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Due giorni di apertura
limitata, no grazie. La fatica
d'un'attività che resiste

La 'Sconosciuta Compagnia' di Vicobellignano ha deciso di non aprire per due giorni. E lo ha annunciato sulla propria pagina social

VICOBELLIGNANO – Difficile resistere in queste condizioni, e difficile nutrire speranze. Dopo 10 mesi tra lockdown, aperture limitate, distanziamenti, corse per rispettare le regole, investimenti per rispettare le normative, aperture e chiusure c’è poco spazio per l’ottimismo. E i due giorni di apertura limitata, di zona ‘gialla rinforzata’ sembrano una presa per i fondelli soprattutto per quelle attività legate alla ristorazione, che non possono permettersi di fare le cose per caso, di aprire e chiudere.

Approvvigionamenti, organizzazione, programmazione, qualità del servizio offerto non sono variabili che possono non essere tenute in considerazione. E’ facile oggi prendersela con un virus e giustificare tutto, ma a dieci mesi di distanza ripetersi che ‘tutto andrà bene’ è difficile. Quasi una (seconda) presa per i fondelli.

Perché poi la gente si accalca ugualmente ai supermercati, fa la fila appiccicata nelle poste, si assembra nelle piazze. E le regole non valgono sempre: no, non è una condanna per chi lo fa, è solo una constatazione di come il sistema di tutela sia un sistema zoppo. Duro e inflessibile con alcune categorie, più morbido con altre.

C’è chi ha resistito con l’asporto, c’è chi ha chiuso e chi, probabilmente non riaprirà. C’è chi cerca di resistere con i pochi sussidi presi e con un anno gettato alle ortiche. Due giorni di apertura (con chiusura alle 18) per poi richiudere ancora. Sembra davvero una presa in giro. E c’è chi dice no.

La ‘Sconosciuta Compagnia’ di Vicobellignano ha deciso di non aprire per due giorni. E lo ha annunciato sulla propria pagina social.

“Abbiamo pensato molto – scrivono – a come gestire i prossimi giorni e con tanta tristezza, e diciamolo pure con tanta rabbia, vi comunichiamo che giovedì e venerdì il ristorante resterà comunque chiuso nonostante i due giorni di zona gialla.

Abbiamo preso questa decisione perché crediamo che non si possa comunicare ad un ristorante il 5 sera che il 7 può aprire e non è la prima volta che le comunicazioni vengono fatte all’ultimo.

Non apriamo perché non si può dire ad un ristorante di aprire solo due giorni e fino alle 18.00 dopo che siamo chiusi da una vita e che non sappiamo ancora se e quando potremmo poi riaprire per bene.

Non apriamo sopratutto perché non sarebbe giusto nei vostri confronti accogliervi al di sotto del nostro standard. L’attenzione e la qualità sono senza dubbio caratteristiche a cui teniamo più di ogni altre e aprire domani vorrebbe dire mancare in qualche modo in questi aspetti.

Come vi abbiamo già detto aprire e chiudere un locale prevedere impegno, programmazione, pulizia, ordini di merce e tutto il resto. Siamo stanchi di buttare generi alimentari e soldi per colpa di misure e decisioni prese all’ultimo minuto da altri.

Ci vediamo con il nostro servizio di asporto sabato e domenica sera, quello che poi sarà lo vedremo insieme appena avranno la decenza di farci sapere quando potremo tornare a lavorare in tutta sicurezza così come sappiamo di essere capaci”.

N.C.

 

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