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Carlo Sante Gardani e Giorgio Lipreri: la commemorazione in Consiglio

Filippo Bongiovanni: "Sono state due grandi figure che hanno dato tanto alla città, hanno amato tantissimo questa città e tutti noi o dall’uno o dall’altro o da entrambi ha imparato qualcosa"

CASALMAGGIORE – Carlo Sante Gardani e Giorgio Lipreri sono scomparsi a poca distanza l’uno dall’altro e nel Consiglio Comunale di lunedì sera (Consiglio del quale entrambi erano stati membri) sono stati ricordati all’inizio dal Presidente dell’Assemblea Francesco Ruberti.

Un Francesco Ruberti visibilmente emozionato: “Questa sera, nella riunione più importante dell’anno non abbiamo l’obbligo, non abbiamo il dovere ma abbiamo l’onore di ricordare due grandi di questa nostra comunità che purtroppo ci hanno lasciato.

Due veterani di questo consesso che hanno speso buona parte della loro vita per questa comunità. Carlo Sante Gardani, che amo chiamare il Guerriero, e il professor Giorgio Lipreri, che è stato anche mio professore.

Due persone burbere che avevano una presenza austera, ma col cuore d’oro. Indimenticabili le battaglie di Carlo che nel momento della battaglia era sanguigno, qualche volta anche sopra le righe, ma rispettava tutti e alla fine per lui era come non fosse successo niente e amava scerzare, ricordare e stare in compagnia. Il professor Lipreri non mi dimenticherò mai la lezione.

Nella prima lezione di prima media ci aveva insegnato l’importanza dei punti di vista, perché anche quando erano piccoli punti di vista potevano cambiare lo scenario. E questo ci aveva insegnato per la vita”.

Il presidente del Consiglio ha poi chiamato per il minuto di silenzio Gabriel Fomiatti, vicepresidente a presiedere l’assemblea. Un bel gesto: Fomiatti infatti è membro di quel Listone che Carlo aveva fondato. Gabriel, prima del momento commemorativo, ha voluto parlare del fondatore. E ne ha parlato al presente: “Di Carlo Gardani sono state ricordate le tante qualità di uomo generoso, altruista, e di grande nobiltà d’animo. Lo vorrei a nome di tutto il Lstone ricordare in qusta sala, seduto tra questi banchi, a fare politica nel senso più nobile e alto del termine.

Per Carlo tutte le parole hanno un peso e la scelta del nome ‘Listone, una comunità che dialoga’ ne sono la testimonianza. Comunità per Carlo vuol dire fare politica e viverla come un servizio, interessarsi ai problemi di tutti esponendosi in prima persona con le proprie idee e i propri valori, avendo come obiettivo il bene comune e il miglioramento della vita comunitaria.

Metterci la faccia e sporcarsi le mani. Questo era il suo motto che ci ha lasciato in eredità. Carlo ci ha insegnato a porci all’ascolto dell’altro, dare spazio al confronto, accogliere le buone proposte da qualunque parte provengano. In poche parole a dialogare perché Carlo, anche durante la sua malattia ha sempre messo al primo posto l’altro. Un amico, un parente, un fratello, un figlio, un conoscente.

Fino al venerdì mattina, dal letto d’ospedale ci ha mandato messaggi portando alla nostra attenzione le cose che per lui non andavano. Questo è segno veramente dell’amore che aveva lui per Casalmaggiore e per i Casalaschi. Ci teneva veramente tanto, soprattutto per noi ragazzi e per i nostri figli che dovranno vivere Casalmaggiore ancora per tanti anni”.

Gabriel Fomiatti ha poi ricordato il professor Lipreri, esprimendo la vicinanza come il Listone esprimere la vicinanza alla famiglia. Ultimo pensiero al Giorno della Memoria con una citazione di Benedetto Croce di come la violenza sia sempre sinonimo di debolezza e non di forza. I consiglieri e la giunta si sono poi alzati in piedi per il minuto di silenzio.

Dopo il minuto di silenzio è stato Mario Daina a prendere la parola, ricordando i 60 anni di conoscenza con Carlo Sante Gardani. “Il valore di una persona si misura dal tempo che questa persona dedica agli altri. Carlo ha dedicato agli altri tutto quello che aveva, che sentiva dentro. E’ stato un uomo d’azione, la sua è sempre stata una filosofia di strada a differenza di Antonio, suo fratello che era un uomo molto più riflessivo. Carlo ha sempre vissuto dentro al rapporto e alle relazioni con le persone. Da lì traeva la sua filosofia di vita”.

