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Covid, giovani e anziani i meno contagiati: quasi la metà dei positivi ha tra i 19 e i 50 anni

Il 61% del totale è ricoverato in reparti ospedalieri ordinari, quindi non nelle terapie intensive; il 30% nelle stanze dei Pronto soccorso o nei reparti di osservazione breve. I casi più gravi che necessitano di rianimazione intensiva costituiscono  il 4%.

Il bilancio della pandemia nel periodo autunno-inverno che si chiude oggi, 21 marzo, ci consegna la mappa di un contagio che corre soprattutto tra i 19 e i 50 anni: 5796 i casi che risultano dall’ultimo report di Ats Valpadana (relativo alla provincia di Cremona) aggiornato al 14 marzo, che rappresentano il 44% dei 13.195 registrati dal 1 settembre scorso. La seconda classe di età per numerosità dei contagi è quella tra i 51 e i 70 anni, che rappresenta il 27%; segue quella dei ragazzi in età scolare, con il 16% e ultima è la fascia degli ultra70enni, il 13%.

La situazione non cambia sostanzialmente nella settimana tra il 7 e il 14 marzo. Su 1.297 casi in provincia di Cremona, si capisce che il contagio corre nelle fasce di età lavorative: il 44% dei contagiati è ancora tra i 19 e i 50 anni; il 28% ricade nella classe dai 51 ai 70 anni di età. Diminuisce seppure di poco la percentuale di giovani contagiati: il 15% del totale è rappresentato da under 18, e anche quella degli ultra70enni, ora al 12%.

Nella settimana tra il 7 e il 14 marzo, l’ambito più colpito in provincia di Cremona da nuovi casi di positività è quello casalasco viadanese con 513 casi ogni 100mila abitanti (il più alto di tutti gli ambiti dell’Ats Valpadana) mentre l’ambito cremonese ne ha contati 371 e quello cremasco 317.

358 i ricoverati per Covid nella settimana considerata nel report, nell’intera Ats Valpadana: il 41% riguarda persone tra i 51 e i 70 anni, mentre la fascia di età più anziana, over 70, rappresenta il 38% dei ricoveri.

Il 61% del totale è ricoverato in reparti ospedalieri ordinari, quindi non nelle terapie intensive; il 30% nelle stanze dei Pronto soccorso o nei reparti di osservazione breve. I casi più gravi che necessitano di rianimazione intensiva costituiscono  il 4% dei ricoveri, la stessa percentuale dei ricoveri in rianimazione subintensiva.

gb

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