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Cantine Caleffi, ottima anche
la seconda degustazione

L’appuntamento principale era ovviamente la degustazione dei vini e dei salumi tutti interamente prodotti dalla Cantina Caleffi di Spineda. Una famiglia i cui componenti si dedicano oltre che all’attività agricola anche e sopratutto alla produzione vinicola

Alla seconda edizione della festa tra i vigneti di Spineda c’era anche il sindaco di Bozzolo Giuseppe Torchio. Una presenza motivata da un nostalgico ritorno al paese d’origine rispondendo all’invito dell’ex collega Davide Caleffi ideatore dell’appuntamento enogastronomico. Un evento suggestivo in un ambiente naturale col verde dell’erba come pavimento e nel cielo il ricamo di una trapunta stellata.

Da Crema è arrivata addirittura un’intera redazione giornalistica per realizzare un servizio specifico sull’argomento scattando foto e filmando immagini con i lieti calici di vino nelle eleganti mani di sorridenti ragazze cui non stonerebbe certamente l’iummagine di copertina su riviste del settore.

L’appuntamento principale era ovviamente la degustazione dei vini e dei salumi tutti interamente prodotti dalla Cantina Caleffi di Spineda. Una famiglia i cui componenti si dedicano oltre che all’attività agricola anche e sopratutto alla produzione vinicola arrivando ad inventare nuove tipologie di bevanda pur sfruttando vigneti di antichissima provenienza che circondano l’azienda.

Grande soddisfazione per il nuovo successo con cui è stata accolta la manifestazione di venerdi sera, a cui molti non hanno potuto partecipare per i posti esauriti ai tavoli (balle di paglia e pallets di legno) ai quali comunque è stato garantito spazio per il prossimo venerdi tenendo fede al motto “non c’è due senza il tre”. Ancora una volta ha sorpreso ritrovare tantissimi giovani che per una sera hanno rinunciato alla birra canonica orientando i gusti verso le diverse tipologie dei vini proposti. D’altra parte, citando uno dei tantissimi aforismi in letteratura sulla questione: “Se il vino non fosse una cosa importante Gesù Cristo non gli avrebbe dedicato il suo primo Miracolo”.

Ros Pis

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