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Manifestazione dipendenti Storti,
il parere di Vacchelli e Cardesi

La complessa vicenda della nuova attività che vorrebbe porre in essere la ditta trasporti pesanti sta preoccupando e allarmando da parecchi mesi la popolazione di Piadena e dell'intero territorio

PIADENA DRIZZONA – Hanno voluto commentare la manifestazione di ieri gli ambientalisti e il comitato contrario all’attività di deposito e trasporto di rifiuti pericolosi. E lo hanno fatto con un comunicato a firma di Cesare Vacchelli e Enrico Cardesi.

In occasione – scrivono – della manifestazione di ieri dei dipendenti della ditta trasporti pesanti, i comitati contrari all’attività di deposito e trasporto di rifiuti pericolosi e le associazioni ambientaliste dichiarano quanto segue:

La complessa vicenda della nuova attività che vorrebbe porre in essere la ditta trasporti pesanti sta preoccupando e allarmando da parecchi mesi la popolazione di Piadena e dell’intero territorio. Prova ne è l’esito della petizione promossa dai comitati e dalle associazioni ambientaliste che ha raccolto oltre 14300 firme, a conferma del pericolo costituito da questo tipo di attività che ricordiamo è tesa al trasporto e al deposito temporaneo di tutte le categorie di rifiuto previste dei codici europei (quindi rifiuti tossici radioattivi infiammabili comburenti…) e soprattutto svolta in un contesto non idoneo che vede la stazione di Piadena posta al centro dell’abitato e vicino a due scuole e che aggrava ulteriormente la pericolosità di questo nuovo tipo di attività.

La manifestazione di stamattina non può non richiamarci ai dati di fatto di questa vicenda. Che sono essenzialmente due: il primo riguarda il ricorso al TAR del comune di Piadena che ha impugnato il provvedimento della Provincia di Cremona in cui non si prevedeva di assoggettare a valutazione di impatto ambientale questo progetto di attività.

Per questo si è in attesa che il giudice amministrativo del Tar di Brescia si esprima. Il secondo attiene all’abuso edilizio commesso dalla ditta trasporti pesanti e che consiste nella asfaltatura di un piazzale di 7000 metri quadrati senza il relativo titolo edilizio. Materia questa ben regolamentata dall’articolo 31 del dpr 380 del 2001, che impone a Chi commette un abuso edilizio l’obbligo di rimuoverlo. Non avendo la ditta ottemperato a questo obbligo, nonostante la proroga concessale, ha indotto l’amministrazione comunale al sequestro dell’area per la rimozione dell’abuso con relative spese a carico della ditta inadempiente.

La paventata preoccupazione dei dipendenti in ordine alla presunta perdita del loro posto di lavoro è in forte contraddizione con la richiesta di ampliamento dell’attività avanzata dalla ditta trasporti pesanti per la costruzione di nuovi capannoni all’interno dell’attuale Polo logistico.

Corre l’obbligo di riconoscere al sindaco e all’ amministrazione comunale l’impegno e la coerenza con cui si stanno muovendo sulla vicenda, non contro una ditta in particolare, ma nell’interesse collettivo, per la difesa della salute, dell’ambiente e della sicurezza dei cittadini piadenesi e della legalità“.

redazione@oglioponews.it

 

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