Salute
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Covid, Ats lancia l'allarme:
"No a estate incontrollata"

Restando in tema di assembramenti, lei recentemente ha pubblicato una sua foto in piazza a Milano per la vittoria dell’Inter che è stata piuttosto discussa… "Non avevo avuto la percezione di quanto era accaduto in quella stessa piazza alle 16 e sono rimasto scioccato il giorno dopo nel vedere le immagini degli assembramenti post-partita".

In vista dell’estate c’è voglia di raduni e di ritrovi. Ma lasciarsi andare in modo incontrollato con feste e raduni potrebbe portare a conseguenze disastrose dal punto di vista dei contagi. A lanciare l’allarme è l’Ats Valpadana, che raccomanda di non abbassare la guardia, perché “il rischio non si è esaurito, e lo dimostrano le esperienze delle regioni bianche che sono passate in fasce più scure” spiega il dottor Luigi Vezzosi, dirigente medico dell’Uos Prevenzione Malattie Infettive dell’Asst di Cremona.

“Non vogliamo spaventare le persone ma richiamarle al senso di responsabilità. Io stesso sono ancora giovane e ho voglia di uscire, ma è necessario mantenere comportamenti corretti: dal distanziamento sociale all’uso delle mascherine, senza dimenticare l’igienizzazione delle mani, considerando che recenti controlli dei Nas hanno dimotrato come vi sia la presenza virus anche sulle superfici”.

Dunque quali accortezze si dovranno avere per l’estate?

“L’estate viene vissuta all’aperto, dove la trasmissione è più difficile, ma non impossibile, tanto che anche lo scorso anno, sebbene i numeri fossero calati moltissimo, qualche caso si era visto, e anche qualche polmonite. Dunque è sempre fondamentale, in caso di sintomi, avvisare il proprio medico ma anche i propri contatti, e fare il tampone. Ma soprattutto è prioritaro aderire alla vaccinazione appena possibile.  Quella è la chiave fondamentale per vivere una estate tranquilla, e lo dimostrano stati come Israele che ora stanno ricominciando a riaprire”.

Quanto preoccupano le varianti?

“Molto, anche perché sono l’incognita che rende difficili le previsioni per l’estate: basti pensare a quanto sta accadendo in India e in Brasile. Noi, come Ats, garantiamo una sorveglianza attenta, in collaborazione con Asst, per tutte le persone che rientrano dall’estero, potenziali fallimenti vaccinali o anche determinati focolai. Abbiamo ad esempio trovato dei focolai di variante nigeriana, anche se la prevalente è quella inglese. Quella indiana per il momento in territorio cremonese non è stata rilevata”.

E per chi pensa di viaggiare all’estero? Cosa si deve fare?

“Innanzitutto capire prima quale è la situazione epidemiologica del Paese in cui ci si deve recare. Ci sono siti istituzionali messi a disposizione della Farnesina, Viaggiare Sicuri, che danno un quadro della situazione Covid e anche un quadro normativo sul contrasto alla pandemia. Dunque in primis bisogna informarsi. Ma è importante anche fare un’assicurazione sanitaria, perché se ci si ammala di covid in un Paese straniero non è sempre facile gestire quarantena, tamponi, isolamento e trattamenti sanitari.

Inoltre al ritorno in Italia è fondamentale registrarsi sul sito di Ats per comunicare al Dipartimento di Igiene e Prevenzione di essere stati all’estero: questo ci consente di mettere in campo da subito una serie di azioni a tutela del cittadino che è stato all’estero e dei suoi potenziali contatti, in caso sia un positivo asintomarico. Bisogna evitare una catena di contagi che potrebbe essere pure più pericolosa di fronte a eventuali varianti”.

Restando in tema di assembramenti, lei recentemente ha pubblicato una sua foto in piazza a Milano per la vittoria dell’Inter che è stata piuttosto discussa…

“Non ho nulla da nascondere. Mi ritengo abbastanza giovane e ho voglia di festeggiare, come tutti. Ma con prudenza. Ho lavorato fino alle 18 per il cambio del programma di sorveglianza sanitaria di Ats, quindi sono andato a Milano in auto con mio fratello. Sono arrivato in piazza Duomo alle 19.30, ed era mezza vuota. E naturalmente sia io sia mio fratello abbiamo messo in atto tutti gli accorgimenti per rimanere in sicurezza, nonostante io sia vaccinato e abbia contratto il Covid nel marzo 2020.

Non avevo avuto la percezione di quanto era accaduto in quella stessa piazza alle 16 e sono rimasto scioccato il giorno dopo nel vedere le immagini degli assembramenti post-partita. Episodi simili rappresentano un grande pericolo, e mi hanno fatto arrabbiare, perché come me tanti sanitari stanno sacrificando vacanze e weekend per gestire la pandemia, e vedere così poco senso di responsabilità da parte delle persone è deleterio. Anche perché chiaramente quei festeggiamenti porteranno a un aumento dei contagi”.

Laura Bosio

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