Economia
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Sabbioneta, Pasquali: "Imprese,
situazione ormai insostenibile"

"È chiaro - spiega il primo cittadino - che con questi aiuti comunali non si può sperare di andare avanti ancora a lungo e non si può nemmeno sperare di poter salvare situazioni a rischio fallimento dopo ormai altri sei mesi di chiusura"

SABBIONETA – Il Covid sta lasciando segni profondi nel comune a più forte vocazione turistica dell’Oglio Po. E non è solo l’emergenza sanitaria ad aver lasciato segni indelebili nel tessuto sociale cittadino. Non sono solo i morti, o chi fa fatica a riprendersi, o una campagna vaccinale che sta procedendo con lentezza. E’ l’economia a soffrire fortemente e a Sabbioneta non avrebbe potuto essere altrimenti.

Zero turisti, zero possibilità per le persone di venire da fuori per ammirarne le bellezze e poi magari fermarsi. Zero occasioni di svago collettivo e di socializzazione.

L’amministrazione guidata da Marco Pasquali è stata tra le più attive a sostegno delle imprese. Ma un’amministrazione da sola non può farcela. Si fa il possibile ma il possibile spesso non è neppure sufficente a far fronte alla crisi.

Marco Pasquali è uno di quei sindaci da sempre vicino alle imprese. Non solo a quelle grandi, che bene o male riescono spesso a parare i colpi. Ma vicino a quelle piccole, alle botteghe, alle piccole attività commerciali che sono la stragrande maggioranza delle aziende locali. Era in piazza, a Casalmaggiore, quando il mondo del commercio era sceso in piazza. Già allora lamentava le difficoltà.

Il sindaco di Sabbioneta, Marco Pasquali

“La situazione – spiega il primo cittadino, insieme all’assessore al bilancio Franco Alessandria – per le attività commerciali sabbionetane, come per quelle dell’intera penisola, è ormai insostenibile. A Sabbioneta più che altrove le attività risentono della seconda primavera consecutiva, stavolta compresa di mesi invernali e periodo natalizio, senza visitatori e turisti, oltre che senza l’ordinaria gestione della clientela abituale”.

Molte le attività del comune mantovano che attraggono clienti anche da fuori, oltre ai turisti. L’amministrazione ha già fatto qualcosa: quello che poteva con le risorse a disposizione. “A inizio maggio dello scorso anno – prosegue Pasquali – eravamo intervenuti con quello che definimmo Piano Sabbioneta, che prevedeva fra le altre cose, in accordo con le associazioni di categoria mantovane, l’eliminazione della TARI per i tre mesi di chiusura, marzo, aprile, maggio, la riduzione della quota IMU spettante al comune e la sua cancellazione per alcune categorie, il rinvio dei termini di pagamento e l’annullamento del canone di occupazione del suolo, sostenendo inoltre l’ampliamento all’esterno della capienza dei locali. Nei mesi invernali appena trascorsi abbiamo sostenuto le attività sabbionetane consegnando buoni spesa ai titolari di Partita Iva residenti a Sabbioneta per oltre 8.000 euro”.

Ma tutto questo non può bastare: “È chiaro – conclude il sindaco – che con questi aiuti comunali non si può sperare di andare avanti ancora a lungo e non si può nemmeno sperare di poter salvare situazioni a rischio fallimento dopo ormai altri sei mesi di chiusura. Il fatto di non aver potuto contare sugli aiuti derivanti dai Distretti del Commercio è un’altra difficoltà aggiuntasi. Siamo al lavoro con i comuni del comprensorio per la ricostruzione del Distretto locale, di cui si è sentita, e molto, la mancanza. Nel mese di maggio sapremo con più precisione come poter ulteriormente intervenire, facendo leva sulla tassazione locale, a sostegno delle attività commerciali sabbionetane maggiormente colpite. Non ci aiutano i previsti aumenti sulla tassa rifiuti dovuti ai nuovi metodi tariffari nazionali, ma faremo la nostra parte per mettere mano alla situazione sempre più emergenziale del nostro tessuto economico di prossimità, con attenzione alle attività delle frazioni. Nelle prossime settimane, non appena sarà possibile organizzare in presenza e in sicurezza un incontro con i titolari delle attività commerciali, ci confronteremo con gli operatori economici locali, con i quali siamo in costante contatto”.

Nazzareno Condina

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