegnerò la lavorazione del cartoccio e tutti i microfoni rimarranno aperti per poter condividere l’esperienza. I giorni successivi il maestro diventerà allievo e alla cattedra ci sarà un altro del gruppo: così ci si alternerà a rotazione. I “compiti a casa” serviranno per capire i progressi, segnalare eventuali errori e correggerci a vicenda”.

Proprio la realizzazione di oggetti d’arredo utilizzando la foglia del cartoccio di mais è l’esempio portato da Tagliavini, esperto in questa particolare arte. “Ma al momento dell’iscrizione al gruppo, oltre a fornire indicazioni sul proprio hobby e sulla propria abilità e competenza, occorre chiedere qualcosa in cambio, ossia dire cosa ci piacerebbe fare e imparare: io, per cominciare, vorrei una lezione di ginnastica a corpo libero, oppure un corso di cucina, oppure una serata di svago con un barzellettiere, o ancora un approfondimento culturale su proverbi e modi di dire o i famosi rimedi della nonna”. La socialità 2.0: al tempo del Covid, ma soprattutto al tempo di internet. Partendo però dalle nostre tradizioni.

Giovanni Gardani

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