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Baratto amministrativo inattuabile,
ma partono i PUC col Concass

La questione è stata discussa ieri in consiglio comunale. La mozione del Listone è stata respinta, ma il principio è stato ritenuto nobile

CASALMAGGIORE – Un’agevolazione a tutti coloro che – in difficoltà – non riescono a far fronte alle tasse, soprattutto e a maggior ragione in questo periodo in cui la crisi ha toccato fortemente numerosi nuclei familiari. Gabriel Fomiatti (Listone) ha proposto come strumento il baratto amministrativo. Lo strumento era stato inserito nell’articolo 24 del d.l. 133/2014 (Decreto Sblocca Italia), poi successivamente abrogato e inserito nel Codice degli Appalti.

La questione è stata discussa ieri sera in Consiglio Comunale. Quelli proposti nella mozione di Fomiatti, seguendo la legge, era di dare ai cittadini la possibilità di pagare le proprie morosità tramite il lavoro. Le attività avrebbero potuto essere le più svariate, dalla pulizia, alla manutenzione, all’abbellimento delle aree verdi, agli interventi di decoro urbano, sino, alla valorizzazione di aree e immobili inutilizzati.

“La spinta in più per presentarla è stata l’emergenza in più di questo periodo: tanti hanno perso il lavoro, non riuscendo a garantire alla propria famiglia di arrivare a fine mese”.

A rispondere alla questione il sindaco. “Come lei stesso ha spiegato è una possibilità offerta dalla legge e quando la legge uscì nel 2014 subito ci muovemmo per cercare di capire come applicarla anche a noi. Vi erano però parecchi problemi. L’allora segretaria Comunale dottoressa Di Nardo aveva avuto un’esperienza simile nell’altro comune che seguiva, confermandoci che era materia difficile. Col suo aiuto comunque approvammo in giunta nel marzo 2015 l’adozione del lavoro occasionale di tipo accessorio che ci consentiva di erogare voucher per lavori di tipo occasionale svolti in favore dell’ente. Partimmo molto bene. Ricordo bene un caso di una persona che abitava nelle case popolari e che faceva l’imbianchino che recuperò il suo debito dipingendo e imbiancando. Riuscì a sanarlo. C’era la prestazione regolamentata dal voucher e il compenso orario faceva abbassare il debito. Tutto perfetto. Tutto perfetto se non che il ministro Poletti decise di cancellare queste forme di lavoro accessorio pagato in voucher, abrogando lo strumento dei voucher. Questo ci impedì di andare avanti con questa possibilità che esiste ancora, c’è il regolamento, ma è inefficace. Approfondimmo allora il baratto amministrativo ma trovammo sentenze della Corte dei Conti che andavano decisamente contro la bontà della proposta che voi fate e che anche noi avevamo sposato perché c’erano persone che erano in difficoltà, avevano arretrati col comune”.

Sulla regolarità del baratto amministrativo – come spiegato dallo studio Cataldi – aveva sollevato dubbi la Corte dei Conti. Con la pronuncia del 23 marzo 2016 (delibera n. 27) la Corte dei conti Emilia Romagna aveva evidenziato che il baratto amministrativo deve essere disciplinato da un regolamento comunale (non solo una semplice delibera della giunta) e non avrebbe potuto riguardare i debiti pregressi dei contribuenti. La decisione della sezione Veneto del magistrato contabile, invece, aveva chiarito che le agevolazioni connesse al baratto amministrativo non potevano essere fruite dalle imprese, perché sarebbe stato un modo per aggirare le regole di evidenza pubblica.

“La legge – ha proseguito Bongiovanni – consente di fare lavori, ma non per i debiti pregressi. I comuni che lo hanno fatto rischiano il danno erariale. Abbiamo però e per fortuna due iniziative, una esistente e una che sta nascendo, alternative. Quella già nata è la fondazione Banca dell’Acqua di Padania Acque, che collabora con il Concass e con noi, con i nostri servizi sociali per chi ha la morosità incolpevole per la bolletta dell’acqua. Ci sono dei progetti mirati per queste persone. E’ una cosa che è partita già tre anni fa. L’altra che sta partendo tramite il Concass sono i PUC”.

