Cronaca
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Trasporti Pesanti in piazza:
"Pronti a fermare le ruspe"

I dipendenti chiedono di non perdere quegli 80 parcheggi, che rappresentano i due terzi del parco camion, col rischio di perdere posti di lavoro dopo averne creati tanti e in un momento delicatissimo. E prima di tutto chiedono dialogo. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

PIADENA/DRIZZONA – Avrebbero dovuto essere una trentina, erano almeno un’ottantina i dipendenti della ditta Trasporti Pesanti. Ordinati, distanziati per quanto possibile, pronti a rivendicare i loro diritti. Che sono quelli di 150 famiglie che lavorano a PiadenaDrizzona e vivono grazie proprio alla ditta di Elvezio Storti. Si dicono pacifici e pronti a dialogare, ma sono anche determinati a non arrendersi. Si sono ritrovati questa mattina, poco dopo le 10, davanti al comune, per manifestare a favore del proprio datore di lavoro ma ancor di più a favore del loro lavoro.

Preoccupati del futuro, di un futuro in cui la perdita dell’area messa sotto sequestro (80 parcheggi sui 120 a disposizione per i mezzi pesanti, una vera e propria mazzata dal punto di vista gestionale come ha spiegato il rappresentante Cristiano Albertoni) sono disposti – almeno così recitava uno degli striscioni – a frapporsi alle ruspe. A bloccarle se si presenteranno in ditta.

C’erano i carabinieri e la polizia municipale a controllare che tutto andasse bene, ma in effetti non c’è stata nessuna necessità di intervento, se non quello della municipale per far spostare un mezzo della dittà addobbato da due striscioni perché l’autorizzazione era solo per le motrici. Il camion con rimorchio è tornato in ditta per rientrare poi da lì a poco.

Non si è visto nessuno né delle forze politiche, né di quelle religiose. Pochi anche i cittadini che si sono fermati ad ascoltare le ragioni dei manifestanti. I lavoratori hanno chiesto dialogo, la possibilità di sedersi attorno a un tavolo per discutere. “Si sarebbe potuto evitare tutto questo – ha spiegato il loro rappresentante – sedendosi ad un tavolo e trattando. Invece è stato un muro contro muro”.

La manifestazione era stata autorizzata dalla Digos. Anche la presenza, a bordo piazza, di alcuni rappresentanti dei comitati per il No non ha creato alcun tipo di problema.

Le due questioni sono, come noto, parallele: da un lato il comune e il comitato che si oppongono al sito di stoccaggio in zona stazione; dall’altro il sequestro dell’area che nel 2016 era stato oggetto di un abuso edilizio mai sanato ma portato alla ribalta, secondo i dipendenti, solo adesso come una sorta di ripicca per l’altra operazione.

I dipendenti chiedono di non perdere quei parcheggi, che rappresentano i due terzi del parco camion, col rischio di perdere posti di lavoro dopo averne creati tanti e in un momento delicatissimo. E prima di tutto chiedono dialogo come ha spiegato Cristiano Albertoni, che ha letto un lungo comunicato.

Il grazie ai dipendenti è giunto anche dal figlio del titolare, Stefano Storti, che ha detto: “La disinformazione voluta dal comune di Piadena Drizzona non ci fermerà, anzi ci dà la forza di andare avanti con ancora maggiore vigore”.

Sotto, per completezza di informazione, i documenti letti questa mattina dalle maestranze della Trasporti Pesanti.

Nazzareno Condina

 







 

Noi maestranze della ditta Trasporti Pesanti e delle altre società del gruppo Storti, siamo oggi scesi in piazza in quanto seriamente preoccupati per il nostro futuro!

Il Comune, nella persona del Sindaco e di tutta la Giunta, sta portando avanti una battaglia contro la società Trasporti Pesanti, su vari fronti.
Uno di questi riguarda l’autorizzazione allo stoccaggio temporaneo finalizzato al trasporto di rifiuti industriali.

Se da una parte è lecito che l’amministrazione locale si preoccupi della salute pubblica, dall’altra non si capisce perché non vi sia volontà, da parte del Sindaco, di dialogare con un’importante azienda del territorio che garantisce il sostentamento di moltissime famiglie!

Pensiamo invece che sia dovere della comunità gestire anche questa parte della nostra catena produttiva, del nostro stile di vita che ci porta ad essere consumatori e di conseguenza produttori di rifiuti. Farlo trovando soluzioni intelligenti, seguendo le regole e collaborazione con le aziende che operano nel settore è di conseguenza, a nostro avviso, un dovere per la società ed un’opportunità di lavoro e di crescita per il territorio.

