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GISI, il PD risponde a Cavatorta:
"Alle assemblee non c'eravate"

Il punto è che come emerge dai verbali il Comune di Viadana (che detiene il 49,25%) non partecipava alle assemblee

VIADANA – Risponde il PD Viadanese alla ricostruzione, da parte della maggioranza, della vicenda GISI. Una ricostruzione, secondo l’opposizione, lacunosa che merita un approfondimento.

Come Partito Democratico di Viadana abbiamo ascoltato con interesse il dibattito avvenuto in Consiglio Comunale sull’OdG che abbiamo contribuito a presentare insieme alle altre forze di minoranza sulla mancata deliberazione a dicembre 2020 della proposta di riduzione parziale del capitale sociale da parte di Gisi S.p.A. che se approvata avrebbe permesso di incassare al Comune di Viadana nei primi mesi del 2021 circa 1,3 milioni di euro.

Da parte nostra intendiamo replicare alle affermazioni di questi giorni a mezzo stampa del Sindaco Cavatorta che ha dichiarato che “la proposta avanzata dal CdA del Gisi era carente di motivazioni in quanto spiegava solamente che il patrimonio netto disponibile era esuberante rispetto alle funzioni svolte”.

Caro Signor Sindaco le motivazioni a sostegno della proposta sono state ribadite prima tramite risposta scritta ai consiglieri di minoranza che preparavano l’OdG e poi direttamente in Consiglio Comunale dal presidente del Gisi Lucio Boni e dal direttore Asinari che hanno indicato come a più riprese fin dal giugno 2019 ed in particolare nell’assemblea di fine luglio 2020 i comuni soci avevano espresso la proposta di anticipare parte della liquidazione del Gisi distribuendo tramite riduzione parte del capitale in eccesso.

Il punto è che come emerge dai verbali il Comune di Viadana (che detiene il 49,25%) non partecipava alle assemblee.

Il presidente Boni però ha anche confermato che, pur non partecipando, al Comune di Viadana sono stati sempre inviati i verbali di deliberazione e che ha sempre mantenuto contatti continui con la precedente amministrazione Cavallari, di cui l’amministrazione Cavatorta è in continuità, attraverso la persona dell’ex. Assessore Rossi.

Quindi non ci si può assolutamente vantare di essere venuti a conoscenza della volontà da parte di Gisi di deliberare sul punto solo in data 3 dicembre tramite colloquio informale con il direttore Asinari (circostanza tra l’altro dichiarata solo nel consiglio comunale del 19 marzo 2021 a specifica richiesta delle minoranze e non in quello del 29 dicembre 2020, lezione di stile e trasparenza…) e successivamente con convocazione assembleare scritta del 15 dicembre e la tesi di aver richiesto al Gisi in data 18 dicembre una relazione integrativa che descrivesse la situazione patrimoniale attuale della società partecipata non regge a motivare il diniego in quanto la situazione contabile a fine 2019 del Gisi era ben nota a questa amministrazione e al Sindaco che ha delega al bilancio; infatti nel consiglio comunale del 27 novembre 2020 si è portato in approvazione il bilancio consolidato 2019 del Comune di Viadana e a pagina 20-21 dell’allegato 2 era ben presente il bilancio del Gisi al 31/12/19 che a fronte di un patrimonio netto di 5,4 milioni di euro presentava liquidita immediate per 5,4 milioni, impianti ancora da cedere per 0,2 milioni nonché debiti vari per 0,2 milioni; quindi una situazione molto solida,  frutto dell’ottima gestione degli amministratori Boni e Asinari, che la parziale riduzione di capitale non avrebbe minimamente intaccato e assolutamente non in contrasto con il processo di liquidazione volontaria che si era deciso correttamente di dare come indirizzo.

Altro grave punto emerso dal Consiglio Comunale di venerdì scorso è, come segnalato dai revisori nel loro intervento, la mancata richiesta di parere al collegio di revisione che questa Amministrazione era obbligata a richiedere su deliberazioni di operazioni straordinarie su partecipate.

Il Sindaco e l’Amministrazione a fine dicembre hanno invece preferito farsi supportare del parere contrario (allegato al verbale di consiglio sul punto) emesso dal Dirigente dell’Area Tecnica del Comune che forse magari non è il massimo esperto di bilanci societari e valutazioni sull’economicità di questa scelta. A conclusione, le amministrazioni Cavatorta e Cavallari avevano tutti gli elementi in primis pervalutare e gestire in modo migliore la partecipazione in Gisi S.p.A. partecipando come hanno fatto gli altri comuni soci alla vita societaria e poi per approvare la deliberazione di riduzione parziale del capitale sociale.

A maggior ragione in un periodo dove con conti pignorati e richieste di accensione di mutui per far fronte a debiti fuori bilancio era doveroso cercare ogni possibilità di risorse differenti che non gravassero sui cittadini Viadanesi e su tale punto ci riserviamo con gli altri consiglieri di minoranza di fare ulteriori approfondimenti in opportune sedi.

In ogni caso oggi il Comune di Viadana avrebbe già nelle sue disponibilità 1,3 milioni di euro che magari se non a ridurre l’indebitamento creato dal lodo Italgas adesso avrebbero fatto ampiamente comodo per erogare sostegni alle famiglie e imprese viadanesi duramente colpite in questo periodo, oppure per incrementare il contributo straordinario alla Casa di Riposomentre invece per non gestire o per non aver capito come si poteva gestire si è scelto di rimandare l’introito vincolandolo ad un processo di liquidazione della società che potrebbe non garantire di incassare l’intera quota entro il 2021″.

redazione@oglioponews.it

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