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Fede e motori: le due ruote
del 'Team della Madonna'
da Cogozzo all'Europa

una storia che ai più sarebbe apparsa assurda ad altre latitudini, ma a Cogozzo, piccola frazione di Viadana, non ci si stupisce più di tanto anche se l’iniziativa è davvero sui generis.

VIADANA – In un angolo di pianura tagliata dai due fiumi Oglio e Po, una sorta di ‘Mesopotamia padana’ nasce una storia che potrebbe sembrare assurda ad altre latitudini, ma a Cogozzo, piccola frazione di Viadana, non ci si stupisce più di tanto anche se l’iniziativa è davvero sui generis.

Il vulcanico Valerio Savazzi, oggi 43enne, gestisce col fratello Fabio un laboratorio di salumi. In una manciata di anni riesce a mettere a sistema la propria passione per la velocità su due ruote ed una profonda fede religiosa che lo portano a fondare il “Team della Madonna”.

Il nome evocativo colpisce subito, ma non è la sola cosa che conduce l’attenzione sulla squadra motociclistica che porta una moto fatta in casa a partecipare a gare e campionati internazionali arrivando  a successi, nei primi tempi, inaspettati.

Fin qui la storia ha avuto spazio anche sulla Gazzetta dello Sport e quella di Mantova, ma da allora i confini si sono ulteriormente ampliati e a maggio Savazzi e compagnia gireranno alcuni tra i più prestigiosi circuiti europei nelle terre di Francia, Spagna e Belgio. In luoghi dove parcheggiano lussuosi van con tanto di sponsor e facilities che il Team della Madonna non può e non vuole permettersi anche per mantenere quell’innocente autenticità che li accompagna dall’inizio di questa avventura.

“Nel periodo di lockdown abbiamo continuato a lavorare sulla moto anche perché la base di partenza – sottolinea il deus ex machina, Valerio Savazzi – è buona e più avanti potremo testare, magari sul circuito di Cremona, i progressi evolutivi della moto dal punto di vista della potenza e della tenuta”.

Sul cupolino e sul casco del giovane centauro piemontese, Alessandro Pozzo, spicca l’immagine sacra. Nel 2014 con Savazzi ha l’idea folle di correre e si confida con gli amici di sempre che sentono parlare di una Yamaha 250 da costruire ed iscrivere ad una competizione internazionale. Gli sguardi inizialmente perplessi sono spiazzati poi dalla determinazione e dall’ostinazione a non arredersi alle molte difficoltà iniziali superate dalla passione… e dalla fede!

Da quel 2014 nemmeno la pandemia è riuscita a spegnere il motore del Team della Madonna: “Certo, abbiamo rallentato i lavori, ma la Francia ci aspetta già dal prossimo mese di maggio – rincara Savazzi – e non solo!”.

Il progetto vede la presenza anche del romagnolo Franco Sprocatti, responsabile e addetto dello sviluppo della moto che correva il Gran Prix International 250. L’esperienza si è chiusa con la chiusura stessa del campionato, quindi oggi il Team della Madonna guarda oltre le alpi e partecipa ad un nuovo campionato, il Klass 250 che porterà il team sul glorioso circuito di Paul Richard nel sud della Francia, ma le novità non sono finite. “Stiamo ultimando un prototipo interamente progettato e costruito da noi – continua Savazzi – avrà il n. 67 e l’immagine della Madonna del Prato del Bellini che ci accompagna dall’inizio. Appena mi fu mostrata – continua – ne fui colpito per la sua bellezza e quella del bambino in netto contrasto con il degrado circostante”.

Il capolavoro rinascimentale che accompagnerà la moto nel suo tour d’oltralpe è attualmente conservato ed esposto alla National Gallery di Londra, ma continuerà a fare sfoggio della sua bellezza sulla moto del Team della Madonna!

“Il momento più bello di questa avventura? La prima vittoria – chiosa Savazzi – nella pista di Vallelunga, mentre quello più brutto è stato nel circuito di Rijeka a Fiume nel 2017 perché eravamo in corsa per vincere il campionato ed una brutta caduta determinò l’infortunio di Alessandro Pozzo e la contemporanea distruzione della moto e delle nostre ambizioni di vittoria. Le difficoltà arrivano ed è bello superarle!”

Alessandro Soragna

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