Cronaca
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Fontana a Cremona, ecco
tutte le richieste del Casalasco

Il sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni e quello di Calvatone Valeria Patelli, delegati per il territorio, hanno consegnato brevi manu al presidente della Regione le richieste del territorio Casalasco.

In attesa che arrivi a Rivarolo del Re e poi a San Giovanni in Croce, mercoledì mattina il governatore lombardo Attilio Fontana è stato a Cremona in Camera di Commercio e qui il sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni e quello di Calvatone Valeria Patelli, delegati per il territorio, hanno consegnato brevi manu al presidente della Regione le richieste del territorio Casalasco. Come noto era presenta anche l’assessore allo Sviluppo Economico Guido Guidesi ed è stato presentato ai Sindaci della Provincia il Piano Lombardia.

Di seguito riportiamo i passaggi più significativi della lunga lettera e dei temi proposti e contenuti nel documento:

1)   INFRASTRUTTURE

Ponte sul Fiume Po di Casalmaggiore. Si è conclusa la fase di manutenzione e la posa dei sensori. Ora è urgente provvedere alla progettazione e realizzazione di una nuova infrastruttura. ANAS e Provincia di Parma hanno in capo il progetto. La Giunta regionale lombarda, con la DGR XI/709 ha previsto lo stanziamento di 500.000 € sul capitolo 8020 della proposta di bilancio 2019-2021 denominata ‘Progettazione e pianificazione dei trasporti e della mobilità’. Al riguardo si chiede di seguire l’iter progettuale.

Ponte sul Fiume Oglio. Situato tra Calvatone (CR) ed Acquanegra sul Chiese (MN). Dopo un intervento di semplice manutenzione diversi anni fa, ora la situazione è alquanto problematica. Le due Province competenti (Mantova e Cremona) sono pronte ad intervenire e si sono fatte parte attiva in tal senso. L’assessore Terzi è stato informato della criticità in cui versa l’infrastruttura. Una seppur incisiva messa in sicurezza (al riguardo Regione Lombardia ha stanziato fondi per 1,5 mln di Euro) viste le condizioni in cui versa attualmente l’infrastruttura, non sarebbe risolutiva. Serve orientarsi verso la progettazione di una nuova struttura.

Autostrade/tangenziali. Da quarant’anni abbiamo il progetto TI-BRE, collegamento La Spezia – Brennero, che passerebbe per il Casalasco. È in corso di realizzazione un solo tratto sul territorio parmense (Fontevivo-Trecasali 10 km) che si concluderà entro il 2022. All’intera realizzazione della TI.BRE è collegata – come opera compensativa – la tangenziale di Casalmaggiore, che realizzerebbe il concessionario SALT per 52 milioni di progetto. Ma la TIBRE è vincolata ad un finanziamento per 900 milioni del Governo centrale ed è ferma da anni. 

È stata elaborata dalla Provincia di Cremona una alternativa di tangenziale per 25 milioni di euro, per staccarsi dalle compensazioni Tibre, come Regione ha fatto per la Tangenziale di Goito, che è stata finanziata nel piano Marshall per 130 Milioni. La Tangenziale di Casalmaggiore è oggi una urgenza, in quanto all’interno della cittadina transitano all’incirca 22 mila veicoli al giorno e il tratto è ormai parte integrante del tessuto urbano. L’assessore Terzi ci ha scritto manifestando disponibilità a valutare questa soluzione e a considerare eventuali modifiche rispetto a quanto indicato nel programma vigente, nell’ambito delle prossime procedure di aggiornamento del Programma Regionale della Mobilità e dei Trasporti.

Della tangenziale – “cosiddetta Gronda Nord” – sono stati già realizzati due tratti che uniscono Casalmaggiore (zona frazioni) con Viadana (MN). Il primo tratto si è sostanzialmente distrutto in 10 anni e grazie al “piano Marshall” Regione Lombardia ha erogato un contributo pari ad 880 mila Euro per la manutenzione straordinaria. Mentre è stato finanziato il terzo tratto Viadanese di 2,5 km per 7,5 milioni circa.

È altrettanto urgente la realizzazione della tangenziale di San Giovanni in Croce (CR), cittadina attraversata in pieno centro urbano dalla S.S. 343 ‘Asolana’, con il transito giornaliero di oltre 10.000 veicoli – di cui molti autoarticolati. È inserita fra le opere compensative dell’autostrada CR-MN per la tangenziale ovest. Il costo stimato per l’attraversamento alternativo, ad Est del territorio, si aggira intorno ai 15 milioni di Euro.

