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CNC, conferenza di fine
anno: infrastrutture, ambiente,
politica e sanità

Alla fine il brindisi di fine anno è comunque conciliante. "Siamo qui per il bene dei cittadini e se si lavora in quella direzione ci saremo sempre. Al di là delle idee che ci dividono"

CASALMAGGIORE – Tempo di auguri per CNC, tempo di bilanci e di rilancio. Ieri mattina ultima conferenza stampa del 2020 per Fabrizio Vappina, Mario Daina, Pierluigi Pasotto e Valentina Mozzi. Numerose le tematiche toccate.

UN PEZZO DI CASALMAGGIORE SE NE E’ ANDATA…

A parlare per primo Mario Daina: “Vorrei augurare a tutti i Casalesi di vivere giorni migliori, ed anche se al momento sembra difficile, bisogna ricominciare ad avere fiducia nel futuro. Pur non dimenticando che in questo 2020 un pezzo di Casalmaggiore se ne è andata. Tutto questo non deve farci dimenticare che il nostro impegno non deve venire meno”.

Mario Daina (come Pierluigi Pasotto) ha personalmente vissuto la positività al Covid. Se per il consigliere in forza a Rive Gauche c’è stata anche l’esperienza difficile in ospedale. “Quest’anno – ha proseguito Daina – mi ha portato a valutare tante situazioni in maniera differente. La situazione di Casalmaggiore è quella di una realtà sempre più frammentata. Le disuguaglianze sono andate aumentando. Sarà importante, nell’anno che verrà, ridurre questa frammentazione e riportare dentro alla comunità quellefasce più marginalizzate. Penso ai ragazzi e alle donne. E’ la bussola che segna la direzione in cui si dovrà procedere nei prossimi mesi. C’è molto da fare”.

Mario Daina non risparmia una tirata d’orecchie all’amministrazione: “L’offerta politica di questa amministrazione è insufficente. Si ha quasi l’impressione che continui a navigare come nel periodo pre covid, con lo stesso ruolo. Il Covid ha cambiato tutto, ci deve far porre nuove domande ed interpretare nuove esigenze. Casalmaggiore riuscirà ad uscire dalle difficoltà se sarà in grado di crescere nel cambiamento, e le condizioni del cambiamento devono essere per tutti”.

In periodo di ‘pensione’ l’ex sindacalista si è dedicato e si sta dedicando all’approfondimento della storia della filosofia. Adesso che ha tempo passa lunghe ore nella lettura. “Tucidide diceva che Pericle conquistò Atene perché offrì un sogno ai suoi concittadini. Pericle aveva trovato l’equilibrio tra due componenti fondamentali. Non era un demagogo che parlava alla pancia della gente ma neppure un filosofo che si concentrava unicamente sulla mente. Una politica ha un suo senso compiuto se tiene conto della ragione e del cuore. Nella politica c’entra molto il cuore: nelle scelte che bisogna necessariamente fare non può essere una componente secondaria. C’è bisogno di costruire un senso di comunità”.

NON IMPORTA CHI SEI, MA QUEL CHE PORTI AVANTI…

Il secondo intervento è stato quello di Pierluigi Pasotto. Che ha voluto e da subito rimarcare l’importanza delle idee, a prescindere da chi le porta avanti. “Io rappresento un’area politica ben definita, ma quando ho amministrato rappresentavo tutta la città e i suoi cittadini. E così continuerò a fare anche in futuro. Se c’è da segnalare qualcosa che non va continueremo a farlo, se ci sarà qualcosa da appoggiare, chiunque lo proponga la appoggeremo. Non siamo antagonisti a nessuno, l’unico riferimento per me e per noi di Rive Gauche sono i bisogni dei cittadini”.

Stessa cosa l’ex assessore ai servizi sociali della giunta Silla chiede al sindaco. “Non abbiamo paura a dire che su alcune tematiche la pensiamo in maniera nettamente diversa al PD. A partire dalle autostrade. Il sindaco è chiamato a decidere su tematiche cruciali nei prossimi tempi. E dovrà mostrare se è un membro di partito che appoggia solo le scelte del suo partito di riferimento o se è un primo cittadino che guarda alle necessità della sua gente. E’ difensore della Lega Nord o dei suoi cittadini?”.

