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Biometano a Commessaggio, Alex Cerioli risponde al Comitato per No: "Ecco perché è sicuro"

"Ricordo che 10 anni fa, durante il dibattito sul nucleare - sottolinea Cerioli - i promotori di questo stesso Comitato visitavano regolarmente e promuovevano il mio impianto di biogas indicandolo come fonte alternativa per produrre energia ecologica e sostenibile".

COMMESSAGGIO – E’ Alex Cerioli, titolare della Società Agricola Cerioli Primo e Socio Unico della BioLNG Italia Srl, a rispondere al Comitato sulla polemica legata alla nascita di una nuova centrale a biometano nel territorio comunale di Commessaggio. “In riferimento alla recente nascita del Comitato “No biometano a Commessaggio”, contrario all’insediamento di un impianto di produzione di biometano, ritengo opportuno intervenire per fare chiarezza sull’argomento e promuovere una corretta informazione.
I messaggi diffusi dal Comitato attraverso media e canali social, di fatto, potrebbero creare preoccupazione e allarmismo presso la popolazione attraverso affermazioni fuorvianti e prive di fondamento. Esprimo rammarico per i toni che ha assunto il dibattito sulla questione in quanto credo da sempre nel biometano come tassello fondamentale per lo sviluppo dell’economia circolare”.

“Ricordo, inoltre, che 10 anni fa, durante il dibattito sul nucleare – sottolinea Cerioli – i promotori di questo stesso Comitato visitavano regolarmente e promuovevano il mio impianto di biogas indicandolo come fonte alternativa per produrre energia ecologica e sostenibile, quale effettivamente è, come riconosciuto dalla politica europea e nazionale che ha voluto creare un dicastero dedicato: il Ministero della Transizione econologica. La tutela della salute dei cittadini e la promozione di una agricoltura di qualità e sostenibile sono principi alla base del mio lavoro”.

“Io stesso, infatti, sono titolare – spiega Cerioli – di due aziende agricole che producono biologico con prodotti DOP e IGP e nelle quali i campi vengono fertilizzati con digestato, elemento contestato dal Comitato, ma regolarmente promosso dagli enti certificatori del bio. «Le tecnologie ormai consolidate minimizzano tutte le questioni sollevate, a partire da odori sgradevoli, e non producono batteri patogeni», è quanto afferma la stessa Legambiente nell’articolo dedicato a biogas/biometano https://www.legambiente.it/comunicati-stampa/biometano-al-centro-di-unfakenews-di-legambiente-e-nuova-ecologia/ che prosegue: «La letteratura scientifica è ampiamente concorde nel ritenere che il processo di digestione anaerobica abbatta il contenuto della maggior parte dei batteri nocivi per l’uomo, rendendo più sicuro l’uso del digestato». I membri del Comitato conoscono nel dettaglio il progetto che contestano? Sono a conoscenza della normativa che regola gli impianti di biometano avanzato? Hanno cercato un confronto, come avvenuto in passato, prima di promuovere azioni che impattano sull’opinione pubblica attraverso una lettura negativa di questo progetto?”.

“Ad esempio – conclude Cerioli – il Comitato, tramite la voce di Mimma Vignoli, afferma correttamente che «i biogas sostenibili secondo Legambiente sono quelli che nel digestore mettono scarti agricoli, agroalimentari, deiezioni animali a filiera corta». Questa affermazione rispecchia esattamente la ricetta delle matrici in ingresso al progetto dell’impianto di biometano avanzato in oggetto. Sempre il Comitato, tuttavia, sbaglia quando afferma che venga coltivato mais per essere introdotto unicamente nell’impianto di biometano sottraendolo ad uno scopo alimentare. Affermazione assolutamente non veritiera in quanto la normativa impone che il mais non possa essere introdotto in un impianto di biometano. A fronte della continua diffusione di notizie parziali, non verificate e talvolta diffamanti, mi metto a piena disposizione per un confronto pubblico o privato per fare chiarezza e offrire una lettura veritiera e oggettiva della questione”.

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