Economia
Commenta

Coldiretti Mn a Zolezzi: "Non
demonizzi i nostri allevamenti"

"Siamo certi che l’on. Zolezzi si impegnerà nella giusta battaglia verso una rivoluzione verde anche nei settori che ne hanno di gran lunga più bisogno, come l’industria e i trasporti. Senza così condannare gli allevatori e l’economia agroalimentare mantovana al declino e con ingiuste patenti di inquinatori".

Coldiretti Mantova risponde all’onorevole del Movimento 5 Stelle Alberto Zolezzi in merito al presunto “inquinamento degli allevamenti”. “Abbiamo letto su OglioPo News con attenzione e più volte la denuncia dell’on. Alberto Zolezzi, ispirata da uno studio pubblicato recentemente che, ci par di capire, abbia avuto il cuore scientifico in Sicilia. Ebbene, citiamo testualmente dalle parole dell’on. Zolezzi, “questo studio ecologico … dimostra con modelli avanzati, che hanno tenuto conto di molti fattori confondenti, l’incremento della mortalità del 13% in proporzione all’esposizione all’ammoniaca nell’aria delle provincie delle regioni Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia-Romagna. Come regione di controllo è stata usata la Sicilia…”.

Le conclusioni avanzate dal deputato eletto a Mantova si traducono in un invito a progressivamente dimezzare i capi negli allevamenti, quasi – ci pare ancora di capire – che la colpa dell’inquinamento e delle morti (anche per Covid) siano dovute alla presenza degli allevamenti. La soluzione proposta dal parlamentare Zolezzi è, quindi: tagliare del 50% il numero di animali allevati.

Non è nostro scopo fare polemica, ma desideriamo avanzare qualche stimolo utile alla riflessione, in quanto ci pare di capire che la stessa ricerca scientifica sul tema sia molto divisa. I dati Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), già citati da Coldiretti a livello nazionale e mai confutati dal M5S, hanno evidenziato nel 2020 la consistente riduzione del 9,8% delle emissioni di gas serra a livello nazionale nell’anno della pandemia, rispetto al 2019, a seguito delle restrizioni alla mobilità dovute al Covid-19.

Mentre stalle e aziende agricole hanno continuato a lavorare per garantire i rifornimenti alimentari alle famiglie italiane, le restrizioni anti contagio hanno semi paralizzato fabbriche e spostamenti di camion e auto determinando un crollo dei livelli di smog. Naturalmente, provocando come danno collaterale il crollo del Pil (-8,9%), con le conseguenze anche sull’aumento delle fragilità di famiglie e cittadini in alcuni casi drammatiche (e che hanno impegnato Coldiretti, anche a livello provinciale, nella distribuzione di pacchi alimentari 100% Made in Italy, perché non ci riteniamo solamente un sindacato di rappresentanza economica, ma anche una forza sociale per il Paese).

Solo il 7% delle emissioni di gas serra in Italia arrivano dall’agricoltura sulla base dei dati Ispra, dai quali si evidenzia che industria con il 44,7% e i trasporti con il 24,5% sono di gran lunga i maggiori responsabili”. I numeri, dunque, denunciano che sono ben altre le fonti inquinanti rispetto all’allevamento. Per questo, le opinioni dell’on. Zolezzi sono rispettabilissime, ma restano – appunto – opinioni, sulle quali desideriamo confrontarci per costruire.

La proposta di dimezzare gli allevamenti avanzata dall’on. Zolezzi, tuttavia, ci pare si scontri con un’altra evidenza oggettiva. In un mondo in cui la popolazione mondiale è in crescita e, con essa, aumenta la richiesta di proteine nobili, invitare a ridurre gli allevamenti complicherebbe notevolmente lo scenario. Questo perché la carne che non produciamo in un’area ad alta specializzazione come quella padana verrebbe comunque prodotta altrove, sicuramente con un livello di sicurezza e di controlli inferiore rispetto all’Italia che, ricordiamo, è al primo posto in Europa per food safety. Demandare ad altri sarebbe più rischioso per la stessa salute umana.

Le stalle italiane e padane sono alla base della nuova economia green con la produzione di letame e liquami indispensabili per fertilizzare i terreni in modo naturale e garantire all’Italia la leadership europea nel biologico e la produzione di energie rinnovabili come il biogas. Solo ieri si leggeva sull’inserto Specchio de La Stampa di Torino che nel 2021 le emissioni di anidride carbonica avranno un aumento record del 5%, pari a 1,5 miliardi di tonnellate. L’allarme è stato lanciato dall’Agenzia internazionale per l’energia. A spingere le emissioni sono i governi di tutto il mondo, che stanno riversando stimoli nei combustibili fossili per finanziare la ripresa dopo il Covid. Ecco: un aiuto in chiave di energie rinnovabili su quelle fossili potrebbe derivare dalla zootecnia.

Sosteniamo dunque il settore, aiutiamo gli allevatori ad essere ancora più attenti all’ambiente, mettiamo in campo tutte le soluzioni per una produzione green, perché sappiamo che vi sono ulteriori margini di miglioramento. Il M5S è al governo e lo stesso on. Zolezzi può farsi carico di promuovere azioni a sostegno della transizione ecologica con il collega di partito Stefano Patuanelli, ministro delle Politiche agricole; il Mipaaf e il ministero per la Transizione ecologica potranno sicuramente pianificare una road map per coniugare produzione, ambiente e qualità della vita.

Siamo certi che l’on. Zolezzi si impegnerà nella giusta battaglia verso una rivoluzione verde anche nei settori che ne hanno di gran lunga più bisogno, come l’industria e i trasporti. Senza così condannare gli allevatori e l’economia agroalimentare mantovana al declino e con ingiuste patenti di inquinatori.

redazione@oglioponews.it

© Riproduzione riservata
Commenti