Economia
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Auto, profondo rosso a Cremona:
immatricolazioni in calo del 24%

Ad impedire un vero tracollo delle vendite, secondo gli esperti, c’è la coda degli incentivi per le vetture più richieste, quelle con emissioni di CO2 da 61 a 135 gr/km, con lo stanziamento di 13 milioni ulteriori. La spinta degli incentivi prenotati prima dell’esaurimento dei fondi dovrebbe continuare in queste settimane.

Resta in crisi il mercato dell’auto su tutto il territorio nazionale ed anche in provincia di Cremona. Nel mese di aprile, infatti, sono state immatricolate sul nostro territorio 730 autovetture. Il dato non è certamente confrontabile con lo stesso mese del 2020 (quando furono soltanto quattro le immatricolazioni, ma l’intero paese si trovava in lockdown) ed è invece in deciso calo sia rispetto ad aprile 2019 (919 immatricolazioni, -24%) sia nel confronto con marzo (964 auto vendute) e febbraio 2021 (834).

In Italia le immatricolazioni in aprile sono state 145.033, con un balzo del 3.276,8% sullo stesso mese del 2020, quando le auto consegnate erano state soltanto 4.295. Tuttavia, rispetto al mese di aprile del 2019 si registra una flessione del 17,1%. Il dato cremonese è quindi peggiore rispetto a quello medio nazionale.

Ad impedire un vero tracollo delle vendite, secondo gli esperti, c’è la coda degli incentivi per le vetture più richieste, quelle con emissioni di CO2 da 61 a 135 gr/km, con lo stanziamento di 13 milioni ulteriori. La spinta degli incentivi prenotati prima dell’esaurimento dei fondi dovrebbe continuare in queste settimane.

Tuttavia, secondo il Centro studi Promotor, “per il mercato dell’auto, a partire dalla seconda metà di questo mese, si aprirà una crisi ben più severa di quella del primo quadrimestre di quest’anno che potrebbe portare il 2021 a chiudere anche al di sotto del risultato catastrofico del 2020 (1.381.646), anno in cui le immatricolazioni tornarono ai livelli di cinquant’anni fa. Un ulteriore calo su questi livelli – sottolinea ancora il Centro studi – aprirebbe uno scenario catastrofico per il mercato italiano dell’auto che potrebbe precipitare addirittura sui livelli degli anni Sessanta del secolo scorso, con tutto quello che ne consegue anche per il Pil del paese su cui l’incidenza dell’auto e del suo indotto tocca il 12,5%”.

Secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro studi Promotor, “è quindi necessario che il governo disponga, senza ulteriori indugi, il rifinanziamento degli incentivi previsti dalla legge di Bilancio per il 2021, senza aspettare il Piano nazionale di ripresa e resilienza, perché i tempi sarebbero troppo lunghi e perché il Pnrr praticamente ignora l’automobile”.

g.lo.

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