Ultimo atto la decisione di non collaborare per la soluzione di un problema edilizio maturato per la lentezza della burocrazia e condiviso sino a qualche settimana fa con l’amministrazione comunale, che apporterebbe solo miglioramenti significativi alla collettività e che comunque ha permesso alla azienda per cui lavoriamo di assumere ulteriori dipendenti anche in un momento, come noto, in cui il tessuto economico sta risentendo degli effetti della situazione pandemica.

Siamo seriamente preoccupati per le nostre famiglie e per i nostri figli, perché se penalizzata, non è escluso che l’azienda decida di arrestare parte delle attività con conseguente riduzione del personale dipendente, quando invece un’azienda che investe e cresce è una risorsa economica e sociale per il territorio: un’azienda fiorente non è forse una fonte di reddito anche per il Comune? O la comunità preferisce forse impegnarsi per trovare sussidi per i disoccupati…

Si ricorda, infatti, che il gruppo Storti annovera ben 400 dipendenti e svolge servizi in favore delle maggiori aziende della Provincia di Cremona; ne consegue che eventuali ostacoli e/o rallentamenti creati alla Trasporti Pesanti da parte del Comune di Piadena avrebbero importanti riflessi anche nei confronti di queste aziende.

Noi maestranze manifestiamo in difesa del nostro lavoro, avendo ricevuto, fra l’altro, assicurazioni da parte dell’azienda per la quale lavoriamo, che le attività sono sempre state svolte e lo saranno anche in futuro, nel pieno rispetto delle leggi, quelle leggi che consentono una crescita etica anche nel rispetto dell’ambiente e della salute delle persone, visto che siamo persone anche noi e come a tutti, ci sta a cuore la nostra salute.

Chiediamo quindi che non venga ingiustificatamente portata avanti una guerra contro la Trasporti Pesanti, ma che il sig. Sindaco e la Giunta e tutte le Istituzioni lavorino per far crescere e non ostacolare e impedire ciò che può portare sviluppo e progresso per la comunità.

Dopo questa nostra comunicazione, le cose sono ulteriormente degenerate e da qui la nostra ulteriore missiva al Prefetto di cui diamo lettura:

I dipendenti del Gruppo Storti, sono a rinnovare una forte preoccupazione per il degenerare della situazione, in quanto l’amministrazione del comune di Piadena Drizzona, invece di addivenire ad un dialogo, ha scelto la strada del ricorso al TAR, impugnando la delibera della Provincia e citando quindi in causa la Provincia e l’azienda per la quale lavoriamo, il tutto “condito” da una campagna mediatica aggressiva nei confronti dell’azienda.

Ovvio che una situazione simile va a bloccare la possibilità di sviluppo ed invece di consentire alla Trasporti Pesanti di investire e crescere, può mettere a repentaglio i posti di lavoro già consolidati, in un momento storico dove un disoccupato rischia la povertà, data la sempre maggiore difficoltà nel trovare un’occupazione e lo stato di crisi di settori interi messi in ginocchio dalla pandemia.

Rinnovando quindi con la presente la nostra preoccupazione rafforzata dagli ultimi eventi, chiediamo se fosse possibile ricevere la visita da parte Sua o di un Suo delegato presso l’azienda, per discutere della situazione.

E dopo questa, un ulteriore capitolo, con missiva sempre indirizzata al Prefetto:

A nome di tutte le maestranze firmatarie, ringraziando per la sua solerte risposta alla missiva del 15 marzo e nel contempo esprimendo il nostro rammarico per non aver aderito alla nostra richiesta di una visita della S.V. presso l’azienda, le volevamo solamente precisare che, al di là del legittimo parere che pronuncerà il TAR di Brescia in merito al ricorso notificato dal Comune di Piadena, (tra l’altro eseguito senza richiedere la sospensiva dell’autorizzazione Provinciale, quindi presupponendo tempi lunghissimi per un addivenire alla sentenza), l’ennesimo atto che evidenzia la presa di posizione personale del Sindaco di Piadena contro la Trasporti Pesanti è stata la comunicazione all’azienda che intende procedere al sequestro dell’area oggetto di abuso edilizio.

Pertanto chiediamo fiduciosi un suo intervento in quanto tra i compiti istituzionali in capo alla Sua figura vi è la facoltà di poter redimere tale vertenza in modo positivo.