Mario ha ricordato anche i non semplici rapporti avuti con Carlo Sante Gardani dopo la scelta del Listone, nella sfida fra Silla e Bongiovanni, di non appoggiare il Centro Sinistra e dopo la scelta del civismo. “Il suo grande merito è stato quello di voler recuperare i giovani alla politica. Rimarrà una persona che ha voluto bene a Casalmaggiore”.

In seguito l’intervento di Pierluigi Pasotto: “Carlo Sante nello sport aveva un particolare riguardo per tutti quei ragazzi che provenivano da situazioni di difficoltà familiare, difficoltà di inserimento a livello sociale e scolastico. Aveva davvero una visione, in senso nobile, che partiva dal fondo. Sapeva comprendere le difficoltà dei ragazzi cercando di dare loro un’opportunità attraverso lo sport.

Ci siamo sentiti per le festività natalizie perchè immaginavo che in quelle condizioni, esendoci passato, ci si potesse sentire anche soli ad affrontare una battaglia del genere. Gli avevo detto che da buon lottatore lo aspettavo nell’arena per continuare a combattere. Così non è stato, e mi dispiace”.

Poi il turno del ricordo del professor Lipreri. “Del professor Lipreri – ha proseguito Pasotto – ho un ricordo diverso. Per una persona di sinistra come sono il professor Lipreri è un’istituzione. Docente, amministratore pubblico, studioso, ricercatore, storico dell’antifascismo soprattuto a livello locale, persona molto impegnata.

Però io amo inquadrarlo in quella classe di amministratori che Casalmaggiore è stata fortunata ad avere nella sua storia, di varie idee e di varie provenienze che hanno fatto sì che i cittadini casalaschi possano godere tutt’ora di servizi che hanno pensato 30 anni fa. Amministratori che hanno avuto la forza di pensare in anticipo e in prospettiva.

Pensiamo all’asilo nido, alla mensa comunale, ai servizi scolastici, ai servizi sociali, ai servizi domiciliari anziani, al centro primavera, al teatro, ai musei. E’ stata una classe di amministratori che ha pensato in prospettiva ed ha pensato in grande. Tante volte noi cittadini, e mi ci metto anch’io, pensiamo a dei servizi che sono nati un giorno dal nulla ma poi quando uno conosce la macchina dall’interno capisce quanto è difficile prevedere, impostare e fare funzionare una macchina”.

Infine una citazione: “Il professor Giorgio Lipreri mi disse una volta che non era importante essere in Consiglio Comunale per esserci, o per apparire. E’ importante se hai capito cosa ci vai a fare, e per imparare cosa ci vai a fare devi conoscere. La conoscenza è fondamentale, è l’unico strumento che hai per dare un senso alla tua presenza e per rappresentare al meglio quelle persone che hanno deciso di delegarti”.

Alla fine è stato il sindaco Filippo Bongiovanni a chiudere le commemorazioni: “Ci tenevo anche io a ringraziare entrambi per quello che hanno dato alla nostra comunità. Carlo lo conoscevo abbastanza bene, è stato il mio primo presidente quando da pulcino ho cominciato a giocare a calcio, era un amico di mio padre, e poi ci siamo ritrovati quando ero rappresentante Lega a Casalmaggiore e lui consigliere di maggioranza, e vorrei ricordare la Consulta giovanile.

Puntava tutto sui giovani, si fidava e ci vedeva lungo e il Listone dimostra che ha lasciato qualcosa all’interno della nostra comunità. Il professor Giorgio Lipreri lo vedevo, non ho avuto modo di avere con lui delle esperienze comuni, ci salutavamo in biblioteca dove andavo spesso prima della pandemia e lui c’era sempre con la sua pila di libri e giornali e studiava.

Non dovremo dimenticarci dei suoi studi, anzi li rilanciamo visto che siamo in un periodo in cui la biblioteca non ha il transito di gente solita ed i bibliotecari avranno tempo di approfondire gli studi e chissà che non salti fuori qualcosa che possa lasciare ancora ai posteri. Ci impegneremo sicuramente. Sono state due grandi figure che hanno dato tanto alla città, hanno amato tantissimo questa città e tutti noi o dall’uno o dall’altro o da entrambi ha imparato qualcosa”.

Nazzareno Condina

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