Autostrada CR-MN. Autostrada legata per 8,5 km alla TI-BRE. Tutto è fermo da oltre 10 anni (all’ultima Conferenza di Servizi). I terreni degli agricoltori sono  vincolati da oltre 15 anni. Non solo, le aree industriali che insistono sul tratto centrale – al confine delle due province -, sono ferme pur essendoci la possibilità di espansione, in quanto vincolate dalla incertezza che oramai da troppo tempo la fa da padrona, per non parlare dei PGT comunali bloccati. Si sono svolte più riunioni in Regione. Il territorio Cremonese e Mantovano è per la stragrande maggioranza d’accordo sull’opera. Nel frattempo il concessionario – Stradivaria – ha elaborato e depositato in Regione un nuovo progetto definitivo, ma rimane tuttora non chiaro chi progetterà e realizzerà gli 8,5 km mancanti; è evidente che un collegamento di questo genere non può essere concepito con un buco al centro. Non dimentichiamoci poi delle opere compensative, già previste sulla CR/MN, pur mancando quelle sempre relative agli 8,5 km in capo a TIBRE. In caso di realizzazione dell’Autostrada CR/MN, ribadiamo che le tangenziali di Casalmaggiore e di San Giovanni in Croce sono necessarie per collegare il tratto parmense di TIBRE alla CR/MN e viceversa, realizzando un nuovo progetto meno impattante e più economico per il territorio, per intercettare i flussi provenienti da La Spezia/Parma /Brescia/MN/Verona. L’ex Ministro Paola De Micheli si era detto disponibile, a finanziare queste opere complementari accessorie.

Si attendono risposte definitive sulla Cremona – Mantova.

Rete ferroviaria. La linea regionale Parma – Brescia passa per Casalmaggiore-Piadena e incrocia la Mantova – Milano a Piadena. La PR-BS è una linea non elettrificata a binario unico, la flotta circolante è a diesel con oltre 40 anni di vita. ‘Trenord’ ha promesso nuovi treni nei primi mesi del 2022.

Vi è giacente un progetto sul TIBRE Ferroviario che collega La Spezia al Brennero e che dovrebbe passare per Parma-Casalmaggiore – Piadena-Mantova. Si chiede a Regione Lombardia di sostenere questa soluzione, anziché l’ipotesi certamente più onerosa per Suzzara – Mantova.

Linea Milano – Mantova. Elettrificata, ma a binario unico tra Mantova e Codogno (LO). Vi è l’avvio del raddoppio; esso è complementare ad autostrada CR/MN, il territorio chiede collaborazione e certezze sulle opere oltre che sulle tempistiche. A tal proposito i territori interessati da entrambe le opere e dal tratto TIBRE hanno chiesto a gran voce che i progetti si parlassero e venissero analizzate le interferenze inevitabili tra gli stessi. L’interlocuzione, perlomeno dal punto di vista tecnico, è iniziata. Si chiede però collaborazione da parte di Regione Lombardia e certezze sulle opere, come pure – naturalmente – sui tempi.

2)  SANITA’

Con la Legge 23 si è creata l’ATS Valpadana composta da 3 Distretti e 6 Ambiti, di cui uno comprendente gli ex distretti casalasco e viadanese, che conta complessivamente 85000 abitanti ed è costituito da 27 Comuni, metà cremonesi e metà mantovani. All’interno dell’Ambito vi è un unico Presidio Ospedaliero per acuti, l’Ospedale “Oglio Po” di Casalmaggiore, facente parte dell’ASST di Cremona. L’ospedale Oglio Po, DEA di primo livello, dispone di numero 180 posti letto ed è stato costruito ed inaugurato nel 1992, per chiudere tre piccoli ospedali per acuti (Casalmaggiore, Viadana, Bozzolo) e creare un presidio unico per acuti a servizio dell’intero territorio.

L’ospedale ha un bacino d’utenza fondamentalmente lombardo ma, essendo posto al confine con la Regione Emilia-Romagna, ha sempre avuto anche un 15% di utenti dalla provincia di Parma.

