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UE richiama l'Italia
per i nitrati, Confai MN:
"Serve piano d'azione"

La direttiva europea 676/91, nota anche come ‘direttiva Nitrati’, è al centro di una questione annosa che si ripropone periodicamente, in quanto si riferisce al delicato equilibrio esistente tra l’esercizio intensivo dell’attività zootecnica e le esigenze di tutela ambientale

 

MANTOVA – I rapporti Italia-Europa sono stretti come non mai per una fitta serie di motivi che spaziano su tutti i temi d’attualità che quotidianamente pullulano sui mezzi di informazione:

“Nei giorni scorsi la Commissione europea – come si legge in un comunicato ufficiale diffuso da Bruxelles – ha inviato all’Italia una lettera di costituzione in mora, “concedendole due mesi per affrontare le carenze individuate per proteggere le acque dall’inquinamento da nitrati, trascorsi i quali la Commissione potrà decidere di inviare un parere motivato”.

La direttiva europea 676/91, nota anche come ‘direttiva Nitrati’, è al centro di una questione annosa che si ripropone periodicamente, in quanto si riferisce al delicato equilibrio esistente tra l’esercizio intensivo dell’attività zootecnica e le esigenze di tutela ambientale promosse dall’Unione europea.

Secondo la direttiva – come ribadisce la Commissione – i paesi membri dell’Ue hanno l’obbligo di “monitorare le loro acque e identificare quelle che sono inquinate o potrebbero essere inquinate da nitrati provenienti da fonti agricole”.

“Da quasi trent’anni – ricorda Marco Speziali, presidente di Confai Mantova – gli allevamenti bovini e suini delle regioni ad alto tasso di sviluppo zootecnico, come la Lombardia, devono fare i conti con i forti vincoli imposti dalla direttiva europea e dalle norme che ne derivano. La nuova messa in mora da parte dell’Ue non promette niente di buono e riapre ferite di fatto mai completamente sanate, nonostante sia francamente complesso paragonare la situazione del 1991, anno di stesura della direttiva sui nitrati, a quella odierna”.

“Il settore primario, soprattutto nell’ultimo decennio, ha fatto grandi progressi sul piano ambientale – osserva Sandro Cappellini, direttore di Confai Mantova -. Oggigiorno l’agricoltura è un’attività sempre più sostenibile. In particolare, l’apporto della zootecnia alla produzione di azoto nitrico, oggetto della direttiva, è ormai sceso nettamente al di sotto del 10% del totale generato dall’insieme delle attività produttive e degli insediamenti umani”.

Ad ogni modo, a fronte del nuovo richiamo di Bruxelles, Confai invita ad un’assunzione generale di responsabilità affinché la nuova criticità costituisca uno stimolo ad investire ancor più sul binomio agricoltura-ambiente. “La nostra organizzazione – fa notare Speziali – ha da tempo proposto che istituzioni e imprese lavorino fianco a fianco su un grande piano d’azione che favorisca la nascita e il consolidamento di una pluralità di distretti agroenergetici. Di fronte al nuovo Green Deal europeo non è più il momento di combattere una battaglia di retroguardia. Al contrario, si deve puntare a moltiplicare gli investimenti in energia verde. In questa sfida il mondo agromeccanico sarà sicuramente in prima fila, pronto a fare la propria parte”.

A. S.

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