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Commessaggio, rifiuti
al parco Navarolo

il post lanciato su Facebook è emblematico del fatto che talvolta la giovinezza abbia in dote la presunzione che tutto sia dovuto e lecito, almeno finché la si faccia franca. A quanto pare, però, un campanello d'allarme è scattato...

COMMESSAGGIO – Deturpare, rovinare, sporcare ed al limite imbruttire sono tutti sinonimi che avrebbero da spartire con il comune vivere civile. Eppure il post lanciato su Facebook è emblematico del fatto che talvolta la giovinezza abbia in dote la presunzione che tutto sia dovuto e lecito, almeno finché la si faccia franca. A quanto pare, però, un campanello d’allarme è scattato: “Il parco in fregio al Navarolo. Un luogo in disparte, vicino al paese ed allo stesso tempo lontano da occhi indiscreti, per la sua folta vegetazione che da un lato gli conferisce quel tocco di misterioso ed allo stesso tempo selvaggio da scrutare e da godere…dall’altro le nuove leve che vagando per il paese trovano in esso lo spazio per stare insieme, lontano da tutto e lontano da tutti, nell’oscurità. Esiste però un modo educato di vivere i luoghi pubblici, rispettandoli e facendoli propri, accudendoli e tenendoli curati. Purtroppo i fruitori del parchetto non sono così. Sono ragazzi anche di famiglie perbene che trovano in quel luogo lo spazio per i propri sfoghi personali, spazio in cui tutto, secondo il loro modo di vedere, è concesso. Ed allora troviamo rifiuti sparsi ovunque, cartacce e scritte su ogni angolo delle attrezzatura pubbliche e come se non bastasse, capitato proprio alcuni giorni fa, anche qualche geniale equilibrista camminare sul tetto del gazebo in legno, come se non ci fossero altri spazi a terra, rischiando di cadere e farsi male. E via con motori come in una pista da motocross, e musica a tutto volume uscire dalle tenebre, nel totale disprezzo di chi in quel tratto di paese ci abita. Crediamo che i luoghi pubblici debbano essere utilizzati, sono fatti per quello, ma nel rispetto delle regole e sopratutto nel rispetto delle persone secondo quel concetto, spesso bistrattato, dal nome di educazione. Non ci piace pensare ai inostri ragazzi come scapestrati imbrattatori menefreghisti maleducati, cosa che sta passando ai più che spesso chiamano in Comune. E con loro le loro famiglie, che spesso non sanno cosa combinano i loro figli quando sono insieme e che spesso sono accusate di incapacità nel crescerli ed educarli. Ecco questa situazione deve finire. Gli spazi pubblici sono di tutti e tutti hanno il diritto di utilizzarli ed il dovere di rispettarli. Purtroppo il Comune poco può, ma abbiamo segnalato la cosa ai Carabinieri ed alla Prefettura, così che magari qualcuno possa capire che non sempre è tutto possibile. Ah, dimenticavo, sopratutto per i leoni fa tastiera, inutile commentare questo post, serve di più una segnalazione ai Carabinieri al 112 mettendoci la faccia, solo così si fa il bene della collettività, non con inutili e sterili polemiche sui social”. Il luogo, sempre ben curato, è davvero un angolo di bellezza del territorio che andrebbe goduto con rispetto ed educazione…peccato non sia andata così

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