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Gessi e veleni, M5S: "Viadana bocciò
regolamento che avevamo proposto"

Altri 9 comuni mantovani seguirono l’esempio del Comune di Rodigo, non così, purtroppo, il Comune di Viadana che, nel corso del Consiglio Comunale del 21.12.2018, bocciò la mozione presentata dai consiglieri pentastellati Teveri e Foti

Il Gruppo di lavoro M5S di Viadana esprime forte preoccupazione in merito alle notizie apparse sulla stampa riguardo alle risultanze cui sono pervenute le indagini sullo spandimento irregolare di fanghi e gessi su vaste aree agricole delle provincie bresciana e mantovana.

Risultano interrate – si legge nel comunicato – su 3.000 ettari di campi agricoli, parte dei quali nel mantovano, ben 150.000 Tonnellate di fanghi contaminati al cui interno sono presenti sostanze tossiche o cancerogene in quantità superiori da decine a centinaia di volte ai limiti di legge.

Numerosi studi e ricerche, molte delle quali incoraggiate e pubblicate dalla stessa Comunità Europea, evidenziano il rischio che lo spandimento di fanghi (rifiuti) in agricoltura, anche là dove questo avvenga nel rispetto dei limiti di legge, possa dare origine a fenomeni di accumulo negli anni di sostanze inquinanti e pericolose per la salute, in particolare di metalli pesanti, diossine e inquinanti organici tra cui i princìpi attivi dei medicinali di uso quotidiano nonché altri prodotti utilizzati per la cura e l’igiene personale.

Oggi tali gessi di defecazione non sono sottoposti al vincolo della tracciabilità e della comunicazione obbligatoria del loro smaltimento e proprio per questo motivo già nel 2012 il Comune di Rodigo, col fattivo contributo parlamentare dell’On. Zolezzi, si fece promotore di una concreta azione di contrasto alla pratica degli smaltimenti irregolari, dotandosi di un proprio regolamento specifico che non diede adito ad alcuna azione di ricorso negli anni seguenti.

Altri 9 comuni mantovani seguirono l’esempio del Comune di Rodigo, non così, purtroppo, il Comune di Viadana che, nel corso del Consiglio Comunale del 21.12.2018, bocciò la mozione presentata dai consiglieri pentastellati Teveri e Foti, con cui si chiedeva all’Amministrazione comunale di dotarsi di un regolamento sull’impiego dei fertilizzanti sui suoli del territorio comunale viadanese, contenente anche disposizioni sanzionatorie come già fatto dal Comune di Rodigo e come da indicazione del COMITATO TUTELA SUOLI AGRICOLI LOMBARDI.

Con varie pretestuose motivazioni, la mozione venne bocciata col voto contrario dei 10 consiglieri di maggioranza presenti e 3 soli voti favorevoli dei consiglieri pentastellati e dell’unico consigliere di opposizione presente Perteghella.

Perdemmo sicuramente una preziosa occasione per tutelare la salute dei nostri concittadini, già messa così a dura prova dalla presenza in atmosfera e nelle falde acquifere di altri pericolosi agenti inquinanti cancerogeni, come ribadito dalla recente indagine epidemiologica “VIADANA III”.

Ricordiamo inoltre che il fatto di coinvolgere i Comuni affinchè approvassero i regolamenti sullo spandimento fanghi era una strategia importante e vincente da poter attuare, come dimostrano le intercettazioni delle persone indagate che si dichiaravano spaventate proprio dal fatto che i Comuni potessero normare gli spandimenti con regolamenti propri: “Attenti ai Cinquestelle perché vogliono portare tutto in mano agli Enti Pubblici, sarebbe un disastro!”. Se tutti i Comuni avessero sin da allora adottato regolamenti propri, forse si sarebbe potuto creare un argine di difesa importante contro questa attività criminale.

Auspichiamo quindi che l’attuale Amministrazione comunale attui al più presto quanto di propria competenza per adottare una opportuna normativa atta a contrastare qualsiasi attività di spargimento di fanghi tossici sul nostro territorio.

Ricordiamo infatti che il Consiglio di Stato, con la sentenza N. 02986/2015 REG. PROV. COLL. N. 08442/2012 REG. RIC. del 16/06/2015, ha confermato la legittima potestà dei Comuni in materia di inserimento nel PGT di limiti all’attività di spandimento fanghi, stabilendo le aree in cui tale attività è consentita e di converso le aree in cui invece è vietata”.

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