Ambiente

Rivarolo Mantovano, si chiude la
questione Biomasse. Niente centrale

L'amministrazione Galli ha altresì ribadito la volontà di non procedere nella concessione per la realizzalizzazione dell'impianto, basato sulla combustione di biomasse e come tale contrario agli impegni che il Comune ha sottoscritto con l'Europa approvando il PAES (Piano d'Azione per Energia Sostenibile) e aderendo al Patto dei Sindaci sulla riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera

In foto l'area nella quale avrebbe dovuto sorgere la Centrale a Biomasse

Si chiude, salvo ricorsi, l’annosa questione della centrale a Biomasse, proposta dalla EKO.GEFIN srl nella zona artigianale di Rivarolo, con il provvedimento di archiviazione emanato dalla Provincia di Mantova.

Nel 2010, la società aveva opzionato un’area di circa 7.000 metri quadrati, di proprietà comunale, situata nel PIP Ronchelli. L’allora amministrazione Cerasale, aveva concesso il terreno e sostenuto la realizzazione di un termovalorizzatore per la produzione di energia elettrica, alimentante anche un circuito per il teleriscaldamento degli edifici pubblici.

L’insediamento era stato subito osteggiato da un comitato di residenti che aveva ravvisato l’inopportunità di installare un bruciatore di biomasse, con una ciminiera di 25 metri, a poche centinaia di metri dal centro storico. Tesi fatta propria dalla Provincia di Mantova che, nella convocata Conferenza di Servizi e dopo un dibattito durato quasi due anni, rigettava il progetto con motivazioni di carattere sanitario, a tutela della popolazione locale.

Nel 2012 la EKO.GEFIN perdeva un primo ricorso al TAR, ma si appellava al Consiglio di Stato che dopo nove anni, nel marzo di quest’anno, si è espresso annullando la decisione della Provincia e rimettendo la palla al centro.

Le condizioni al contorno sono però cambiate. L’amministrazione comunale, guidata dal Sindaco Massimiliano Galli, ha dimostrato l’insussistenza dei requisiti basilari all’insediamento per le inadempienze contrattuali della ditta assegnataria e dichiarato l’inopportunità di installare un bruciatore a biomasse, vista la politica ecologista del Comune. Tesi sostenuta nella riconvocata Conferenza di Servizi dell’aprile 2021, nella quale la Provincia, appurato che la EKO.GEFIN non disponeva più del terreno, concedeva alla ditta un mese di tempo per rintracciare un’area alternativa sulla quale localizzare la centrale. Decorsi i termini temporali, la Provincia, in data 17 giugno 2021, ha nuovamente diniegato la richiesta per la realizzazione dell’impianto, archiviando l’istanza.

È opportuno ribadire che la vicenda si chiude ora, dopo 11 anni per determinazione della Provincia, ma sulla base della “memoria” prodotta dal Comune nella Conferenza di servizi di fine aprile 2021, nella quale si dichiarava la Ditta EKO.GEFIN decaduta dal diritto di assegnazione dell’area nel PIP Ronchelli. In quella sede, l’amministrazione Galli ha altresì ribadito la volontà di non procedere nella concessione per la realizzalizzazione dell’impianto, basato sulla combustione di biomasse e come tale contrario agli impegni che il Comune ha sottoscritto con l’Europa approvando il PAES (Piano d’Azione per Energia Sostenibile) e aderendo al Patto dei Sindaci sulla riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera.

A suggello di questa posizione, la Giunta comunale ha istituito il CAMPO DELLE API, proprio dove avrebbe dovuto sorgere il termovalorizzatore!

redazione@oglioponews.it

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