Nell’ambito dei Patti per il lavoro per l’inclusione sociale, i beneficiari del Reddito di Cittadinanza sono tenuti a svolgere Progetti Utili alla Collettività (PUC) nel comune di residenza per almeno 8 ore settimanali, aumentabili fino a 16. I Comuni sono responsabili dei PUC e li possono attuare in collaborazione con altri soggetti. Nel caso di Casalmaggiore è il Concass che si è preso l’incarico della gestione. I progetti vengono strutturati in coerenza con le competenze professionali del beneficiario, con quelle acquisite anche in altri contesti ed in base agli interessi e alle propensioni emerse nel corso dei colloqui sostenuti, in questo caso con il Concass. I PUC dovranno essere individuati a partire dai bisogni e dalle esigenze della comunità locale e dovranno intendersi come complementari, a supporto e integrazione rispetto alle attività ordinariamente svolte dai Comuni e dagli Enti pubblici coinvolti. Hanno un intervallo di tempo definito, e non possono essere sostitutive di attività già svolte.

“Coloro che sono beneficiari di reddito di cittadinanza devono fare dei progetti mirati con il comune di appartenenza, il Concass farà da capofila e sta già raccogliendo le prime adesioni. Saranno proprio messi a fare quei lavori che sono elencati nella vostra mozione. Naturalmente il Concass ha i soldi per la formazione e i DPI per i lavori, quindi non escludo che a breve potremo dare il via anche a questo, magari già questa estate se tutto va bene. Quindi la mozione così com’è non possiamo approvarla e non per una mancata volontà, perché come amministrazione abbiamo sempre cercato una strada per addivenire ad una soluzione di questo tipo perché sappiamo che ci sono persone in difficoltà che non riescono a pagare i tributi e non per loro volontà. Così com’è la legge è un’infinito intrico di problematiche e di problemi burocratici per arrivare a un qualcosa che poi magari non riesci neppure a toccare”.

A intervenire nella discussione il consigliere Pierluigi Pasotto (CNC). Il Consigliere ha dapprima lodato l’iniziativa di Padania Acque e poi sottolineato che il comune ha già la possibilità di introdurre progetti personalizzati per le persone in difficoltà. “Nulla vieta che il comune possa far si che quel progetto legato alla banca dell’acqua possa essere esteso anche ad altri servizi erogati”. L’opposizione si è resa disponibile, su questa strada, a dare una mano. Anche Mario Daina è andato sulla stessa linea, invitando il comune ad andare sulla strada dei PUC.

Annamaria Piccinelli ha chiesto poi spiegazioni. Il baratto è ancora fattibile (la norma pur abrogata è stata inserita direttamente nel codice degli appalti) ma la sentenza della Corte dei Conti di fatto ne mina la fattibilità. Come spiegato dalla segretaria, la Corte dei Conti ha eccepito portando all’attenzione il possibile danno erariale “Se tutti chiedessero di poter pagare le tasse col baratto – ha spiegato – capite bene quale potrebbe essere il danno per l’ente”. Bongiovanni ha poi rimarcato che con i voucher era tutto più semplice e quello del baratto un ottimo strumento, ma il fatto che si sia limitata l’applicabilità rendendo i debiti pregressi non saldabili con il baratto ha di per se bloccato la strada. “Dovremmo mettere su un meccanismo che ha un iter burocratico che è ai limiti dell’assurdo. Ho tentato di vedere se c’era qualche altra forma lavorativa applicabile, ma nessuna si sposa con la facilità dei voucher”.

Alla fine la mozione, col solo voto favorevole di Gabriel Fomiatti e l’astensione del resto dell’opposizione è stata respinta.

N.C.

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