Cronaca
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Stop voli, due cremonesi bloccati a Londra: "Avevamo già i biglietti per tornare"

“Le informazioni che abbiamo sono difficili da decifrare, però da oggi c’è un’ulteriore stretta sulle limitazioni e si torna a respirare la stessa aria di poca libertà della scorsa primavera”

L’Italia ha detto stop ai voli provenienti dal Regno Unito. Il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato nella giornata di oggi, domenica 20 dicembre, una nuova ordinanza che, appunto, blocca i voli in partenza dalla Gran Bretagna e vieta l’ingresso nel nostro Paese a quanti sono stati in quel territorio negli ultimi 14 giorni. Chi fosse già rientrato dal Regno Unito, come ha spiegato lo stesso Speranza, “è tenuto a sottoporsi a tampone antigenico o molecolare contattando i dipartimenti di prevenzione”. La decisione è stata assunta a causa della nuova variante di coronavirus scoperta a oltre Manica: “La variante del Covid, da poco scoperta a Londra, è preoccupante e dovrà essere approfondita dai nostri scienziati. Nel frattempo scegliamo la strada della massima prudenza”.

La decisione, però, impedirà a molti italiani residenti in Gran Bretagna di poter festeggiare le festività natalizie con i propri cari qui in Italia. Chi non è ancora partito, infatti, dovrà forzatamante rimanere oltre Manica. E’ il caso, ad esempio, del cremonese Tomaso Quaini, psicologo che da 8 anni vive a Londra con la moglie Simona Lucia. “Per la prima volta – spiega – ci troviamo a passare il Natale qui in Inghilterra: è un’esperienza nuova, ci riserviamo magari di accogliere qualcosa di positivo da tutto questo, anche se è difficile da vedere”.

I coniugi Quaini avevano già prenotato i voli per il 26 dicembre, nonostante avessero “qualche dubbio per via di restrizioni, tamponi e periodi di quarantena o isolamento”. “Sapevamo che sarebbe stato complicato, ma c’era la voglia di rivedere i nostri genitori”, ammette Tomaso che aggiunge: “La prima reazione per me è stata di claustrofobia a causa dell’idea di dover stare chiusi in casa, cui si sono aggiunte la frustrazione di non poter vedere genitori e famigliari e un po’ di impotenza dato che si tratta di una cosa che non possiamo controllare”.

I due cremonesi non tornano in Italia da questa estate, quando erano riusciti a trascorrere 5 settimane nel nostro Paese, tre lavorando a distanza e due di vacanze vere e proprie. Oggi, però, la situazione è certamente complicata: “Le informazioni che abbiamo sono difficili da decifrare, però da oggi c’è un’ulteriore stretta sulle limitazioni e si torna a respirare la stessa aria di poca libertà della scorsa primavera”. Attualmente, se la moglie continua a lavorare prevalentemente in smart working, Tomaso alterna il lavoro a distanza ad alcuni incontri face to face, fondamentali per il proprio lavoro.

Mauro Taino

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