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Zibello, domenica concerto per i 200
anni dalla nascita di Emanuele Muzio

L’evento è promosso dall’Amministrazione comunale di Polesine Zibello, col sindaco Massimo Spigaroli in testa. La serata inizierà alle 20.30, e si terrà nella suggestiva cornice del chiostro dell’ex convento dei Padri Domenicani, nel cuore di Zibello

Il sommo musicista e compositore Giuseppe Verdi non volle mai avere allievi e si rifiutò sempre di impartire lezioni di musica. Ci fu tuttavia una eccezione, assolutamente unica: quella di Emanuele Muzio, unico allievo del Cigno di Busseto. Solo otto anni separavano i due; Verdi nacque nel 1813, alle Roncole; Muzio nel 1821, a Zibello dove trascorse solo pochi anni prima che la sua famiglia si trasferisse a Busseto.

Zibello, sua terra natale, tuttavia non lo ha mai dimenticato ed è sempre stata orgogliosa di aver avuto un figlio tanto illustre. A lui, la terra del culatello ha dedicato sia una corale, attiva dagli anni Ottanta, che una strada. Domenica sera, 29 agosto, a duecento anni dalla nascita, gli dedicherà un concerto.

L’evento è promosso dall’Amministrazione comunale di Polesine Zibello, col sindaco Massimo Spigaroli in testa. La serata inizierà alle 20.30, e si terrà nella suggestiva cornice del chiostro dell’ex convento dei Padri Domenicani, nel cuore di Zibello. Un concerto celebrativo in onore di questo importante compositore, maestro di canto, direttore d’orchestra e, appunto, unico allievo e amico di Verdi.

Una serata sul modello delle Accademie Milanesi del 1844 (frequentate da Verdi e Muzio), come voluto e ideato dal coordinatore della serata, il musicista cremonese Isidoro Gusberti, che sarà anche maestro al pianoforte e direttore. Il maestro Gusberti da diversi anni è alla direzione proprio della corale Muzio con la quale, tra le altre cose, ha dato vita ad un percorso di studi e approfondimenti suggellato con la pubblicazione di un interessante volume, curato da Giuseppe Martini, contenente gli atti del convegno del 2009 dedicato proprio alla figura del maestro Emanuele Muzio. Volume al quale ha collaborato ampiamente anche Gioele Gusberti.

Domenica sera, in questo concerto celebrativo si esibiranno il soprano Tania Bussi, il tenore Giacomo Gandaglia, la corale “Emanuele Muzio” e il maestro Paolo Mora al violino. Saranno proposte musiche dello stesso Emanuele Muzio ma anche di Da Palestrina, Bach, Benedetto Marcello, Verdi, Corelli e Angelo Frondoni.

Quest’ultimo, nativo di Pieveottoville , era definito il Verdi Portoghese. Tutti musicisti, quelli inseriti nel programma, che hanno avuto un ruolo importante nella formazione e nella vita di Muzio, come spiegato anche da Gusberti o, come nel caso di Frondoni, sono a testimoniare un <humus> molto fertile di una terra che ha dato tanti importanti musicisti, fin dal Cinquecento.

L’ingresso sarà libero (consentito solo per chi ha il green pass) e l’evento si svolgerà anche in caso di maltempo. Per quanto riguarda il rapporto tra Verdi e Muzio, va ricordato che tra il 1844 e il 1849, Verdi insegnò al suo allievo armonia, composizione e contrappunto, ma presto tra i due si stabilì anche un significativo rapporto di amicizia, che li spinse anche a condividere il viaggio per l’Europa Centrale in occasione dell’allestimento dei Masnadieri a Londra (un legame, il loro, dimostrato anche dal fatto che, un mese prima di morire, Muzio nominò Verdi come proprio esecutore testamentario).

Muzio mantenne sempre una vera e propria venerazione per il suo maestro, come testimonia anche il lungo carteggio tenuto con Antonio Barezzi. Inoltre si occupò della riduzione per voce e pianoforte di molte edizioni delle opere verdiane. Fervente democratico, Emanuele Muzio prese parte alle Cinque Giornate di Milano, ma al ritorno degli Austriaci dovette riparare a Mendrisio, in Svizzera.

Intorno al 1850, convinto ormai di potersi muovere autonomamente nel mondo musicale, tentò la strada della composizione ma presto capì che la sua vocazione era piuttosto quella dell’insegnamento e della direzione d’orchestra. Lavorò negli Usa, in Inghilterra e in Francia dove morì, a Parigi, nel 1890 distinguendosi per la severità e la passionalità delle sue direzioni e per l’abilità nell’insegnamento del canto. Diversi suoi allievi, tra cui Adelina Patti, diventarono celebri. Autore di quattro melodramma e di parecchia musica da camera, Muzio ha vissuto a lungo nella critica all’ombra di Verdi. Solo Almerindo Napolitano lo beneficiò di una biografia, ripresa e completata anni dopo da Gaspare Nello Vetro. Muzio, figura non secondaria nella vita di Verdi, riposa nel cimitero di Busseto ma forte è sempre stato, nei suoi confronti, il legame della terra natale, Zibello.

Paolo Panni- Eremita del Po

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