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Asili di Casalmaggiore, l'accordo: reciprocità pubblico e privato per dare una mano alle famiglie

"Di fatto se i posti nell’asilo Aroldi sono esauriti, ecco che c’è la possibilità di iscriversi all’asilo Arcobaleno. E viceversa. Se una famiglia ha entrambi i genitori lavoratori, mandare i figli al nido diventa quasi indispensabile". GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

CASALMAGGIORE – Uno sguardo al futuro e un accordo che si può considerare storico: una collaborazione mediante una convenzione che, partita a febbraio, durerà fino a luglio 2023 in forma sperimentale con successive eventuali migliorie. Cinque posti vengono messi a disposizione dal documento che coinvolge il Nido Comunale Aroldi di Casalmaggiore, in rappresentanza del pubblico, e la Fondazione Assistenza ai Minori, con l’asilo Arcobaleno, realtà privata. Una collaborazione partita dalla formazione educativa delle insegnanti e che ora va oltre.

“Abbiamo pensato di venire incontro a un bisogno delle famiglie, specie di questi tempi di pandemia – ha spiegato l’assessore al Sociale Gianfranco Salvatore -. Di fatto se i posti nell’asilo Aroldi sono esauriti, ecco che c’è la possibilità di iscriversi all’asilo Arcobaleno. E viceversa. Se una famiglia ha entrambi i genitori lavoratori, mandare i figli al nido diventa quasi indispensabile. La fascia che copriamo va dai 3 ai 36 mesi”.

Reciprocità, sussidiarietà, collaborazione tra pubblico e privato e il costo a carico della famiglia che non cambia perché “qualora vi fosse una differenza di spesa per l’iscrizione – spiega Salvatore – per l’anno in cui si esplica la convenzione, tale differenza viene pagata dagli altri enti. Per la precisione: se il bambino non trova posto all’Aroldi e va all’Arcobaleno, pareggiare la spesa spetta al Comune; se invece accade il contrario, ecco che la Fondazione Assistenza ai Minori che gestisce l’asilo Arcobaleno, farà la stessa cosa. La famiglia non paga, per quel singolo anno, nulla di più di quanto avesse inteso pagare inizialmente, al momento dell’iscrizione. Terminato l’anno, la convenzione si conclude e la famiglia può decidere se mandare il bambino all’asilo dove ha trascorso quei mesi, nell’ottica della continuità, oppure se cambiare struttura, liberamente ma tenendo conto che, a quel punto, se i posti si liberano, cessa la convenzione e dunque il costo è al 100% a carico della famiglia. In pratica la convenzione dura fino a luglio 2023 ma è rinnovabile di anno in anno. Ogni anno la famiglia può decidere cosa fare. Preciso che per il Comune abbiamo ipotizzato una spesa massima di 1.900 euro, dunque contenuta”.

“Peraltro – ha spiegato sempre Salvatore – in tempo di Covid abbiamo tentato un approccio nuovo: non più le tre fasce Covid convenzionali, una per annualità, ma classi miste e bloccate per creare una sorta di “bolla”: questo ha funzionato, perché i bambini più piccoli sono stati anche aiutati dai più grandi e, come ha confermato la pedagogista Letizia Bulli, che ha formato il nostro personale, la soluzione è stata apprezzata”.

Cinque posti, dunque, nel caso in cui uno dei due asili abbia esaurito le disponibilità, vengono messi a disposizione nell’altro asilo, con una forma di reciprocità che esalta la connessione tra pubblico e privato. Il Cda della Fondazione Assistenza ai Minori, formato dal parroco don Claudio Rubagotti in qualità di presidente e da due membri nominati dal comune, già incarna questa commistione, come ha spiegato per il Cda della stessa Fondazione Chiara Chizzini. “La Fondazione nasce nel 1800 e punta proprio a dare una mano ai più piccoli e alle loro famiglie: l’asilo Arcobaleno è l’ultima propaggine di quel percorso iniziato un secolo e mezzo fa. Un percorso di carità che ora portiamo avanti. Questa convenzione conferma l’ottima collaborazione che abbiamo con l’amministrazione”.

Soddisfatto il parroco don Rubagotti, che ha ripreso un passaggio sottolineato anche da Salvatore. “Questa convenzione ci dice chiaramente che la scuola privata non è una realtà “altra” e chiusa, ma che si può collaborare tranquillamente. Parliamo di una fascia molto delicata, perché il bambino nei suoi primi anni di vita è una spugna, che assorbe tantissimo, dunque la componente educativa è fondamentale”.

Salvatore a tal proposito ha rincarato la dose. “In Italia non si è ancora realizzata l’attuazione di quanto scritto nella Costituzione sulla parità scolastica vera e propria. Se iscrivo un bambino alla scuola privata devo pagare due volte: a livello statale con le tasse, in più la retta della scuola privata. Questo non è giusto. La formula ideale potrebbe essere la consegna di un assegno alle famiglie, che poi decidono dove iscrivere il figlio, liberamente. Altrimenti la scuola statale sarà sempre tratta coi guanti, a discapito di quella privata”.

Un grazie da parte degli attori della conferenza stampa è andato anche a Chiara Sanfelici, che ha curato la parte tecnica della convenzione, oltre a tutte le educatrici dei due asili.

Giovanni Gardani

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