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Vaccini in azienda, Rivoltini (Confartigianato): 'Non sia esclusa nessuna impresa'

Attenzione però ad evitare che si inneschino fattori di disparità, a cominciare dalla potenziale esclusione di tantissime piccole e medie imprese per le quali sarebbe difficile organizzare la somministrazione dei vaccini nella propria sede.

Il sistema Confartigianato Imprese lombardo, come espressamente comunicato e assicurato a Regione Lombardia, ha accolto con interesse il provvedimento approvato dalla Giunta regionale sulla possibilità di costruire una rete vaccinale riservata ai lavoratori per consentirne la protezione anti Covid-19 anche presso le aziende, con il contributo di organizzazioni datoriali, imprenditori e medici competenti.

«La vaccinazione in azienda – commenta Massimo Rivoltini, presidente di Confartigianato Cremona – è la strada giusta, ma risulterà davvero efficace se riusciremo a garantire per le PMI, che occupano oltre il 50% dei lavoratori, le medesime condizioni assicurate alle grandi aziende e alle industrie, al fine di consentire anche a questa grande quantità di lavoratori di operare in piena sicurezza e a questa fetta rilevantissima del nostro sistema economico di ripartire».

Come più volte evidenziato nei diversi momenti di confronto con Regione Lombardia, Confartigianato ribadisce la convinzione di poter contemperare il diritto alla salute con il diritto al lavoro e offre la nostra disponibilità a contribuire fattivamente alla diffusione della campagna vaccinale anche tra i lavoratori e gli imprenditori delle micro e piccole imprese, evidenziando in questo senso il fondamentale contributo dei medici del lavoro.

Attenzione però ad evitare che si inneschino fattori di disparità, a cominciare dalla potenziale esclusione di tantissime piccole e medie imprese per le quali sarebbe difficile organizzare la somministrazione dei vaccini nella propria sede, in assenza di adeguate condizioni igienico-sanitarie, logistiche e organizzative.

«C’è poi un altro nodo critico, – aggiunge Roberto Maffezzoni, segretario Confartigianato Cremona – ovvero la necessità di prevedere figure amministrative e infermieristiche che possano contribuire alla (complessa) logistica della vaccinazione, tenuto conto che i medici non possono da soli sostenere tutto il carico amministrativo e burocratico conseguente. E neppure le piccole imprese possono farlo, se lasciate sole». Maffezzoni guarda anche alla “polverizzazione delle aziende di piccole dimensioni sul territorio” come a una evidenza da non trascurare, poiché “richiede uno sforzo logistico notevole, con conseguente allungamento della copertura vaccinale”.

Per questa ragione Confartigianato Cremona mette a disposizione le proprie risorse per facilitare l’accesso alla campagna di vaccinazione anche al personale e ai dipendenti delle piccole aziende. Il ruolo è quello del “facilitatore” valutando la “forma aggregata”. «Naturalmente – conclude Rivoltini – come Associazione siamo a disposizione, anche con gli spazi delle nostre sedi e il supporto logistico e organizzativo necessario. Con una premessa chiara: i vaccini devono arrivare, perché altrimenti protocolli d’intesa e quant’altro resteranno solo parole!».

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