Chiesa
Commenta

In Cattedrale la Messa in
suffragio di mons. Franzini

“Il suo impegno e la sua disponibilità hanno manifestato attenzione e cura e lo spessore necessario perché il Vangelo di Gesù e l’insegnamento della Chiesa non fossero mai ostacolo al dialogo con ogni persona avvicinata".

Lunedì 5 aprile, Lunedì dell’Angelo, è stata celebrata in Duomo la Messa in suffragio di monsignor Alberto Franzini, già canonico della Cattedrale deceduto nella notte tra venerdì 3 e sabato 4 aprile 2020 dall’Ospedale di Cremona dove era ricoverato in Terapia Intensiva. Mons. Franzini avrebbe compiuto 74 anni il 7 aprile.

Durante l’omelia,don Antonio Bandirali, parrocco della Cattedrale, durante l’omelia ha detto: “Oggi siamo qui per ricordare il nostro don Alberto ad un anno dalla sua scomparsa avvenuta repentinamente. In quei giorni, e ancora oggi, si sono alzate tante voci per dare testimonianza della sua vita, a partire dal bene ricevuto in mille situazioni e modi”.

“Ho avuto la fortuna – ha ricordato – di essere uno dei suoi tanti alunni in Seminario: aveva una parola sempre chiara ed equilibrata, comprensibile immediatamente. Gli anni mi hanno permesso di avere di lui stima per essere un uomo credente e un prete generoso. Mi ha portato a riconoscere che la testimonianza della Verità ricercata non può mai essere slegata dai tratti di squisitezza umana, premessa indispensabile per lasciare trasparire in essa il volto di Dio che la genera”.

Don Bandirali ha quini aggiunto: “Il suo impegno e la sua disponibilità hanno manifestato attenzione e cura e lo spessore necessario perché il Vangelo di Gesù e l’insegnamento della Chiesa non fossero mai ostacolo al dialogo con ogni persona avvicinata. In questa Cattedrale, come in ogni ambito pastorale in cui ha esercitato il suo magistero, la sua parola saggia e semplice dell’annuncio evangelico ha potuto innervare le debolezze umane”.

Quella di mons. Franzini, è stata una “vita fatta di studio della Fede e di attenzione ai fenomeni umani, non consumati per sé, ma al desiderio di incontrare Dio come sorgente capace di saziare l’anima”.

Il parroco ha poi sottolineato: “Le preoccupazioni non hanno travolto la sua serenità e la speranza di un incontro intimo con Dio, cercate nell’ascolto di buona musica, nella contemplazione dell’arte e nel gusto per la letteratura”. Don Bandirali ha ricordato la “sua profonda ricerca della vastità del cuore dell’uomo in tutte le sue componenti, riconoscendolo come il luogo nel quale sperimentare la vastità della misericordia di Dio”. “Riconoscenti a Dio – ha concluso il sacerdote – per il dono che don Alberto è stato per tutti noi e per la Chiesa di Cremona, gridiamo forte il nostro ‘Alleluja, Cristo è risorto veramente’”.

redazione@oglioponews.it

© Riproduzione riservata
Commenti