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Castelfranco, la visita del vescovo
Napolioni sulle rive dell'Oglio

Impartita la benedizione, il Vescovo si è intrattenuto con i cresimandi dell’unità pastorale e, al termine dell’incontro, ha condiviso un semplice momento conviviale che ha chiuso i festeggiamenti in occasione della festa di san Bartolomeo.

Testo e foto dal sito della Diocesi di Cremona

Festa grande, per la comunità di Castelfranco d’Oglio, in occasione della tradizionale celebrazione in memoria del patrono, san Bartolomeo. Nel pomeriggio di domenica 29 agosto è stata dunque celebrata una solenne Messa per l’intera unità pastorale di Piadena-Vho-Drizzona presieduta dal vescovo di Cremona, mons. Antonio Napolioni, e concelebrata da don Antonio Pezzetti e don Paolo Fusar Imperatore, parroco e vicario della comunità piadenese.

Ad accogliere mons. Napolioni il saluto del sindaco, Matteo Priori, che ha ricordato il legame tra la festa patronale e la Giornata del Creato, perché «è lo stesso Bartolomeo, con il suo esempio di vita, che invita tutti a conversione: una conversione nei rapporti con le persone e con la nostra casa comune». La celebrazione della Messa è stata vissuta con particolare partecipazione da parte dei numerosissimi fedeli presenti, ai quali il Vescovo ha rivolto un invito particolare: «Celebrare l’Eucaristia, ricevere la Parola e la benedizione sia sempre per noi motivo di gratitudine riconoscente».

Al termine della celebrazione mons. Napolioni, ha guidato la processione dalla chiesa fino alle sponde del fiume Oglio, dove, il Vescovo è stato accolto, insieme alle statua di San Bartolomeo, a bordo di un’imbarcazione predisposta per l’occasione. Come da tradizione, il rito è stato accompagnato dalla banda di Canneto sull’Oglio e dai fedeli che, guidati dal Vescovo, si sono affidati nella preghiera all’intercessione di San Bartolomeo, vivendo e partecipando con entusiasmo ai riti celebrati.

Prima di invocare su tutti i presenti la benedizione del Signore, mons. Napolioni ha proposto una propria riflessione, durante la quale ha invitato ciascuno a «riconoscere la presenza del Signore in ciò che ci circonda, nel Creato che il Padre, per amore, ci ha donato. A noi il compito non di sentirci padroni di esso, ma di metterci umilmente a servizio del Creatore». Ed è questo l’esempio di «moltissimi lavoratori e famiglie che abitano i nostri campi, il nostro fiume, e che, quotidianamente, ci hanno insegnato a voler bene alle persone ad alla terra, e all’acqua, a cui siamo tanto legati, perché in essa hanno scoperto qualcosa di prezioso».

Il Vescovo non ha poi dimenticato di sottolineare quanto la testimonianza di san Bartolomeo sia significativa, anche in questo senso: «Gli apostoli, come Bartolomeo, sono il segno del fatto che la Chiesa è formata da tanti piccoli uomini che si sono accorti di essere alla presenza del Signore». E, citando il Vangelo del giorno, mons. Napolioni ha invitato i presenti a «far sì che dal nostro cuore non esca ciò che inquina la Chiesa, le relazioni, il mondo. La prima ‘raccolta differenziata’ che dobbiamo fare è dentro di noi. Il nostro santo è qui a ricordarci che è possibile, che è bello metterci alla sequela di Colui che ha dato la vita per noi e per il mondo in cui viviamo».

Impartita la benedizione, il Vescovo si è intrattenuto con i cresimandi dell’unità pastorale e, al termine dell’incontro, ha condiviso un semplice momento conviviale che ha chiuso i festeggiamenti in occasione della festa di san Bartolomeo.

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