Negli anni il Presidio Ospedaliero ha perso primariati, unità complesse. Oggi c’è carenza di medici e di infermieri; lunghe liste d’attesa che inducono il paziente ad orientarsi verso strutture alternative. La chiusura del punto nascite, nonostante fossero assicurati gli standard di sicurezza prescritti dalla vigente normativa (da Accordo Stato/Regioni compreso collegamento STEN e STAM), e malgrado i Sindaci si fossero espressi in maniera chiara e forte contro questa decisione pure presentando ricorso al TAR e al Consiglio di Stato, ha colpito profondamente la struttura. Da tale decisione è scaturito un piano di rilancio approvato dalla giunta regionale con DGR 795 del 12/11/2018 per il potenziamento delle specialità di oculistica, urologia, chirurgia bariatrica, endoscopia, chirurgia generale con rispettive apparecchiature, che è stato realizzato. In più si prevedeva un importante progetto per il reparto di neuropsichiatria infantile, mai partito per mancanza di personale. Oltre a questo abbiamo visto diminuire gravemente i servizi di psichiatria, anche territoriali. I servizi dedicati al sostegno e alla cura delle persone con disagio psichico e dipendenze risultano estremamente carenti, sia di personale che di risorse.

Bene il finanziamento sulla sicurezza della struttura per 16,5 milioni di Euro, ma servirebbe anche un rilancio in termini di primariati che attirino utenza, di liste d’attesa più brevi, di ripartenza dopo il periodo emergenziale generato dall’epidemia da Covid-19 (ora che l’ospedale è Covid free), oltre ad un restyling generale.

Quello che tuttavia ha inciso maggiormente è stata la mancata applicazione del modello organizzativo previsto dalla DGR 1681/2019, la quale statuiva l’individuazione di una sola ASST capofila tra Cremona e Mantova. L’ambito avrebbe dovuto possedere un certo grado di autonomia gestionale, l’erogazione di prestazioni di eccellenza, in stretta connessione con il territorio. Come sindaci casalaschi riteniamo sia fondamentale un assetto organizzativo che faccia confluire – su un territorio che presenta potenzialità diversificate – risorse afferenti alle ASST di MN e CR, in un’ottica di integrazione, che parta dalla declinazione annuale degli obiettivi territoriali sino alle risorse professionali necessarie, con una puntuale responsabilità di direzione, attraverso la igura del Direttore dell’Area Territoriale Oglio Po. Oggi le linee di sviluppo della nuova riforma sanitaria, appena presentate, sembrano andare in altro senso, paradossalmente dando ragione a quelle direzioni ospedaliere che non hanno voluto organizzare e lavorare a questa collaborazione e contro le delibere adottate dalla stessa giunta regionale.

3)   QUESTIONE SOCIALE

Come ambito territoriale Casalasco-Viadanese il lavoro dei Sindaci è tangibile: l’approvazione – nel corso del 2020 – di un piano di zona unico, che ha come capofila il Consorzio Casalasco dei Servizi Sociali assieme all’azienda speciale Oglio Po viadanese. Sono due realtà costruite in modo diverso che, nonostante l’appartenenza a province differenti, hanno lavorato per risolvere bisogni che fondamentalmente sono identici. Come in molte altre parti di Regione, anche nel casalasco viadanese si è verificato il dilagare di casistiche di minori disabili o di minori in comunità. Le spese sono sempre più onerose per le amministrazioni comunali: per trasporto disabili, assistenza ad personam (ormai prescritta anche negli asili nido o scuole per l’infanzia). I Comuni sono ormai tutti in difficoltà nel reperimento delle risorse necessarie ai loro bisogni. Occorrerebbe assegnare strumenti supplementari nello sviluppo del Piano di Zona, per favorire ed ottenere una integrazione più puntuale nel tempo. Ma chiediamo chiarezza sull’ambito, alla luce delle nuove linee di sviluppo della legge regionale 23.

4)   SPECIE ANIMALI NON AUTOCTONE

Nel corso degli anni, nel territorio, si è registrato il proliferare di differenti specie animali alloctone: nutrie, cinghiali, zanzare esotiche, cimici asiatiche. Tutte varietà non autoctone e notoriamente pericolose per la salute degli uomini, per le colture e per la conservazione delle specie autoctone. Mai si è affrontato in modo serio il problema con investimenti mirati e risolutivi. I piani provinciali di contenimento della nutria si sono rivelati inefficaci, mentre oggi sta proliferando – soprattutto nelle  aree golenali dei fiumi – il cinghiale. Riteniamo che, se si intervenisse per tempo – si potrebbe ancora contenere o eradicare il fenomeno.

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