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Il Vescovo saluta Casalmaggiore: "Zona arancione? Stiamo uniti e sarà tutto più bello di prima"

Si è chiusa con un commosso ricordo di don Alberto Franzini, per 17 anni parroco di Casalmaggiore scomparso a causa del Covid lo scorso anno, la visita pastorale del vescovo di Cremona Antonio Napolioni a Casalmaggiore. Tre giorni intensi e un applauso al termine della messa domenicale.

CASALMAGGIORE – Si è chiusa con un commosso ricordo di don Alberto Franzini, per 17 anni parroco di Casalmaggiore scomparso a causa del Covid lo scorso anno, la visita pastorale del vescovo di Cremona Antonio Napolioni a Casalmaggiore. Tre giorni intensi e un applauso al termine della messa domenicale perché, come ha detto il vescovo, “don Alberto sarà contento di vedere questo Duomo di Santo Stefano così gremito e sicuramente sta facendo festa in cielo”. Dopo l’applauso, monsignor Napolioni ha aggiunto: “Il vostro applauso non è soltanto il segno dell’affetto verso don Alberto, ma prima di tutto il segno che credete nel cielo e in ciò che viene dopo la nostra morte”.

Durante l’omelia nella messa – trasmessa da Cremona 1 e concelebrata assieme al parroco di Casalmaggiore don Claudio Rubagotti, a don Angelo Bravi, don Cesare Castelli, don Arrigo Duranti e al Padre superiore del Santuario della Fontana Francesco Serra – il vescovo ha paragonato il Duomo di Casalmaggiore al monte citato nel Vangelo della trasfigurazione. “Si vede da lontano, quando qualcuno arriva a Casalmaggiore, proprio come una montagna. Cristo ci propone uno scambio in questa Quaresima: accetta di soffrire con noi nel nostro dolore e nel nostro lutto, ma poi ci fa risorgere con lui”.

Il vescovo ha spronato i fedeli di Casalmaggiore a non essere “una comunità divisa o lamentosa: io voglio tornare a Cremona con la certezza di una comunità unita, libera da pregiudizi o da “misure corte”. E sulla pandemia, beh, se dev’essere come una doglia del parto, affrontiamola guardando avanti, assecondiamo il Signore e la sua volontà, verso la nascita – come nel parto appunto – di un mondo nuovo”. Proprio sulla pandemia e sull’imminente zona arancione, il vescovo si è voluto soffermare. “Non allarmiamoci. Sappiamo che dovremo fare sacrifici, ma cerchiamo di farli avendo cura gli uni degli altri, perché da qui tutto ricomincia e lo fa meglio di come era prima. Scendiamo dal monte della pandemia, forti del nostro incontro con Cristo”.

Nella foto Letizia Frigerio presenta il dono al vescovo

Al termine della celebrazione il parroco don Claudio Rubagotti ha riassunto in tre parole il weekend trascorso col vescovo a Casalmaggiore. “Sole, vita e zona gialla: visti i tempi, siamo stati fortunati e grazie a Dio abbiamo vissuto tre giornate davvero meravigliose”. Il vescovo è stato poi omaggiato di una croce pettorale, realizzata ispirandosi ai bijou del Museo di Casalmaggiore, con la curatrice Letizia Frigerio che ha spiegato, appunto, il dono, che lo stesso vescovo ha deciso di sistemare subito al collo per la benedizione finale.

Giovanni Gardani

 

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