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Ponte Po, Io Amo Colorno:
"I sensori senza successive
sanzioni servono a poco"

Prima della chiusura i dati legati al transito erano di 12.100 transiti giornalieri con un 27% di traffico pesante. Uno dei dati più alti (quello del traffico pesante) tra i ponti non autostradali analizzati dall'istituto di ricerca lombardo
Foto aeree: Cristiano Antonino

COLORNO/CASALMAGGIORE – Senza sanzioni i sensori servono a poco. Perché van bene le statistiche ma poi va impedito in ogni modo il logoramento della struttura. Ne è convinto il gruppo di ‘Io Amo Colorno’ da sempre in prima linea a tutela della vecchia infrastruttura che collega il parmense e l’area colornese al casalasco e alla provincia cremonese.

Da tempo ‘Io Amo Colorno’ denuncia il passaggio di mezzi più pesanti di quelli consentiti dai limiti imposti dai tecnici quando il ponte fu recuperato (e garantito per non più di dieci anni). Ponte Po resta un gigante ‘di cristallo’ e per questo va preservato poiché quei 10 anni potrebbero accorciarsi e un’ulteriore chiusura significherebbe un disastro per tutti.

Fu stimata in 52 milioni di euro annui da Eupolis Lombardia, Istituto superiore per la ricerca, la statistica e la formazione la perdita economica legata alla chiusura di una delle più importanti infrastrutture non autostradali di tutta la parte Lombarda del Po. Prima della chiusura i dati legati al transito erano di 12.100 transiti giornalieri con un 27% di traffico pesante. Uno dei dati più alti (quello del traffico pesante) tra i ponti non autostradali analizzati dall’istituto di ricerca lombardo.

Fu dura quando chiuse. Non solo per le persone ma soprattutto per l’economia. Per questo la tutela deve essere assoluta.

“Arriva finalmente – spiegano i referenti di Io Amo Colorno – una buona notizia per il nostro importante ponte sul PO che collega la regione Emilia – Romagna con la Lombardia, ed in particolare Colorno con Casalmaggiore. I sensori atti a verificarne lo stato di salute, si stanno installando, e saranno gli stessi utilizzati sul nuovo ponte di Genova. Certo un grande onore, non si può negare, ma con l’orgoglio si va poco lontano.

Accogliamo con favore questa notizia e favorevolmente l’installazione del semaforo che diventerà arancione o rosso a seconda delle necessità, in base alla tenuta del manufatto. Ottima cosa anche la cartellonistica elettronica che inviterà al rispetto dei limiti imposti di velocità e peso (speriamo sia multilingua). Bene il sistema “Bisonte” di pesa dinamica che il gruppo civico Amo Colorno ha sempre richiesto fin dall’inizio (Tutor Overload), per tutelare il ponte rattoppato con una garanzia di durata stimata in circa 10 anni di cui quasi 2 già passati.

E’ tutto così giusto e piacevole, che quasi ci sembra stonato, dover ricordare ancora una volta la necessità di garantire fin da subito la possibilità di sanzionare chi viola le regole di peso e velocità in maniera automatica e senza la presenza di presidi fissi di polizia.

Il nostro obbiettivo non è permettere a qualche ente di fare cassa con le sanzioni, ma semplicemente di garantire che il ponte rimanga aperto e percorribile.

E’ essenziale, per garantire la maggior vita possibile del nostro manufatto, prevenire il compimento di azioni che potrebbero comprometterne travi e pilastri. Bisogno che diviene ancor più impellente, dal momento in cui la possibilità di costruirne uno nuovo è ancora troppo lontana e fantasiosa. Il passaggio ad Anas, già pronto sulla scrivania di qualcuno, rimane ancora solo un faldone impolverato.

Grazie ai sensori, tutti i dati saranno fruibili dalla Polizia Provinciale che potrà verificare la correttezza dei transiti ed ai tecnici che potranno elaborarli e studiarli. Tuttavia crediamo non basti. Bisogna che il sistema sia rodato e funzionante in totale autonomia. Non possiamo permetterci che il Ponte richiuda ancora. Non conviene a nessuno. Le conseguenze sarebbero troppo gravi per entrambi i territori di Colorno e Casalmaggiore e per la loro economia che dopo aver subito 2 anni di chiusura del manufatto, sta pure subendo i vari lockdown per le norme restrittive anti-Covid.

Bisogna prevenire e per farlo, l’unica soluzione è che il ponte riceva meno sollecitazioni possibili su certi pilastri.

Fin d’ora quindi ci si adoperi per installare autovelox e per installare delle telecamere in grado di evidenziare i mezzi pesanti che non rispettano il limite delle 44 tonnellate. Ci rivolgiamo alle province di Cremona, la quale poco tempo fa ha risposto positivamente ad una nostra missiva in merito, ed alla provincia di Parma che non ci ha ancora dato disponibilità. Ci rivolgiamo anche ad Anas, ed alla politica tutta. Ognuno inizi a prendersi le proprie responsabilità ed impegni, senza continuare uno sterile scaricabarile”.

N.C.

 

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