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Sabbioneta, arginelli, due hub sul percorso ciclo pedonale grazie al GAL

L'argine si apprezza in particolare se percorso a piedi, in bicicletta o a cavallo ed offre scorci naturalistici di pregio nonché testimonianze di architettura idraulica, divenendo un raro esempio di possibile armonia tra l'opera dell'uomo e l'ambiente naturale

SABBIONETA – Il percorso degli arginelli, tratto ciclopedonale, verrà reso ancor più fruibile grazie a due Hub (aree attrezzate). A darne notizia il sindaco Marco Pasquali.

“E’ stato approvato e finanziato il progetto per la creazione di due Hub degli Arginelli, piazzole parcheggio, attrezzate con panchine, acqua, colonnine per la manutenzione delle bici, illuminazione, videosorveglianza.

Grazie alla collaborazione del Comune di Rivarolo del Re ed Uniti, un Hub sarà al confine fra i due comuni in uscita dai Dossi, e l’altro nei pressi del cimitero di Ponteterra. Gli attraversamenti stradali del circuito degli Arginelli saranno segnalati e illuminati per una maggior sicurezza dei cicloturisti e dei fruitori che potranno contare anche su un’implementazione della segnaletica esistente.

Il progetto da 160.000 euro sarà finanziato per 100.000 euro dal GAL Oglio Po. Resta aperto e in agenda il tema della manutenzione degli Arginelli”.

Secondo le prime notizie storiche, l’opera idraulica degli arginelli venne iniziata nel XII secolo per poi essere completata con la dominazione gonzaghesca; gli ultimi interventi di rettifica delle sommità arginali risalgono alla prima metà dell’Ottocento.

Gli arginelli, grazie al loro notevole sviluppo (circa 18 Km), cingono la maggior parte dell’attuale territorio comunale, divenendo un punto di osservazione privilegiato dei bellissimi centri abitati circostanti: la cittadina fortificata di Sabbioneta, le frazioni di Breda Cisoni e Ponteterra con le solendide parrocchiali barocche, l’abitato di Villa Pasquali con la Chiesa di Antonio Galli Bibiena e il Santuario Mariano di Vigoreto.

Essi furono concepiti principalmente per tutelare le zone basse poste nel triangolo formato dai fiumi Oglio e Po, al fine di evitare eventuali inondazioni provenienti dall’Agro Cremonese e dai territori di Commessaggio, Gazzuolo e del Casalasco-Viadanese. Nel Cinquecento l’intera opera idraulica rivestì anche un ruolo militare, integrandosi di fatto al sistema difensivo di Sabbioneta.

L’argine si apprezza in particolare se percorso a piedi, in bicicletta o a cavallo ed offre scorci naturalistici di pregio nonché testimonianze di architettura idraulica, divenendo un raro esempio di possibile armonia tra l’opera dell’uomo e l’ambiente naturale.

Il paesaggio è caratterizzato da ampie oasi di vegetazione autoctona colonizzate da fauna tipica delle zone vallive (anfibi e rettili, uccelli, mammiferi, in particolare è stata avvistata negli ultimi anni una colonia di moscardino, un piccolo roditore dal quale ha preso spunto il logo che caratterizza l’area naturalistica tutelata).

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