Ricordiamo inoltre che l’amministratore della Società, azienda che noi maestranze ammiriamo perché nonostante si trovi a dover lottare contro una amministrazione ostile, ci ha comunicato che ha presentato domanda di autorizzazione a costruire due immobili industriali, per un totale di circa 11000 metri quadrati e 500 metri di uffici, pari ad un investimento di circa 8 milioni di euro, che lasciano supporre a quante famiglie può giovare tale investimento ed a quante altre persone a lavori ultimati, potranno trovare un impiego, in un periodo ove si bloccano i licenziamenti per non creare disoccupazione.

Vogliamo inoltre comunicare che siamo a conoscenza che la prossima settimana l’azienda andrà a ritirare l’atto depositato presso il Comune dell’annunciato esproprio e non immaginiamo quale potrà essere l’epilogo. Una delle conseguenze sarà il privare degli spazi necessari al parcheggio dei mezzi dell’azienda e utili per operare e con conseguente ipotesi che i mezzi non più contenibili all’interno, vadano ad occupare suolo pubblico per i tempi di stazionamento e di fermo, con evidenti disagi sia per l’azienda, sia per la popolazione. Non ultimo se l’epilogo della vertenza dovesse volgersi come auspicato dal Sindaco, alla comunità verrebbero a mancare tutte le opere compensative previste a beneficio del territorio, per un controvalore di circa 250 mila€.

Noi maestranze, anche se siamo state rassicurate che per il momento non corriamo pericolo di perdita del posto di lavoro, siamo solidali con l’azienda e siamo disposte a manifestare contro il Sindaco, per cui chiediamo a lei l’autorizzazione prefettizia per poterlo fare, mettendo in atto durante un fine settimana da designarsi, ovviamente nel rispetto delle leggi che determinano tale tempistica, una sfilata di Tir lumaca sulla principale via del paese, con utilizzo del clacson e sosta di fronte al Comune, comunque garantendo il rispetto delle norme anti Covid, essendo ogni automezzo guidato da una sola persona e quindi evitando assemblamenti.

Causa normative vigenti la sfilata non c’è stata concessa perché in regime Covid sono previste unicamente manifestazioni statiche. Siamo comunque fiduciosi che questa piccola manifestazione possa servire per chi vorrà veramente avere un quadro completo della situazione e soprattutto far sentire la nostra voce alle autorità, che sino ad oggi NON HANNO PRESO IN CONSIDERAZIONE LE NOSTRE PREOCCUPAZIONI E NON CI HANNO IN NESSUN MODO DATO SOSTEGNO!

Noi a tal proposito siamo da oggi a disposizione di cittadinanza ed autorità.

 








 

Stiamo assistendo ad una diatriba fra comune ed Azienda che noi lavoratori sinceramente non riusciamo a comprendere.

Si parla sempre di volontà di sviluppo, di creare posti di lavoro, di sostegno alle famiglie e quando come in questo caso ci si trova difronte ad una azienda virtuosa, scopriamo che l’amministrazione comunale, in difesa delle leggi dello stato, cosi dice, effettua un esproprio di un’area regolamentata per uno pseudo abuso, che noi lo definiamo di scopo.

E’ possibile che un’azienda debba aspettare 3 anni per avere un’autorizzazione per utilizzare un terreno di proprietà, non per costruirvi un grattacelo ma per realizzare un piazzale ove far parcheggiare i propri mezzi? Ma se noi dipendenti venissimo pagati in base ai tempi di risposta che vengono utilizzati per le richieste fatte dagli imprenditori, cosa daremmo da mangiare alle nostre famiglie?

Non permetteremo che si sprechino risorse inutilmente e che le ruspe annunciate dal sindaco distruggano ciò che è utile per l’economia e per noi lavoratori, così come si continui con una campagna di disinformazione che allarma solo i cittadini per pericoli inesistenti!

Il Sindaco ha scritto che fa tutto questo per il bene della comunità: ma fare il bene della comunità è forse dissipare risorse e rinunciare alle opere compensative a carico dell’azienda, come il parco giochi da realizzare nel territorio comunale e la piantumazione in riva al fiume Oglio? Tutti lavori che danno lavoro, ad altre aziende, ad altre persone, pane per altre famiglie! Probabilmente il sig. Sindaco ha un concetto di bene comune piuttosto personale.

Il nostro titolare, Elvezio Storti, ci ha comunicato che sarà condannato anche penalmente per questa vicenda, ma si è dichiarato orgoglioso, perchè si condanna un imprenditore a cui sta a cuore il bene del proprio paese della propria azienda, dei lavoratori, contro amministrazioni che non aiutano l’imprenditoria ed il lavoro.

