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Ospedale Oglio Po più attrattivo?
La proposta di Annamaria Piccinelli

"Non possiamo assistere con le mani in mano: l’ospedale è uno dei servizi più importanti che abbiamo e si devono mettere in campo tutte le possibilità"

CASALMAGGIORE – L’Oglio Po non è un luogo di lavoro ambito. Certo non è agevolato dal fatto di essere un ospedale comunque di frontiera calato in un territorio che vive da sempre il grosso problema del non sapersi promuovere. C’è una strada per rendere Oglio Po più attrattivo anche per il personale sanitario. Ne è convinta la consigliera di Vivace e Sostenibile Annamaria Piccinelli che ha presentato una mozione che verrà probabilmente discussa (se i tempi lo permetteranno) nel prossimo consiglio comunale.

Il nostro ospedale – spiega Annamaria Piccinelli – manca di personale sanitario e soprattutto di infermieri. Ne mancano all’appello tanti, circa una quindicina, e gli altri di conseguenza, lavorano in condizioni di sovraccarico. E a questo proposito, chi è senza peccato scagli la prima pietra“.

Le responsabilità sono molteplici, e a più livelli: “Dalla programmazione delle specialità universitarie, al decreto della Lorenzin che ha riclassificato i presidi puramente in base ai bacini d’utenza e al numero degli accessi, a una Regione che non solo ha applicato il decreto in modo acritico, ma anzi ne ha esteso il criterio ai Pronto soccorso con più o meno di 100 accessi al giorno, infine una ASST che continuando negli anni a tagliare primari, a non far decollare i progetti e non creando squadra con Mantova, non contribuisce a rendere attrattivi i suoi presidi e in particolare quello più periferico. Su tutti questi fronti non bisogna smettere di far sentire la propria voce e lo si sta facendo tra consigli straordinari, documentazione uscita dal Tavolo socio-sanitario e inviata ai vari livelli di governo, e l’attenzione di Comitati e Associazioni e in particolare nella persona del dottor Luigi Borghesi“.

L’impegno deve essere quello delle comunità: “Io credo si possa e si debba fare anche noi direttamente, qualcosa di concreto: intendo noi come comunità di Casalmaggiore, Viadana, Sabbioneta. L’ho già detto in Consiglio, è stato scritto nel documento finale del suddetto tavolo consiliare e ora presento una mozione specifica. Ascoltando da vicino il personale del presidio si colgono sfaccettature che non si trovano nei documenti. Arrivano spesso sul telefonino messaggi del personale che dicono “Gli infermieri non sono attratti neanche dall’idea di abitare qui.”, “Fatto concorso… tanti non hanno accettato di essere arruolati qui” oppure “Sono infermieri giovani, che non accettato di stare qui… ne mancano circa una quindicina”. Per me queste sono fonti importantissime, per quanto informali, tanto che ho voluto citarle anche nel documento della mozione. Dunque anche noi, come comunità, dobbiamo fare qualcosa per rendere il nostro territorio accogliente al personale che magari viene da lontano, è giovane e può scegliere tra tante offerte“.

La proposta della consigliera Piccinelli: “Non posso non ispirarmi a quanto ha fatto la comunità di Cavalese per il proprio ospedale. L’abbiamo incontrata tre anni fa nella persona del Presidente del Comitato di Fiemme, Alessandro Arici, che ci ha raccontato, alla presenza di alcuni sindaci, cosa si sono inventati per promuovere e sostenere il loro ospedale (chi fosse curioso guardi il sito e il filmato al www.partoperfiemme.com). E noi dobbiamo provare a fare lo stesso. Cosa possiamo offrire a un giovane infermiere affinché venga volentieri a lavorare qui? Un anno di ingressi liberi alla Canottieri o agli Amici del Po, alle palestre, qualche escursione sull’Anguilla, qualche serata al cinema o in un ristorante o a teatro, qualche ingresso al palazzetto di Viadana o alle partite di Rugby o al tiro a segno o in un maneggio, un buono spesa, uno sconto su un’assicurazione o prodotto bancario o sull’affitto… Si tratta di organizzare una rete tra chi è disposto a offrire per un periodo limitato e a un numero stabilito di persone, un servizio o qualsiasi agevolazione pur di rendere questa landa periferica accogliente e attrattiva. Certo sarebbe meglio che non ce ne fosse bisogno, si sa anche che tutto questo potrebbe essere considerato un privilegio, ma qualcosa bisogna pur mettere in piedi e velocemente. Non possiamo assistere con le mani in mano: l’ospedale è uno dei servizi più importanti che abbiamo e si devono mettere in campo tutte le possibilità“.

N.C.

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