Cronaca
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Grande Aracri pronto a parlare: si
svelano i misteri della 'ndrangheta?

Resta da capire se le intenzioni del boss siano vere o soltanto di facciata, dato che già Nicolino Sarcone, il braccio destro di Grande Aracri, aveva espresso il desiderio di “vuotare il sacco” ma era stato ritenuto poi poco credibile. Dal processo Aemilia, con radici purtroppo nel nostro territorio, può partire uno scossone storico.

Ha deciso di collaborare il boss della ‘ndrangheta, “nemico pubblico numero uno” del processo Aemilia, che coinvolge da vicino anche i territori comprensoriali di confine con la provincia reggiana, Nicolino Grande Aracri. Il boss di Cutro, 62 anni, ha infatti espresso la volontà di collaborare con la giustizia dal carcere di Opera di Milano, dove è sottoposto al regime duro, quello che spetta ai mafiosi.

Da un mese, Grande Aracri sta dialogando con i magistrati della Dda di Catanzaro, retta dal procuratore Nicola Gratteri: lo rende noto “La Gazzetta di Reggio”. Resta da capire se le intenzioni del boss siano vere o soltanto di facciata, dato che già Nicolino Sarcone, il braccio destro di Grande Aracri, aveva espresso il desiderio di “vuotare il sacco” ma era stato ritenuto poi poco credibile. Insomma, si vuole evitare un clamoroso tentativo di depistaggio.

Tuttavia, se la confessione e la collaborazione di Grande Aracri fossero invece sincere, ecco che si aprirebbe una pagina nuova e potenzialmente deflagrante per molti crimini e misteri legati alla ‘ndrangheta negli ultimi 20-30 anni, senza dimenticare i presunti legami con politica e imprenditoria. Dal processo Aemilia, con radici purtroppo nel nostro territorio, può partire uno scossone storico.

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