L’azienda per la quale lavoriamo, sta per investire 8 milioni di euro, che senza queste diatribe sarebbero già stati investiti due anni fa: questo produrrà lavoro per centinaia di persone. Nel 2020, nonostante la pandemia, sono stati spesi 5 milioni in investimenti, che hanno permesso un aumentato di 40 unità lavorative.

Noi chiediamo che le amministrazioni supportino il lavoro, che supportino gli imprenditori che creano posti di lavoro! Certamente è compito delle istituzioni pubbliche monitorare che vengano fatte le cose giuste per garantire la salute dei cittadini e la salvaguardia dell’ambiente, e proprio per questo vi sono le leggi che tutelano e se queste leggi e normative vengono rispettate, non devono esistere ulteriori ostacoli!

Noi lavoratori vogliamo il lavoro, il lavoro! Il lavoro che è un diritto citato nel primo articolo della nostra costituzione, il lavoro che è alla base della sussistenza delle nostre famiglie e del nostro paese, e lei Sindaco ha l’obbligo di adoperarsi perché ciò avvenga.

Non stiamo parlando di lavoro a tutti i costi, o di baratto come è stato scritto in risposta ad un foglio trovato appeso al manifesto alle nostre spalle che avrà scritto qualche lavoratore preoccupato. Trasporti Pesanti non ci ha mai fatto mancare uno stipendio, ne sottopagati, ne fatto lavorare in condizioni proibitive. E sono li con noi tutti i gg da mattina a sera: possibile che siano così stolti da creare e vivere loro stessi ogni giorno in un ambiente insalubre?

Non ultimo l’indotto: ogni volta che un’azienda viene penalizzata di riflesso vanno in sofferenza in modo più o meno importante, tutte le aziende che collaborano con la stessa: fornitori di beni, fornitori di servizi, imprese edili con a cascata la filiera di fornitura delle stesse se non c’è la possibilità di investire e crescere. Questo non viene preso in considerazione da chi amministra? Abbiamo ricevuto telefonate da fornitori e clienti solidali con noi ed increduli che non si possa trovare una soluzione intelligente!

In un articolo di questi giorni il Sindaco ha dichiarato il rifiuto all’invito di un incontro proposto dal presidente di CNA di Cremona e dal presidente di Associazioni Industriali di Cremona, fatto che reputiamo gravissimo, perché un amministratore pubblico non può rifiutare di dialogare con le parti! La storia insegna che chi rifiuta il dialogo, chi non vuole il confronto, chi continua imperterrito sulla propria posizione non è un governatore democratico ma un dittatore!!

Allora chiediamo a tutti voi che ascoltate, cosa vogliamo per le nostre comunità, democrazia o dittatura??

Serve il dialogo o l’imposizione?? Serve la ragionevolezza o l’assolutismo?? Chi si assume la responsabilità di bloccare il lavoro si prenda anche la responsabilità di dare un pasto ai figli di chi non avrà lavoro!

Un ultimo appunto su un articolo uscito ieri: certo che manderemmo i nostri figli in una scuola vicino alla nostra azienda!! Perché in azienda ci viviamo noi tutti i giorni e soprattutto perché non ci sono rifiuti tossici! L’azienda non è una discarica! Chi dice queste cose sa solo prendere posizione senza informazioni! Stiamo parlando di container con rottami industriali che passano da un treno ad un camion non di altro!
E i lavoratori in seno all’azienda vengono da tutto il mondo, senza preclusioni o discriminazioni. Forse dovremmo tornare alle città stato? Oppure chi ha parlato provi a vivere acquistando prodotti provenienti solo dal Comune o peggio prodotti fabbricati soltanto senza l’utilizzo di materiali riciclati!

Forse quanto stiamo facendo in questo giorno non servirà a nulla, forse nessuno ascolterà la nostra voce, forse ancora una volta il debole subisce e per debole intendo la forza lavoro, le nostre famiglie, la comunità, ma di una cosa siamo certi: nessuno ci potrà impedire di difendere fino alla fine ciò che riteniamo giusto, le nostre idee nella speranza che serva almeno per chi verrà dopo di noi.

Ringraziamo la Questura di Cremona che tramite la sezione Digos si è prontamente attivata per supportarci nell’iter burocratico necessario per lo svolgimento di questa manifestazione.

Grazie a tutti per l’attenzione e chiudiamo augurandovi una Buona Pasqua a voi e alle Vs. famiglie, nella speranza che il messaggio pasquale, porti nelle menti di chi ci amministra e di tutti noi, la sensibilità per prodigarsi a favore del dialogo, della volontà di incontro e di soluzioni eque.

Le maestranze delle aziende del Gruppo Storti

 









 

 

 

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