Cronaca
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Vaccino Day anche all'ospedale Oglio Po: ecco l'arma per combattere il Covid

Tra le prime infermiere vaccinate anche Giorgia Sereni, la cui storia era balzata sulle pagine dei giornali perché molto particolare: la ragazza di Gussola, infatti, assieme a Lorenzo Marasi, si era laureata in anticipo sfruttando una speciale deroga concessa dalla Regione e dal Governo in piena emergenza pandemia, e subito era finita in prima linea.

CASALMAGGIORE – E’ stato “Vaccino Day” anche all’ospedale Oglio Po di Vicomoscano: senza molti proclami, e per la verità senza nemmeno invitare la stampa e i media, ma giovedì infermieri e personale medico del nosocomio casalese – il secondo per grandezza (ma non per importanza) appartenente all’ASST di Cremona – ha vissuto un giorno molto particolare nella guerra al Coronavirus. Dopo le adesioni raccolte nella giornata di lunedì 4 gennaio, ecco che le vaccinazioni sono partite, come detto, giovedì.

Tra le prime infermiere vaccinate anche Giorgia Sereni, la cui storia era balzata sulle pagine dei giornali perché molto particolare: la ragazza di Gussola, infatti, assieme a Lorenzo Marasi di Casalmaggiore, si era laureata in anticipo sfruttando una speciale deroga concessa dalla Regione e dal Governo in piena emergenza pandemia, e subito era finita in prima linea contro il Covid, nei corridoio del reparto di Medicina dell’Oglio Po. “Tutti abbiamo quel giorno che non dimenticheremo mai e oggi diventerà proprio uno di quelli – ha scritto Giorgia sul proprio profilo Facebook, allegando la sua fotografia post vaccino -. Per tutto quel 2020 di incertezze e sofferenze, per tutti quei turni massacranti con le tute, per tutte quelle distanze che abbiamo dovuto, e dobbiamo tuttora mantenere, ad esattamente un anno di distanza, finalmente la speranza e il desiderio di tornare alla vita di sempre”.

Nella foto Giorgia Sereni dopo il vaccino

Altra infermiera vaccinata questa mattina Silvia Andreocchi. Tanti anni di esperienza, infermiera di Pronto Soccorso, in prima linea dall’inizio della pandemia. “Se devo essere sincera – ci racconta, un po’ di titubanza c’era perché non è semplice affrontare la cosa con leggerezza. Ci siamo poste tante domande. Lo abbiamo fatto, con coraggio, per il significato che può avere e perché ancora, di contagi, ne vediamo tanti”. Non ha fatto foto del post vaccinazione, non è nel suo carattere. Ed ha fatto pure fatica a raccontarcelo. “Subito dopo averlo fatto avevo un po’ di mal di testa, ma credo sia stata l’ansia anche perché dopo qualche ora stavo bene. E’ una decisione che non puoi prendere alla leggera: c’è chi ne parla, ma in questi mesi noi possiamo dire sul serio che il Covid lo abbiamo visto da vicino, che sappiamo cos’è. Oggi la situazione sembra un po’ più tranquilla, almeno in Oglio Po, ma non è ancora finita”

Nazzareno Condina – Giovanni Gardani

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