Pasotto circostanzia la critica. La vicenda Tangenziale non gli è andata giù. “Aver ringraziato la Regione dell’elemosina di 880 mila euro per rattoppare le buche della tangenziale e non aver detto nulla per quella stessa regione che ci ha bocciato la tangenziale è un comportamento sbagliato. Dei 4 miliardi di euro a disposizione nel piano Marshall e successivi, a noi non è arrivato nulla. Di fronte a un Ordine del Giorno bipartisan che chiedeva un impegno programmatico su un opera fondamentale per questo territorio, la Regione ha detto no. Ha detto sì ai 35 milioni per la Montagna, si ai 430 milioni per la Pedemontana, sì ai 21 milioni per la tangenziale di Dovera, sì ai 7 milioni e mezzo agli amici di Viadana, e siamo contenti per loro, si ai 130 milioni della tangenziale di Goito che è stata svincolata dal discorso autostrade che o non si faranno mai, o speriamo non vengano mai fatte. Detto questo penso che Casalmaggiore non debba ringraziare nessuno. Nulla è perduto comunque. E l’opera è ancora realizzabile. Annualmente il ministro delle infrastrutture incontra i presidenti di Regione per cercare di capire cosa è possibile realizzare dal punto di vista infrastrutturale. C’è ancora la possibilità di inserirla in un discorso complessivo di opere pubbliche indispensabili in Regione. E ugualmente percorreremo l’altra strada, quella di ANAS a cui peraltro al momento non sono passate le provinciali”.

“Noi continueremo a muoverci in assoluta libertà, su questo come su altri temi. E se si potrà lavorare insieme per il bene dei cittadini lo faremo. E’ questa la politica che abbiamo scelto”.

AMBIENTE: PROBLEMA VERO…

Ad intervenire in seguito, sulle tematiche ambientali, è stato Fabrizio Vappina. Il suo è l’intervento più duro: “Nel 2020 – spiega l’ex candidato sindaco – nessun segnale sul fronte dell’ambiente. E’ stato un anno che ha determinato altre urgenze, non avrebbe senso recriminare su quanto non realizzato. Il problema è che in vista non c’è nulla, nemmeno qualche idea. L’ambiente è ancora visto come argomento da perditempo, che distrae dai problemi veri. Io credo che sia uno dei problemi veri, se non ‘il problema’. Non parlo di aiuole da ripiantumare, ma dei nostri ecosistemi: fiume e golena. Lo slancio sul palazzetto, con un progetto antico e fuori tempo, è una ulteriore dimostrazione che non c’è una visione sul tema ambientale. Pur concordando sull’esigenza di una nuova struttura, modalità e scelte di realizzazione dovranno essere del tutto nuove. Immaginiamo l’obiezione: fiume e golena non sono di competenza strettamente comunale. Con questo criterio, non sarà mai responsabilità di nessuno. Il Po è inquinato per colpa di chi? Come mai le evolute regioni del nord, non riescono a rendere decente la qualità del fiume?”.

Bisogna cambiare la politica ambientale: “Se nessun comune – conclude Vappina – inizia a considerare almeno il suo ‘pezzo’ di fiume come casa sua come si esce da questa situazione? Abbiamo tentato con una mozione sull’argine, di contenuto semplicissimo, eppure anche un intervento che aveva come oggetto il semplice recepimento della reale fruizione da parte della cittadinanza è stato respinto.
Oltre alle iniziative delle minoranze, non c’è nulla. La sola ordinaria, doverosa, manutenzione non la possiamo considerare una politica ambientale adeguata”.

OSPEDALE E MEDICINA TERRITORIALE

L’intervento a chiusura è quello di Valentina Mozzi. “All’inizio dell’anno abbiamo avuto l’incontro in Auditorium con l’assessore Gallera. Tante belle promesse e impegni rimandati per il sopraggiungere della pandemia. Ma bisognerà tornare a chiedere. Il Covid ha mostrato ancora una volta l’importanza del ruolo del nostro ospedale nel territorio, e sul nostro ospedale e sulla medicina territoriale dovremo puntare. Su entrambe le questioni il sindaco non può tirarsi indietro. Bisognerà essere proattivi su queste tematiche importanti, continuare ad insistere affinché tutte le promesse vengano realizzate”.




Alla fine il brindisi di fine anno è comunque conciliante. “Siamo qui per il bene dei cittadini e se si lavora in quella direzione ci saremo sempre. Al di là delle idee che ci dividono”.

N.C.

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